Con questo articolo inauguriamo su TuttoTech una nuova serie di contenuti mirati al PC building, o meglio, riprendiamo un nostro vecchio filo conduttore che molte volte ci ha portati alla realizzazione di guide pratiche e all’acquisto, oppure alla costruzione di build studiate ad hoc in base all’ambito di utilizzo o al budget (vedi fascia di prezzo).
Rispetto al passato però, d’ora in poi cercheremo di portare ai nostri lettori anche l’esperienza pratica sul campo, alternando e prendendo in considerazione sia sistemi desktop realizzati “praticamente” da noi, che soluzioni concepite sulla carta, il tutto però utilizzando prodotti che abbiamo già recensito e testato personalmente.
Inutile quasi sottolineare che nel primo caso ci focalizzeremo di più sulle novità, magari su componenti annunciati di recente, senza per questo escludere prodotti ad alto profilo o particolarmente interessanti, includendo nel contesto anche i best-buy di categoria. Nel contesto, riporteremo inoltre eventuali problematiche, dubbi o variazioni in corsa riconducibili a quella che potrebbe essere l’esperienza reale dell’utente finale.
Fatte le premesse del caso, partiamo col nostro “primo progetto” che guarda alla realizzazione di un PC da gaming ad alto profilo con formato mini-ITX, un segmento che a prima vista potrebbe essere definito di nicchia per via dei costi, ma che alla fine non sfugge del tutto alle regole del mercato PC quando si tratta di assemblare una configurazione pezzo per pezzo.
Indice:
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Cosa ci mettiamo su una build da gaming mini-ITX nel 2026?

Iniziamo dicendo che, a differenza di qualche anno fa, le proposte nel segmento desktop mini-ITX sono decisamente più numerose ed economiche, e questo anche se puntiamo a un sistema ad alte prestazioni. Come anticipato poco sopra, in queste build “by TuttoTech” ci metteremo prodotti di varie tipologie e brand, soprattutto in questo primo semestre dove le maggiori aziende di settore annunciano molte delle novità che ritroveremo poi nel corso dell’anno sul mercato consumer.
Passando però alla pratica, e cercando sempre di ragionare anche dal punto di vista dell’utente meno esperto, possiamo partire da un dato di fatto: quando vogliamo assemblare un PC con formato SFF (Small Form Factor), nel 90% dei casi il sistema nasce sostanzialmente intorno al case. C’è sempre l’eccezione che conferma la regola, ma vogliamo precisare che nel nostro ambito ci riferiamo a build più o meno “standard”, in poche parole che potrebbe assemblare chiunque (budget permettendo).
Per fare un esempio concreto, sul mercato non mancano sistemi mini-ITX costruiti intorno a GPU enthusiast come la GeForce RTX 5090 (o RTX 5080 custom), soluzioni se vogliamo estreme (e in percentuale meno diffuse) che in realtà risultano più una sfida all’assemblatore.
PC gaming mini-ITX: case e scheda video sono il punto di partenza
In questo caso, la build numero uno della nostra rubrica nascerà intorno al case NZXT H2 Flow, modello recensito di recente e compatibile con schede madri mini-ITX, che in questa occasione ci darà modo di verificarne la praticità e le prestazioni in ottica airflow. A livello estetico puntiamo a una soluzione non RGB, sempre per quanto possibile, con un reparto cooling dal buon rapporto prestazioni/rumore.

Non siamo orientati a un sistema estremo per giocare in 4K, ma piuttosto a una postazione da gioco che ci consenta di gestire i titoli moderni in 2K ad alto refresh-rate. Per questo motivo il secondo componente fondamentale è la scheda grafica, in questo caso una Gigabyte GeForce RTX 5070 Gaming OC, modello che risulta tra l’altro anche abbastanza ingombrante se paragonato ad altre custom.

Cercando di non uscire dal nostro seminato, ovvero non strafare (prezzi permettendo), scegliamo successivamente la scheda madre, rigorosamente mini-ITX. Ci serve una motherboard con una piattaforma valida per il gaming, ma non vogliamo spendere troppo, inoltre non ci serve il WiFi last gen ma puntiamo a una connettività di rete cablata, almeno a 2,5 Gbps.
Scheda madre – CPU e dissipatore
Dopo varie ricerche, la nostra scelta è ricaduta su AMD AM5 e in particolare sulla Gigabyte B650I AX, ovvero una delle migliori opzioni per chi cerca qualità e un buon rapporto prestazioni/prezzo in formato SFF. Il chipset è di precedente generazione (AMD B650), ci aiuta col prezzo ma al contempo ci permette di montare anche i Ryzen 9000 e fino a 128 GB di RAM DDR5.
L’unico compromesso che abbiamo fatto è relativo all’interfaccia PCI-E 5.0, assente su questa motherboard ma alla prova dei fatti non determinante nella resa della nostra RTX 5070 (Gen 5.0) nel gaming in 2K. In compenso abbiamo uno slot per SSD M.2 Gen 4.0, una buona dotazione di porte, connettività WiFi 6E e la porta ethernet 2,5 Gbps che cercavamo.

