Nuova settimana e nuovo giro di indiscrezioni sugli iPhone 15, i modelli 2023 della gamma smartphone di casa Apple, che si avvicinano speditamente al momento del lancio.

Le ultime indiscrezioni in ordine temporale cercano di fare chiarezza sulle porte USB Type-C che sarà presente sui quattro inediti melafonini. In aggiunta, emergono nuovi aggiornamenti circa l’avvio della produzione di massa degli iPhone 15 che, tuttavia, dovranno rinunciare ad alcune funzionalità, protagoniste di rumor preliminari, che non vedremo debuttare prima dell’arrivo degli iPhone 16 (del 2024).

La porta USB-C degli iPhone 15 potrebbe supportare la tecnologia “Thunderbolt”

Non è passata neanche una settimana dall’ultimo corposo aggiornamento che abbiamo pubblicato riguardo i prossimi attesissimi iPhone 15 di Apple, i quattro smartphone della mela morsicata che dovrebbero essere annunciati tra poco meno di un mese.

Al netto di una nuova indiscrezione circa il SoC Apple A17 Bionic che potrebbe “distruggere” il SoC che spingerà i prossimi Samsung Galaxy S24, emergono nuovi rumor che parlano ancora delle porte USB-C degli iPhone 2023, ripartendo dalle immagini condivise lo scorso 10 agosto dall’utente @lipilipsi su X (l’ex Twitter).

Già da tempo sappiamo che una delle grandi novità della gamma iPhone 15 risiederà proprio nell’introduzione della porta USB-C che pensionerà la vecchia Lightning, aprendo a nuove potenzialità, qualora Apple volesse.

Secondo quanto riportato dal portale ChargerLAB, che avrebbe ricevuto nuove immagini esclusive dei connettori USB-C realizzati proprio per i prossimi iPhone, gli iPhone 15 supporteranno la tecnologia Thunderbolt, un’interfaccia che consentirebbe di trasmettere dati a velocità molto più elevate (fino a 40 Gbps, contro i 10 Gbps massimo della USB-C 3.x e i 480 Mbps della USB 2.0, ovvero lo standard della Lightning) ma anche di fornire maggiore energia (questo si tradurrebbe in potenze di ricarica superiori per ridurre il tempo complessivo di ricarica).

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Il portale ChargerLAB sostiene ciò perché ha notato la presenza di un chip “Retimer” nei componenti destinati ai prossimi melafonini; tale componente è comunemente usato per ricostruire i segnali e ridurre il jitter del segnale nei dispositivi compatibili con la tecnologia Thunderbolt.

La tecnologia potrebbe comunque essere esclusiva degli iPhone 15 Pro

Nonostante le affermazioni di ChargerLAB, considerando i comportamenti pregressi di Apple e la sempre maggiore differenziazione tra i modelli base e i modelli Pro, è lecito attendersi che la tecnologia Thunderbolt possa essere caratteristica esclusiva degli iPhone 15 Pro e 15 Pro Max.

Tirando in ballo la gamma iPad, Apple limita la Thunderbolt agli iPad Pro, mentre gli iPad Air possono contare su una porta USB Type-C 3.1 e l’iPad “standard” di decima generazione su una USB Type-C 2.0, quella più lenta e che si vociferava potesse essere messa a disposizione degli utenti sugli iPhone “base” della gamma 2023.

La ricarica potrebbe essere comunque più veloce per tutti i modelli

Stando a quanto riportato dai colleghi di 9to5Mac, fonti del settore avrebbero riferito che almeno alcuni dei nuovi modelli di iPhone 15 supporteranno la ricarica rapida fino a 35 W, un concreto (seppur piccolo) passo in avanti rispetto ai modelli 2022: gli iPhone 14 supportano la ricarica cablata fino a 20 W; gli iPhone 14 Pro, invece, fanno leggermente meglio, supportando fino a 27 W.

Questa tesi si appoggia sul fatto che lo scorso anno Apple ha presentato un nuovo caricabatterie, dotato di due porte USB-C, in grado di fornire 35 W di potenza, sufficienti per ricaricare al massimo della potenza supportata tutti gli iPhone in commercio; ammesso che il supporto ai 35 W per alcuni iPhone 15 (immaginiamo i Pro) si rivelasse corretto, lo smartphone potrebbe sfruttare appieno le potenzialità di tale caricabatterie.

Con gli iPhone 15 c’è una prima volta sul fronte della produzione

Rimanendo ancora sugli iPhone 15 c’è una “prima volta” sul fronte della produzione dei dispositivi: stando a quanto riferito da Bloomberg, Foxconn, storico partner di Apple, sta avviando la produzione di massa degli iPhone 2023 in India prima dell’annuncio effettivo dei dispositivi.

Fino allo scorso anno, la produzione di massa veniva storicamente avviata in Cina e, solo dopo l’annuncio, veniva poi spostata, dislocata o estesa in un altro paese. Lo scorso anno, la produzione di iPhone 14 in India era stata avviata alla fine del mese di settembre.

