Dopo il nuovo top di gamma AMD Ryzen 9 9950X3D2, oggi metteremo sotto torchio il nuovo Intel Core Ultra 5 250K Plus, ovvero una delle novità più interessanti nel panorama CPU desktop annunciate negli ultimi due anni dall’azienda di Santa Clara. L’argomento processori è più caldo che mai: la competizione tra Intel e il competitor di sempre AMD procede tra alti e bassi, posticipi, cancellazioni e chi più ne ha più ne metta.

In questo contesto, il Core Ultra 5 250K Plus e il Core Ultra 7 270K Plus annunciati a marzo, rappresentano in sostanza un refresh dei modelli Intel Core Ultra 200 “Arrow Lake” presentati nell’autunno del 2024. La nuova gamma Intel Core Ultra 200 Plus viene definita non a caso “Arrow Lake Refresh“, una serie che almeno al momento è composta da questi due soli modelli e non sappiamo se verrà ulteriormente ampliata.

Detto questo, dopo le critiche mosse da parte di addetti ai lavori e appassionati riguardo le prestazioni in gaming della serie Core Ultra 200, Intel ha cercato una soluzione, il tutto verosimilmente in attesa della prossima generazione Nova Lake-S che dovrebbe cambiare decisamente le carte in tavola. La mossa di Intel con i Core Ultra 200 Plus va in due direzioni, fondamentali diciamo: ottimizzazione delle prestazioni e taglio dei prezzi.

Tale approccio a questo punto, prestazioni assolute a parte, sembra in qualche modo essere orientato verso l’utente, un atteggiamento che potrebbe in qualche modo suscitare più interesse e aiutare con le vendite. Ma vediamo insieme le caratteristiche e soprattutto le potenzialità del nuovo chip Intel.

Recensione Intel Core Ultra 5 250K Plus: caratteristiche e novità

Intel Core Ultra 5 250K Plus-tt-4

Con un piccolo ritardo sulla tabella di marcia, non dovuto noi, eccoci quindi ad approfondire sul Core Ultra 250K Plus. Si tratta di un prodotto come detto interessante che, al pari del Core Ultra 7 270K Plus, non è il classico refresh che ottimizza qualche parametro di frequenza Boost nell’ordine dei 100-200 megahertz.

La frequenza, e non c’è bisogno di ribadirlo, di sicuro aiuta, ma in questo caso notiamo che Intel mette mano sia al numero di core che alle frequenze, in alcuni casi in modo importante. Prima di andare avanti, è utile secondo noi ribadire che i nuovi arrivati vanno a sostituire (o se preferite, migliorare) i predecessori Core Ultra 5 245K e Core Ultra 7 265K. Cerchiamo di capire come, almeno prima sulla carta.

Andiamo in ordine, almeno per chi fosse alle prime armi, evidenziando che questi processori mantengono un’architettura ibrida con P-Core ed E-Core, design 3D multi-tile con tecnologia di packaging Foveros 3D, e tutta una serie di ottimizzazioni che puntano a migliorare l’efficienza rispetto agli ormai maturi Raptor Lake/Refresh (Core 13a e 14a gen).

Recensione Intel Core Ultra 5 250K Plus: una CPU difficile da battere a questo prezzo 1

Questi Core Ultra 200S Plus utilizzano di conseguenza la medesima tecnologia produttiva a 3 nanometri per la CPU Tile, mentre si passa a 5 nm per la GPU integrata, salendo a 6 nm per SoC e I/O Die. La potenza elaborativa arriva dai Performance Core Lion Cove e Core Efficienti Skymont, mentre la GPU integrata è dotata di 4 Xe Core, e non manca una NPU dedicata; modernissimo anche il reparto connettività, dal PCI-E 5.0 passando per Thunderbolt 4/5 e DDR5, senza omettere la rete WiFi 7.