Passando alla CPU, a questo punto non avevamo tra le mani un Ryzen 7/9 serie 7000 “libero” che ci potesse soddisfare su entrambi i fronti (prezzo/prestazioni), quindi vagliate le varie opzioni la nostra scelta era ricaduta inizialmente sul Ryzen 5 9600X, opzione senza dubbio equilibrata considerando GPU e scheda madre, ma che visto il possibile utilizzo misto ci stava un po’ stretto.
Volendo tagliare la testa al toro, ma anche per tastare con mano l’airflow del case NZXT, abbiamo maturato l’idea di installarci dentro il recente AMD Ryzen 7 9850X3D, una buona via di mezzo anche se puntiamo a fare qualcosa in ottica produttività e carichi multi-thread non troppo spinti.

Un altro obiettivo che ci siamo prefissati è un approccio completamente air-cooling; la CPU AMD è molto efficiente e termicamente poco esigente, ma di solito l’abbiamo sempre abbinata almeno a un AiO da 360 mm. Rileviamo subito un “problema” però; NZXT H2 Flow non supporta radiatori da 360 mm ma “solo” da 280 mm, quindi anche qui prendiamo la palla al balzo per azzardare con un dissipatore ad aria di qualità ottimizzato per sistemi SSF.
Azzardare non vuol dire “buttare” sul processore il primo cooler che ci capita; in redazione avevamo però un Noctua NH-l9x65 chromax.black che potrebbe fare al caso nostro, anche se visto il TDP e le frequenze di Ryzen 7 9850X3D potremmo essere quasi al limite. Seppur con un la solita qualità e perfezione dei prodotti NOCTUA, avevamo un dubbio sulle capacità della ventola, una NF-A9x14 HS-PWM chromax.black a basso profilo da 14 mm, più indicata di sicuro per una CPU da 65-90 watt.
Il caso vuole che tra le mani avessimo anche una Noctua NF-A9 PWM chromax.black.swap, decisamente più prestante visto che è una 92×25 mm con un airflow e una pressione statica nettamente superiore. Abbiamo un altro problemino però, questa volta legato al fatto che il case H2 Flow supporta dissipatori ad aria fino a 75 mm di altezza.










Sostituendo la ventola infatti, il nostro Noctua NH-l9x65 chromax.black passa da 65 mm a 76 mm, quindi il pannello in vetro temperato potrebbe urtare alla ventola stessa, impedendo la chiusura del pannello oltre che inficiare in qualche modo l’airflow. Al contempo, non dobbiamo/possiamo escludere del tutto che NZXT abbia arrotondato per difetto.
Un aspetto del genere purtroppo non può essere verificato “sulla carta”, soprattutto con prodotti relativamente nuovi e non molto diffusi, quindi se non avete già a disposizione come noi un dissipatore SFF non azzardate più di tanto, cercando di rimanere sempre nelle specifiche ufficiali. Fortunatamente, e lo possiamo confermare, il case di NZXT permette l’installazione anche di dissipatori da 76 mm, garantendoci di passare allo step successivo.
Scegliamo RAM, storage, alimentatore e airflow
Siamo a un buon punto. Rimangono RAM DDR5 e storage sul versante memoria, ambito dove scegliamo senza esitazioni un kit di Kingston FURY Beast 6.400 MT/s AMD EXPO da 32 GB (Recensione), mantenendoci quindi su un’opzione senza RGB, coerente anche dal punto di vista estetico. Il sistema operativo sarà installato invece su un Corsair MP600 PRO LPX da 2 TB, un veloce drive Gen 4.0 con dissipatore di serie (ottimo visto che la nostra scheda madre ne è sprovvista).

La configurazione non è molto spinta in materia di TDP e consumi, tuttavia visto che il case ci permette di sicuro un upgrade a una GeForce RTX 5080 “compatta”, vogliamo stare tranquilli e scegliamo un altro prodotto recente e interessante, ovvero l’alimentatore NZXT C850 SFX Gold da 850 watt.
Visto che si tratta di una novità, facciamo un breve recap sulle specifiche tecniche. La proposta NZXT sposa un design modulare al 100% con supporto per lo standard ATX 3.1 e PCI-E 5.1, per intenderci con connettore PCI-E 12V-2×6 da 600 watt.












