La nuova piattaforma PC Qualcomm Snapdragon X Elite è arrivata ormai da una settimana e senza dubbio ha attirato l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori, se non per le prove dirette sul campo quantomeno per la presentazione fatta dall’azienda che, come ci aspettavamo, ha puntato tutto su prestazioni ed efficienza oltre che alla sfida coi diretti competitor Apple e Intel. Sulla carta abbiamo visto che Snapdragon X Elite ha tutto quello che serve per mettersi in competizione con le proposte degli avversari, se non “direttamente” quantomeno per offrire un’alternativa valida, ma anche più performante, nel segmento dei PC portatili e in particolare con sistema operativo Windows. In molti hanno definito la proposta Qualcomm come l’ultima occasione per il progetto Windows on Arm che, voluto da più parti (Microsoft compresa), a oggi non è comunque riuscito a decollare, verosimilmente perché troppo distante per quanto concerne il rapporto prestazioni/efficienza.

I numeri snocciolati da Qualcomm durante la presentazione hanno sicuramente fatto effetto, gli ingredienti sembrano esserci tutti e anche i primi benchmark, per il momento interni, fanno ben sperare. Ma vediamo insieme le prestazioni e come pensa l’azienda statunitense di battere Apple e Intel su diversi fronti ma con la stessa soluzione.

Qualcomm Snapdragon X Elite: l’efficienza è la sua arma segreta

Qualcomm Snapdragon X Elite

L’obiettivo di Qualcomm Snapdragon X Elite è a dir poco ambizioso: dare vita a una nuova era dei computer Windows grazie a un’efficienza e un’autonomia senza precedenti, paragonabile per intenderci ai prodotti Apple Silicon. Allo stesso tempo, Qualcomm promette prestazioni da primato abbinate alle potenzialità offerte dall’Intelligenza Artificiale, proponendo in questa direzione una nuova CPU basata su core Arm custom Oryon e una NPU Qualcomm Hexagon, un vero e proprio “motore” dedicato all’AI per ottenere esperienze avanzate per ambiti quali creatività, videoconferenze, sicurezza e strumenti per la produttività. Entrando nel dettaglio tecnico, quello che ha suscitato subito interesse è sicuramente l’approccio di Qualcomm per quanto concerne la CPU che equipaggia Snapdragon X Elite. A bordo infatti troviamo 12 core Oryon divisi su tre cluster quad-core, parliamo di core ad alte prestazioni che non prevedono la coesistenza di core efficienti sullo stesso die, al contrario per intenderci delle altre soluzioni Arm attualmente in commercio (Qualcomm comprese).

Qualcomm Snapdragon X Elite nei dettagli grazie ai primi benchmark 1

Dietro questa scelta di “abbandonare” momentaneamente l’approccio big.LITTLE c’è a detta di Qualcomm l’elevata efficienza energetica dei core custom Oryon che, semplicemente e senza giri di parole, non necessitano di core efficienti che svolgano i task meno impegnativi per evitare di impattare su consumi e autonomia. Questo risultato è reso possibile da diverse ottimizzazioni hardware e software, che passano dal nodo produttivo a 4 nanometri alla personalizzazione dei core Oryon, a loro volta basati su architettura Arm v8.7 ISA. Quest’ultima è senza dubbio valida in quanto a prestazione assoluta, ma è proprio l’aver scelto Arm v8.7 che in realtà non ha permesso al produttore di abbinare core efficienti “adatti” a Oryon: semplicemente non si trovano soluzioni che utilizzano questa particolare ISA da “piazzare” sul die per svolgere il compito di core efficienti. Dopo aver visto colossi come Intel cercare di “emulare” l’architettura big.LITTLE, proponendo una propria variante “ibrida” con P-Core ed E-Core a partire dai prodotti Core 12a gen, Qualcomm comunque cerca di dimostrare che con Oryon è possibile puntare a un’elevata autonomia senza sacrificare le prestazioni, ma non escludendo allo stesso tempo un’ulteriore iterazione (in futuro) che preveda anche l’implementazione di core efficienti.