Venendo all’intervento migliorativo fatto da Intel, il produttore in sostanza aggiunge 4 E-Core ai precedenti modelli; nel caso del Core Ultra 250K Plus quindi ci ritroviamo una configurazione a 18 core, con 6 P-Core e ben 12 E-Core (prima erano 8). Per le frequenze, si rileva un incremento di 100 MHz sul Boost di P-Core ed E-Core, con un vero e proprio stravolgimento della frequenza Die-to-Die (o D2D) che viene spinta fino a +900 MHz rispetto alla precedente generazione.

In quest’ultimo caso cercheremo di capire e verificare a quanto opera la D2D dei Core Ultra 200 Plus, se non altro perché con le modifiche del profilo 200S Boost, Intel aveva già portato tale parametro a 3.200 MHz.

Intel Arrow Lake Refresh: avanti con le schede madri serie 800 e DDR5 più spinte

Intel Core Ultra 200S Plus 5

Le novità e ottimizzazioni di Arrow Lake Refresh non finiscono qui, tuttavia dal punto di vista delle schede madri fortunatamente non cambia nulla, quindi si punta sempre sul socket LGA 1851, il chipset della serie Intel 800 e le top di gamma Z890. Rimanendo nel contesto, Intel ci dice anche di aver ottimizzato anche il reparto DDR5, con supporto nativo alle memorie 7.200 MT/s e possibilità di installare anche i più recenti moduli CUDIMM 4-Rank per configurazioni fino a 128 GB per modulo.

Altra new-entry, più o meno, è l’Intel Binary Optimization Tool, una tecnologia di affinazione delle prestazioni, o meglio dei thread, che aiuta secondo l’azienda a ottimizzare diverse tipologie di carichi di lavoro, incluso il gaming per intenderci.

Intel Core Ultra 200S Plus 6

Ne parleremo anche in chiusura, ma viste le peculiarità del Core Ultra 5 250K Plus, l‘ultimo punto a favore è di sicuro il costo; il prezzo MSRP è di soli 199 dollari, a dir poco aggressivo se guardiamo ai 319 dollari del 245K e delle controproposte AMD nella stessa fascia di appartenenza.

Scheda tecnica Intel Core Ultra 5 250K Plus

Prima di passare ai numeri veri e propri, facciamo un riepilogo sulla scheda tecnica dell’Intel Core Ultra 5 250K Plus, confrontata per l’occasione con il Core Ultra 5 245K.

Intel Core Ultra 5 250K Plus

  • Processo Produttivo TSMC N3B a 3 nanometri
  • Architettura Lion Cove + Skymont
  • Core/Thread 18C/18T (6C/6T+12C/12T)
  • Intel Smart Cache 30 MB
  • Frequenza Turbo Boost Max (P-Core) 5,3 GHz
  • Frequenza Turbo Boost Max (E-Core) 4,6 GHz
  • Supporto DDR5 7.200 MT/s
  • Grafica Intel Xe Arc – TSMC 5 nanometri (IO e SoC Tile a 6 nm)
  • PCI-E 20 linee PCI-E 5.0 + 2 Thunderbolt 4 40 Gbps
  • TDP (PL1) o Processor Base Power (PBP) 125 watt
  • TDP (PL2) o Maximum Turbo Power (MTP) 159 watt
  • Socket LGA 1851

Intel Core Ultra 5 245K

  • Processo Produttivo TSMC N3B a 3 nanometri
  • Architettura Lion Cove + Skymont
  • Core/Thread 14C/14T (6C/6T+8C/8T)
  • Intel Smart Cache 26 MB
  • Frequenza Turbo Boost Max (P-Core) 5,2 GHz
  • Frequenza Turbo Boost Max (E-Core) 4,6 GHz
  • Supporto DDR5 7.200 MT/s
  • Grafica Intel Xe Arc – TSMC 5 nanometri (IO e SoC Tile a 6 nm)
  • PCI-E 20 linee PCI-E 5.0 + 2 Thunderbolt 4 40 Gbps
  • TDP (PL1) o Processor Base Power (PBP) 125 watt
  • TDP (PL2) o Maximum Turbo Power (MTP) 159 watt
  • Socket LGA 1851
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Configurazione di test