Tornando al presente, gli iPhone 15 saranno assemblati presso lo stabilimento Foxconn di Sriperumbudur, una piccola cittadina nel distretto di Kanchipuram che fa parte dello stato federato del Tamil Nadu. La struttura si starebbe preparando a consegnare i primi dispositivi subito dopo rispetto alla data di consegna comunicata agli stabilimenti cinesi: questo riduce ulteriormente il divario temporale tra la produzione in India e quella in Cina per conto del colosso di Cupertino.

Secondo DigiTimes, inoltre, pare che Foxconn abbia intenzione di produrre le AirPods in India entro la fine del 2024 (presso lo stabilimento vicino a Hyderabad). L’India è sempre più centrale nei piani di Apple che vuole al più presto ridimensionare la propria dipendenza, lato produzione, dalla Cina.

Gli iPhone 16 Pro saranno migliori degli iPhone 15 Pro: ecco su quali fronti

In una nuova nota per gli investitori pubblicata dall’analista Jeff Pu (via 9to5Mac) viene fatto il punto della situazione su alcune funzionalità che mancheranno sugli iPhone 15 Pro ma che vedremo a bordo degli iPhone 16 Pro.

In generale, la nota conferma tutte le indiscrezioni trapelate finora sia sugli iPhone 2023 che su quelli 2024, riportando però che gli iPhone 15 Pro potranno contare su 8 GB di RAM (a differenza dei 6 GB suggeriti da una precedente indiscrezione).

Per il resto, le mancanze che verranno colmate nel 2024 riguardano tre fronti in particolare: comparto fotografico, SoC (e chip ausiliari) e connettività. Ecco tutti i dettagli.

Miglioramenti al comparto fotografico

Già dall’inizio del mese sappiamo che il sensore d’immagine “impilato” degli iPhone 15 (base) arriverà solo nel 2024 sui modelli Pro e, quindi, debutterà proprio con gli iPhone 16 Pro.

Scendendo più nel dettaglio, si tratta del sensore principale che rimarrà da 48 megapixel ma sarà in grado di catturare decisamente più luce e gestire in maniera ottimale il rumore.

Gli iPhone 16 Pro dovrebbero accogliere anche una fotocamera ulta-grandangolare da 48 megapixel (contro i 12 megapixel del sensore utilizzato fino a oggi e che dovremmo trovare anche a bordo di tutti e quattro gli iPhone 15): questo permetterebbe ad Apple di “pareggiare” la risoluzione delle due fotocamere grandangolare e ultra-grandangolare.

Per quanto concerne il teleobiettivo, se nella gamma 2023 solo iPhone 15 Pro Max avrà un teleobiettivo periscopico, entrambi gli iPhone 16 Pro dovrebbero potere contare su un teleobiettivo periscopico (deciso passo in avanti rispetto al sensore tele messo a disposizione fino alla gamma iPhone 14 Pro).

SoC e chip ausiliari per Bluetooth e UWB aggiornati

Il chip Apple A18 Bionic che animerà gli iPhone 16 Pro dovrebbe rappresentare una specie di affinamento dell’Apple A17 Bionic che animerà gli iPhone 15 Pro (e gli iPhone 16 “base” del 2024).

Al netto del SoC, dovrebbero cambiare anche i chip ausiliari per Bluetooth e tecnologia UWB (Ultra Wideband), aggiornati per risultare più efficienti e performanti.

Supporto al Wi-Fi 7

Un altro grande aggiornamento, specie guardando al lungo termine, potrebbe riguardare l’implementazione del supporto al Wi-Fi 7, il più recente standard del Wi-Fi che offre velocità di picco superiori ai 40 Gbps (fino a quattro volte più veloce del Wi-Fi 6) ed è progettato per gestire al meglio un gran numero di dispositivi connessi contemporaneamente (riducendo anche la latenza).

Ad oggi, gli iPhone più recenti supportano il Wi-Fi 6 mentre la gamma iPhone 15 dovrebbe passare al Wi-Fi 6E (attualmente supportato esclusivamente da MacBook Pro, Mac mini, Mac Studio, Mac Pro e i più recenti iPad Pro tra i dispositivi della mela morsicata).

Face ID sotto al display

Gli iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max, secondo rumor precedenti, dovrebbero essere dotati di pannelli, rispettivamente, da 6,4 e 6,9 pollici e, inoltre, potrebbero anche essere i primi in assoluto a disporre del Face ID sotto al display, caratteristica che consentirebbe a Apple di ridurre sensibilmente le dimensioni della Dynamic Island.

Riprendendo una indiscrezione del mese di luglio in tal senso, il primo iPhone senza interruzioni (quindi con fotocamera e sensoristica per il Face ID sotto al display) dovrebbe arrivare non prima del 2025 (con gli iPhone 17 Pro).

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