Vista questa peculiarità, di non poco conto aggiungiamo, facciamo un breve recap sulle caratteristiche generali della piattaforma Qualcomm Snapdragon X Elite, come anticipato sicuramente “attraenti” sulla carta, ma sempre da confermare con test indipendenti sul campo. Per la CPU, i 12 core Oryon realizzati su nodo produttivo Nuvia a 4 nanometri vantano una frequenza di 3,8 GHz con boost sigle e dual-core fino a 4,3 GHz; la GPU è ovviamente una Adreno accreditata di una potenza di calcolo pari a 4,6 TFLOPs, con supporto per le librerie DirectX 12, display on-board fino a 4K a 120Hz e display esterni 4K o 5K a 60 hertz; lato memoria non manca il supporto per RAM LPDDR5x 8.533 MT/s (max 64 GB) oltre a PCIe 4.0 NVMe e UFS 4.0.

Qualcomm Snapdragon X Elite nei dettagli grazie ai primi benchmark 5

Le prestazioni e la competitività della nuova Snapdragon X Elite non possono prescindere da una massiccia implementazione dell’Intelligenza Artificiale, gestita come detto dall’NPU Qualcomm Hexagon per garantire un’esperienza avanzata in ambiti multimediali, creativi e produttivi. Non a caso la NPU Qualcomm supporta gli effetti di Windows Studio e molte altre applicazioni ed esperienze alimentate dall’intelligenza artificiale, senza dimenticare che la piattaforma è inoltre in grado di eseguire modelli LLM (Large Language Models) basati sull’AI on-device. Una piattaforma di ultima generazione non può fare a meno di un reparto connettività al top, nel caso di Snapdragon X Elite, rappresentato dalla scheda Qualcomm FastConnect 7800 che, tra le altre cose, prevede Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4, oltre a un’ulteriore versione con modem 5G Snapdragon X65 5G (compatibile NR, mmWave, sub-6 GHz).

In ottica utente, altre caratteristiche da segnalare sono poi la funzionalità Snapdragon Seamless, che permette agli utenti di passare facilmente da un dispositivo all’altro, Snapdragon Sound per l’audio spaziale ad alta fedeltà e, per la sicurezza, piena compatibilità con il TPM Microsoft Pluton per la crittografia totale della memoria.

Specifiche dello Snapdragon X Elite

  • Processo produttivo: 4 nm
  • CPU: Qualcomm Oryon CPU

    • Architettura a 64-bit
    • 12 core, frequenza operativa fino a 3,8 GHz
    • Boost single e dual-core, fino a 4,3 GHz
  • GPU: Qualcomm Adreno GPU
    • Fino a 4,6 TFLOPs
    • Supporto all’API DX12
  • NPU: Qualcomm Hexagon NPU
    • TOPs: 45 TOPs
    • Micro NPU: Dual Micro NPU (nel Qualcomm Sensing Hub)
  • Memorie RAM: LPDDR5X (16-bit, 8 canali)
    • Velocità di trasferimento: 8533 MT/s
    • Capacità massima: 64 GB
    • Banda di trasferimento: 136 GB/s
  • Spazio di archiviazione: SD (v3.0), SSD/NVME (su PCIe Gen 4), UFS 4.0
  • DPU: Qualcomm Adreno DPU
    • Display supportato fino al 4K @ 120 Hz con HDR10 (eDP v1.4b)
    • Display esterno supportato:
      • 3 display fino a 4K @ 60 Hz con HDR10
      • 2 display fino a 5K @ 60 Hz
  • VPU: Qualcomm Adreno VPU
  • ISP: Qualcomm Spectra ISP (dual 18-bit)
  • Audio: Qualcomm Aqstic, Qualcomm aptX Audio
  • Modem-RF: Snapdragon X65 5G (5G NR, mmWave, sub-6 GHz, DSS, LTE, CBRS, HSPA, WCDMA)
  • Connettività: Qualcomm FastConnect 7800
    • Wi-Fi 7 (802.11 be), Wi-Fi 6E e Wi-Fi 6 (802.11 ax)
    • Bluetooth 5.4 (LE)
    • USB 4.0

Qualcomm Snapdragon X Elite nei primi benchmark

Qualcommm Snapdragon Elite X

Dopo la presentazione di Qualcomm Snapdragon X Elite, avvenuta ricordiamo alle Hawaii, l’azienda ha condiviso i primi dati relativi alle prestazioni, non solo con le classiche tabelle e grafici, ma con una vera sessione di benchmark che successivamente ha condiviso con noi. Per l’occasione sono stati utilizzati due inediti sistemi, portatili ovviamente, equipaggiati con Snapdragon X Elite e configurati rispettivamente con TDP da 23 watt e 80 watt; quest’ultima mira chiaramente a battere le più recenti soluzioni Apple e Intel, con numeri che almeno per adesso sono abbastanza concreti e che vi proponiamo a seguire.