AORUS Z890 Master 8

Giunti alla parte più succosa, quella dei benchmark, iniziamo dalla piattaforma hardware impiegata per i test di rito. Ricordiamo che ogni tornata di test è sempre eseguita tre volte, calcolando la media a fine sessione. Per l’occasione ci siamo serviti anche di una delle schede madri più valide che si possano reperire sul mercato per i Core Ultra 200 Plus, ovvero la Gigabyte Z890 AORUS MASTER, ottimizzata proprio per spingere al massimo i chip desktop Intel.

L’avevamo provata in fase di presentazione, ma dobbiamo dire che con gli ultimi aggiornamenti BIOS la scheda è ulteriormente migliorata, soprattutto in ottica overclock e gestione RAM DDR5, ambito quest’ultimo dove ritroviamo le più recenti tecnologie che sfruttano l’Intelligenza Artificiale con supporto CUDIMM e frequenze oltre 9.000 MT/s.

A seguire la build nel dettaglio:

  • Processori:
  • Dissipatore: AiO Gigabyte Gaming 360 RGB 360 mm
  • Schede madri:
    • Gigabyte Z890 AORUS MASTER
    • Gigabyte X870E AORUS PRO X3D ICE
  • RAM DDR5:
    • 48 GB (2x 24 GB) Kingston FURY Renegade RGB CUDIMM 8.400 MT/s – Intel XMP 3.0
    • 32 GB (2x 16 GB) G.Skill Trident Z5 NEO RGB da 6.000 MT/s – AMD EXPO
  • Scheda video: Gigabyte AORUS GeForce RTX 5080 MASTER
  • Storage SSD: Corsair MP700 PRO XT 2 TB
  • Alimentatore: NZXT C1500 Platinum
  • Sistema operativo: Windows 11 25H2
  • Driver Intel e NVIDIA aggiornati all’ultima versione

Applicativi utilizzati per misurare le prestazioni

Riguardo i benchmark presi in considerazione, abbiamo scelto sia test mirati alla CPU che al gaming; in quest’ultimo caso prenderemo in esame le prestazioni offerte dai due processori a risoluzione Full-HD. Aggiungiamo, in coda, che per il momento non abbiamo abilitato alcune funzionalità aggiuntiva Intel, vedi Binary Optimization Tool, che invece testeremo in un articolo ad hoc.

Test CPU

  • Cinebench R23 Single/Multi Core
  • Blender Open Data
  • V-Ray Benchmark
  • Geekbench 6 Single/Multi Core
  • 7-Zip Benchmark 32MB
  • AIDA64 Extreme Crittografia AES

Test 3D / Gaming 1080P Ultra o Dettagli Maxati (no DLSS)

  • Suite 3DMark
  • Final Fantasy XIV
  • PRAGMATA
  • CS GO 2
  • Borderland 3
  • Rainbow Six Extraction
  • Assassin’s Creed Mirage
  • Cyberpunk 2077

Recensione Intel Core Ultra 5 250K Plus: come si comporta nei benchmark

Intel Core Ultra 5 250K Plus-tt-3

Viste le caratteristiche e le migliorie apportate da Intel su Arrow Lake Refresh, da esperti del settore possiamo anticiparvi che non ci aspettiamo uno stravolgimento delle prestazioni in ambito gaming, o meglio, pensiamo che il vantaggio dei “vari” Ryzen X3D nei giochi rimanga più o meno immutato. Non si tratta di essere pessimisti, ma avendo già overcloccato (anche pesantemente) modelli come il Core Ultra 9 285K e testato il profilo Intel 200S Boost, sappiamo a priori che la resa in ambito ludico non varia troppo rispetto al competitor.