L’alimentatore punta su un formato molto compatto, misurando 125 x 100 x 63,5 mm; è dotato di cavi di ottima fattura e flessibili al punto giusto, inoltre la ventola da 92 mm supporta la modalità ZERO RPM. A bordo troviamo ovviamente tutte le protezioni che ricerchiamo su una PSU moderna, componentistica di qualità, certificazione 80 Plus Gold (Cybenetics Platinum) in ottica efficienza e Cybenetics A- per la rumorosità. La garanzia è estesa a 10 anni, mentre riguardo il rumore prodotto NZXT ci dice che il picco è di circa 41 dBA (che confermiamo).

Chiudendo con l’airflow, NZXT H2 Flow arriva già con due ventole da 140 mm in dotazione (in estrazione sul top del telaio). Non avendo installato alcun AiO sul frontale, compensiamo subito con due ottime Noctua NF-A14x25 G2 chromax.black, ventole che avevamo testato qualche tempo fa e che non necessitano di alcuna presentazione.
Assemblaggio del sistema e configurazione finale
Il montaggio dei vari componenti, che in realtà abbiamo già in parte raccontato con la vicenda del dissipatore, per il resto è filato piuttosto liscio e non ci ha rubato molto altro tempo. Il primo step è l’installazione della scheda madre mini-ITX, a dir poco semplice, seguita dal collegamento del riser PCI-E allo slot PCI-E x16 (l’unico disponibile) che porterà il segnale sul retro del telaio per collegare la scheda video GeForce RTX 5070.










Come facilmente si può intuire dalle immagini, la parte inferiore del case che solitamente è occupata dagli slot e dalle periferiche PCI, risulta totalmente differente da un desktop standard; al suo posto troviamo infatti il vano alimentatore, ovvero il secondo componente che andremo a installare.
















In realtà, nel frattempo inseriamo la CPU nel socket AM5 (se non l’avete fatto prima) e le RAM, posizioniamo il kit di ritenzione e relativo dissipatore, collegando anche i vari header del pannello frontale e delle cinque ventole. Successivamente iniziamo a sistemare i cavi, che in questo caso trovano spazio anche dove ci “sarebbe” la GPU, ma qui lasciamo sfogo al gusto estetico e alle preferenze dell’utente.

A questo punto abbiamo tutti i componenti installati con tanto di cavi di alimentazione, compreso il PCI-E 12V-2×6 che abbiamo portato sul retro dove c’è la scheda grafica. Probabilmente questa è la fase più delicata, o comunque che occupa più tempo. Un consiglio che possiamo darvi è di non essere precipitosi, inoltre se la scheda video rientra nelle specifiche è solo questione di essere precisi, considerando che la GPU in questo caso si installa in verticale e col pannello I/O verso il basso.












Finito il tutto, il risultato non ci dispiace; l’ordine probabilmente si può migliorare, ma in linea di massima siamo di fronte a una build “no RGB”, quindi tranne il pannello meshato laterale sinistro dove c’è la scheda video, la visuale all’interno del case sarà sempre abbastanza limitata.
Abbiamo fatto tutto, ecco la configurazione definitiva della prima build “by TuttoTech”:
- Case: NZXT H2 Flow
- Scheda madre: Gigabyte B650I AX
- Processore: AMD Ryzen 7 9850X3D
- Dissipatore: Noctua NH-l9x65 chromax.black con NF-A9 PWM chromax.black.swap
- RAM: 32 GB (2x 16 GB) Kingston FURY Beast 6.400 MT/s AMD EXPO
- Scheda video: Gigabyte GeForce RTX 5070 Gaming OC
- Storage SSD: Corsair MP600 PRO LPX 2 TB
- Alimentatore: NZXT C850 Gold SFF
Temperature e prestazioni della nostra build

Terminata l’installazione, procediamo a verificare se la configurazione hardware da noi scelta risulta equilibrata sotto il profilo delle temperature che, inutile dirlo, possono impattare sulle frequenze e di conseguenza sulla prestazione assoluta del sistema. Il primo test lo dobbiamo condurre sull’accoppiata CPU/dissipatore, se non altro perché abbiamo dato in pasto il Ryzen 7 9850X3D a un dissipatore di qualità, ma comunque a basso profilo. Riusciremo a gestire il tutto?
Nel grafico a seguire trovate qualche risposta:

Possiamo dire senza problemi che le “prestazioni termiche” del nostro sistema sono molto buone; di sicuro con carichi estremi come Cinebench R23 non possiamo tenere la ventola a basso regime, ma per il resto l’airflow messo in piedi in tandem col design meshato del case ci aiuta molto a tenere a bada le componenti, vedi scheda grafica.
Se guardiamo ai valori rilevati in gaming ad esempio, la GPU non supera i 57 °C e la CPU nel peggiore dei casi si attesta a 65 °C. Con queste temperature possiamo anche pensare di mettere mano al regime rotativo delle ventole del case, sia delle NZXT che delle Noctua.
Quattro ventole da 140 mm si sentono, ma qui poi sta all’utente gestire la configurazione in base alle proprie esigenze. Chiudendo comunque con qualche altro dato utile, possiamo dirvi che il sistema arriva a circa 50 dBA con ventola CPU al 100% e 54 dBA quando aggiungiamo la scheda video; mettendo mano alle curve siamo scesi anche fino a 42 dBA (sotto carico), quindi l’ottimizzazione in questi casi è sempre a portata di mano.
Riguardo le prestazioni, la componentistica è stata già testata più volte, quindi ulteriori benchmark sarebbero quasi superflui visto che le temperature alla fine non ci limitano. Per comodità però vi lasciamo qualche link relativo ad alcune delle componenti prese in esame.
- Recensione AMD Ryzen 7 9850X3D: alla ricerca della perfezione
- AMD Ryzen 7 9850X3D: test DDR5 4800 vs DDR5 6000 in gaming, ecco la verità
- Recensione Gigabyte GeForce RTX 5070 Gaming OC: finalmente Blackwell per la fascia media
- Recensione Kingston FURY Beast 6.400 MT/s: le DDR5 tornano protagoniste, ma come?
- Recensione NZXT H2 Flow: è il case ideale per le build Mini-ITX ad alte prestazioni
Quanto costa la build da gaming mini-ITX by TuttoTech

L’abbiamo anticipato sopra, l’intento qui non è scegliere la “migliore” configurazione o la più economica per il contesto preso in esame (PC mini-ITX in questo caso), ma cercare di assemblare un build come potrebbe fare un utente qualsiasi, evidenziando anche possibili problematiche e dubbi. Di sicuro avere a disposizione una o più componenti rappresenta un vantaggio, ma in questo caso l’intento è anche quello di dare qualche consiglio al lettore, proponendo come detto alternative, componenti di ultima generazione e novità di particolare rilievo nel panorama hardware PC.
Chiudendo l’articolo, ci sembra giusto fornire qualche dettaglio sul prezzo di una configurazione di questo tipo che, ribadiamo, non vuole strafare ma al contempo mira a un sistema di qualità in tutti i suoi aspetti. A seguire vi lasciamo anche qualche link all’acquisto direttamente da Amazon, mentre per il prezzo vi diamo due indicazioni, il costo finale su Amazon e il prezzo più basso che siamo riusciti a reperire sui motori di ricerca (il tutto sempre da valutare per spedizioni ecc). Tenete sempre presente il fenomeno “RAM” e shortage che, inutile dirlo, ormai si fanno sentire in modo importante anche se, fortunatamente, si può mettere una pezza spaziando un po’ tra i vari brand/listini.
Build da gaming mini-ITX by TuttoTech
- NZXT H2 Flow disponibile su Amazon a 149,90 euro
- Gigabyte B650I AX disponibile su Amazon a 192 euro
- AMD Ryzen 7 9850X3D disponibile su Amazon a 485 euro
- Noctua NH-l9x65 chromax.black disponibile su Amazon a 69,90 euro
- NF-A9 PWM chromax.black.swap disponibile su Amazon a 24,90 euro
- Kingston FURY Beast 6.400 MT/s AMD EXPO 32 GB disponibili su Amazon a 507,96 euro
- Gigabyte GeForce RTX 5070 Gaming OC 12 GB disponibile su Amazon a 729,40 euro
- Corsair MP600 PRO LPX 2 TB disponibile su Amazon a 530 euro
- NZXT C850 Gold SFX 850 watt disponibile su Amazon a 159,90 euro
- 2x Noctua NF-A14x25 G2 chromax.black disponibile su Amazon a 39,90 euro
Il totale su Amazon per il nostro sistema è di 2.928,76 euro, ampiamente viziato dal costo di RAM ed SSD, mentre facendo qualche ricerca sui principali motori di ricerca siamo riusciti a scendere, senza considerare che cambiando SSD e RAM DDR5 si possono contenere ancora di più i costi. Cercando online con appositi motori di ricerca le stesse componenti invece, sempre in Italia, per la Build Mini-ITX di TuttoTech siamo scesi senza problemi a 2.500 euro.
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