Qualcommm Snapdragon Elite X notebook

Possiamo dire subito che i risultati mostrati da Qualcomm sono in linea con i numeri dichiarati in fase di presentazione, motivo che ancora ci blocca dal dare un giudizio definitivo, in attesa di poter provare personalmente la nuova piattaforma. Analizzando i benchmark proposti dal produttore, spiccano subito i punteggi ottenuti nei test single-core di Geekbench 6.2 e Cinebench R24, entrambi fatti girare in ambiente Linux; il confronto è con il potente Intel Core i9-13980HX che viene battuto di poco dalla CPU Qualcomm configurata a 80 watt, consumando però il 70% in meno. Passando al confronto in Windows e Mac OS invece, vediamo la proposta Qualcomm alle prese con Intel Core i7 13800H, AMD Ryzen 7940HS e Apple Silicon M2, tutti battuti con un margine che arriva massimo al 10% (sempre in single-core). Riguardo invece le prestazioni in multi-thread, rimanendo sempre su Geekbench 6.2 e Cinebench R24, notiamo che Snapdragon X Elite riesce essere sempre davanti, con margini diversi in base al modello concorrente, ma riuscendo comunque a doppiare le prestazioni di un Apple M2.

Passando ad altri ambiti, segnaliamo anche l’unico benchmark dedicato all’AI, nel dettaglio Procyon AI di UL Benchmark, dove Qualcomm ha messo in luce la sua NPU, demolendo sostanzialmente i due competitor AMD e Intel con un punteggio che arriva a essere dieci volte superiore, non solo per la configurazione Snapdragon X Elite da 80 watt, ma anche per quella più conservativa da 23 watt. Chiudiamo con i test grafici relativi alla GPU integrata Adreno, messa a confronto con Intel Iris Xe e AMD Radeon 780M sul benchmark Atzec Ruins (GFXBench); in questo ambito la configurazione Snapdragon X Elite da 80 watt offre oltre il doppio delle prestazioni dell’ottima Radeon 780M, con la variante a basso TDP (23 w) alla pari invece con Apple M2. Cambiando scenario con 3DMark Wildlife Extreme abbiamo più o meno la stessa situazione, X Elite è sempre in testa sia su Apple (10% circa) che su Intel e AMD, lontane e con prestazioni oltre il 50% inferiori.

Considerazioni

Al termine di questa panoramica sulle caratteristiche e sui benchmark di Qualcomm Snapdragon X Elite, non possiamo che confermare quanto detto in apertura: i numeri ci sono tutti, il rapporto prestazioni/efficienza sembra davvero incredibile, ma per dare un giudizio concreto dobbiamo attendere forzatamente test indipendenti. Detto questo, i risultati mostrati da Qualcomm e comunque replicati nella sessione di benchmark dedicata, sono sicuramente un’ottima indicazione della validità del progetto messo in piedi dall’azienda statunitense, capace secondo noi di ritagliarsi uno spazio nel mercato e magari di spingere i competitor a fare ancora meglio.

Non bisogna dimenticare che AMD, Apple e Intel sono tutte in procinto di passare a una nuove generazioni di CPU/GPU basate su nodi produttivi più avanzati, quindi capirete bene che un confronto in efficienza con un Core 13a gen (per fare un esempio) realizzato a 10nm non è molto “lineare” o comunque può lasciare il tempo che trova in ottica di imminenti novità (iniziamo da Intel Meter Lake ad esempio, ma anche Zen 5 di AMD). In attesa di ritornare sull’argomento, magari per i nostri test sul campo, al momento vogliamo dare credito a Qualcomm e siamo sicuri che i primi notebook basati su Snapdragon X Elite avranno un ottimo riscontro.

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