Detto questo, dal lancio di Arrow Lake è cambiato anche Windows 11, in modo importante possiamo dire, quindi fare un paragone diretto con i test del 2024 non è secondo noi utile per avere un metro diretto delle potenzialità del nuovo chip Intel.

In questi casi però i numeri dicono più delle parole, partiamo con i benchmark relativi alla CPU, confrontati per l’occasione con due modelli AMD, il Ryzen 5 9600X e il Ryzen 7 9800X3D. Vogliamo anche precisare che, nonostante Intel abbia introdotto il supporto DDR5 7.200 MT/s per I Core Ultra 200 Plus, con le CUDIMM avevamo già ampiamente superato questo limite, motivo che spiega la presenza dei moduli Kingston FURY Renegade RGB CUDIMM 8.400 MT/s.

INTEL CORE ULTRA 5 250K PLUS BENCHMARK CPU

I test relativi alla CPU, in single e multi core, ci dicono sostanzialmente quanto già sapevamo. Intel Core Ultra 5 250K Plus domina in multi-core su modelli a 6 e 8 core come i due AMD a confronto; i 18 core totali spingono molto e nonostante la frequenza media di picco si aggiri intorno ai 5.100 MHz, notiamo che la proposta Intel perde sostanzialmente solo su Geekbench single-core, oltre che nel test di crittografia AIDA64 (ottimizzato malissimo per i Core Ultra).

Visto il prezzo di listino, il Ryzen 7 9800X3D è sostanzialmente un outsider, proposto in questo caso solo perché rappresenta la soluzione di riferimento in ambito gaming (come il 9850X3D del resto). Se ci spostiamo sul duello Core Ultra 5 250K Plus vs Ryzen 5 9600X invece, il chip AMD esce pesantemente battuto, tenendo testa solo in un paio di applicativi single-thread.

INTEL CORE ULTRA 5 250K PLUS 3DMARK

Passando ai test grafici invece, iniziamo con la suite 3DMark, di sicuro utile per avere un metro di giudizio, ma alla fine dei fatti poco indicativo sul reale gap tra i processori nei giochi.

Nel gaming, affrontato in questo caso a 1080P, abbiamo indicazioni più precise e se volete anche inaspettate. Battere il Ryzen 7 9800X3D è una missione impossibile per il Core Ultra 5 250K Plus, ma se guardiamo al grafico notiamo che almeno in questa tornata di test, Arrow Lake Refresh tiene bene in quattro giochi su sette. Final Fantasy XIV non va d’accordo con l’architettura dei Core Ultra 200, mentre se prendiamo CS:GO 2 e Borderland 3 rileviamo che 9800X3D è davanti senza possibilità di interpretazioni.

INTEL CORE ULTRA 5 250K PLUS PRESTAZIONI GAMING

Al contrario, la CPU Intel si difende bene su Cyberpunk 2077, Assassin’s Creed Mirage, Rainbow Six Extraction e il nuovissimo PRAGMATA, titolo dove Intel è davanti anche se di solo due FPS.

Intel Core Ultra 5 250K Plus: temperature, consumi e overclock

Fino a qui l’Intel Core Ultra 5 250K Plus non ha deluso, confermando più o meno quanto visto con la prima serie Core Ultra 200S, e questo avviene anche in ottica consumi e temperature. Per quanto il gap tra Intel Raptor Lake e AMD Zen 4/5 fosse a dir poco sproporzionato, l’architettura Arrow Lake porta (ha portato) a una vera e propria inversione di tendenza.

Questi processori, realizzati con CPU tile a 3 nanometri, sono a dir poco freschi e soprattutto non energivori, anche con profilo BIOS settati in modalità Performance. Le misurazioni parlano sole, ma tra tutte spiccano senza dubbio i 58 °C sotto Cinebench R23, test durissimo che riesce a saturare tutti i 18 core a disposizione.

INTEL CORE ULTRA 5 250K PLUS TEMPERATURE CONSUMI

Viste le premesse, la domanda è d’obbligo: si può overcloccare Intel Core Ultra 5 250K Plus? La risposta è si, e aggiungiamo anche con ottimi risultati. La CPU ha mostrato un margine a dir poco notevole che secondo noi merita un approfondimento visto quanto riesce a impattare sulle prestazioni globali del chip. Per il momento vi diciamo solo che abbiamo superato senza problemi i 5,5 GHz, merito senza dubbio anche della scheda madre Gigabyte AORUS.

Quanto costa e dove acquistare Intel Core Ultra 5 250K Plus

Lo abbiamo detto in apertura, Intel Core Ultra 5 250K Plus punta molto anche sul prezzo. I 199 dollari indicati da Intel sono a dir poco allettanti, ma sappiamo bene che non si traducono nei nostri 199 euro. Attualmente su Amazon Italia troviamo disponibili sia il Core Ultra 5 250K Plus a 244,99 euro che la variante senza iGPU, Core Ultra 5 250KF Plus, a soli 229,46 euro, un compromesso secondo noi difficile da battere per AMD nella stessa fascia di prezzo.

Di sicuro in questo segmento di mercato potremmo abbinarci anche una scheda madre più economica (lo stesso per le RAM), la nostra opzione come al solito è sempre mirata a tirare fuori il meglio dal chip in prova senza alcun compromesso dovuto a scheda madre o memorie. In ogni caso, con i dovuti aggiornamenti BIOS, potreste anche optare per una piattaforma B860, al patto però di rinunciare alle funzionalità di overclock avanzate.

Considerazioni

Intel Core Ultra 5 250K Plus-tt-1

Al termine di questa prova sul nuovo Intel Core Ultra 5 250K Plus, la prima cosa scontata che potremmo dire è che Intel poteva pensarci prima. Diciamo scontata perché, al tempo del lancio di Arrow Lake, Intel non aveva ancora attraversato le difficoltà viste da fine 2024 a tutto il 2025 e inizio 2026. Le cose sono cambiate a Santa Clara, anche se non possiamo escludere del tutto che sia un cosa temporanea, e magari con il lancio di Nova Lake la medaglia potrebbe rovesciarsi.

Per il momento però, non si può omettere che Intel Core Ultra Plus si propone come un prodotto dall’ottimo rapporto prestazioni/prezzo; i consumi sono convincenti in tutti i contesti e le prestazioni non sono “costrette” dai classici vincoli termici che abbiamo incontrato in passato sui processori Intel serie K sbloccati. Cercheremo di approfondire nelle prossime settimane con ulteriori sessioni su consumi, overclock e, non per ultima, l’utilità della nuova opzione Intel Binary Optimization Tool.

Parlando dei competitor invece, AMD Ryzen 5 9600X è sceso anche a 180-190 euro, più economico ma anche più lento nella maggior parte delle applicazioni. L’unico punto a favore in questo caso potrebbe essere il socket e la longevità della piattaforma. Sappiamo che Intel LGA 1851 non sarà riproposto su Nova Lake, ma questo a nostro avviso non è un valido motivo per evitare l’acquisto del Core Ultra 5 250K Plus.

Rimanendo nel contesto infatti, c’è da considerare che ci bazzica nella fascia bassa o medio-bassa, assembla un PC con difficoltà e cerca di massimizzare il rapporto performance/prezzo; inoltre, cosa più importante, non aggiorna la build ogni due anni o tre anni (anche di più). Un’eventuale opzione Zen 5 potrebbe garantire la compatibilità a Zen 6, ma non per questo possiamo essere certi che Zen 6 sarà ancora alla portata di quello che ora rappresenta il segmento entry-level.

Tutto questo per dire che, Arrow Lake e Zen 5 hanno i loro pro e contro, ma in un periodo come quello attuale, dove si propongono ipotesi di sistemi Dual DDR5/DDR4 o ancora peggio con le obsolete DDR3, il fattore piattaforma e longevità inizia a diventare meno determinante se si vogliono contenere i costi senza sacrificare le prestazioni assolute del sistema.