Quando si acquista una periferica per il proprio PC, soprattutto un monitor di fascia alta destinato al gaming o alla produttività, ci si aspetta che il dispositivo si limiti a svolgere il proprio compito senza introdurre software aggiuntivi non richiesti. Nelle ultime ore, però, alcuni utenti hanno iniziato a segnalare un comportamento piuttosto particolare legato ad alcuni monitor LG collegati a sistemi Windows.

A portare la questione sotto i riflettori è stato il team di Gamers Nexus, che ha pubblicato un’analisi piuttosto approfondita su un presunto meccanismo attraverso il quale alcuni monitor LG sarebbero in grado di installare automaticamente il software LG Monitor App Installer, sfruttando Windows Update.

Il punto più discusso non riguarda tanto la presenza di un’applicazione dedicata alla gestione del monitor, pratica abbastanza comune nel settore, quanto il fatto che secondo i test effettuati il programma verrebbe installato senza una richiesta esplicita dell’utente e sarebbe utilizzato principalmente per proporre applicazioni aggiuntive, tra cui una prova gratuita dell’antivirus McAfee.

Al momento non ci sono prove che LG stia installando un vero spyware sui computer degli utenti, ma la vicenda ha sollevato dubbi importanti sulle modalità con cui alcune periferiche moderne possono interagire con il sistema operativo e sulla quantità di controllo lasciata all’utente finale.

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LG Monitor App Installer e i popup McAfee: cosa ha scoperto Gamer Nexus

LG UltraGear evo AI 45GX950B-B 5

Secondo quanto riportato da Gamer Nexus, da sempre molto attento a questi argomenti, il problema sarebbe emerso inizialmente dopo numerose segnalazioni ricevute dagli utenti, che lamentavano la comparsa improvvisa di popup promozionali relativi a McAfee dopo aver collegato un monitor LG al proprio PC Windows.

Per verificare direttamente la situazione, il team ha acquistato un monitor LG UltraGear 34GX900A-B, un modello dal costo superiore ai 1.000 dollari, collegandolo a diversi sistemi Windows 11 per cercare di replicare il comportamento segnalato. Il risultato, secondo l’indagine, è stato immediato; dopo il collegamento del monitor infatti, Windows Update avrebbe scaricato automaticamente componenti software LG, portando successivamente alla comparsa dell’applicazione LG Monitor App Installer tra i programmi installati.

La particolarità è che il processo sarebbe avvenuto senza finestre di conferma o richieste di autorizzazione. L’applicazione, una volta presente nel sistema, avrebbe iniziato a mostrare notifiche durante l’avvio di Windows, suggerendo principalmente l’installazione di McAfee con una prova gratuita di 30 giorni.

Per testare la frequenza del comportamento, Gamer Nexus avrebbe effettuato 32 riavvii consecutivi del sistema, rilevando il popup McAfee in 31 occasioni su 32; solo nell’ultimo avvio sarebbe comparso un suggerimento relativo agli strumenti LG dedicati ai monitor, come software per calibrazione o gestione dello schermo.

Secondo il team, il comportamento sarebbe stato riscontrato non solo sui nuovi monitor UltraGear, ma anche su alcuni modelli acquistati anni prima. In particolare, uno degli stessi monitor utilizzati da Gamer Nexus, un LG UltraFine 32UN880-B acquistato circa tre anni prima, avrebbe iniziato a mostrare gli stessi popup dopo un aggiornamento.

Questo elemento probabilmente ha contribuito ad alimentare le preoccupazioni degli utenti; un prodotto acquistato e utilizzato per anni potrebbe infatti cambiare comportamento in seguito a un aggiornamento software o a una modifica lato sistema operativo.

Adware, privacy e autorizzazioni: quali sono i rischi reali?

Il termine “spyware” utilizzato in alcuni commenti online va comunque preso con cautela; al momento non sono emerse prove che il software LG Monitor App Installer raccolga effettivamente informazioni personali o monitori l’attività dell’utente in modo nascosto. Il problema principale evidenziato dall’indagine riguarda invece il modello adottato: un’applicazione installata automaticamente attraverso Windows Update, associata a un dispositivo hardware esterno e utilizzata per proporre software pubblicitario senza un consenso esplicito.

Gamer Nexus ha inoltre analizzato le autorizzazioni indicate nella pagina Microsoft Store dell’applicazione, dove vengono citati accesso alla connessione internet e la possibilità di utilizzare risorse del sistema. Inoltre, nei documenti sulla privacy LG vengono menzionati diversi tipi di dati potenzialmente raccolti dai servizi dell’azienda, tra cui informazioni sul dispositivo, dati relativi all’utilizzo online, posizione, contatti e altre informazioni personali.

È importante sottolineare che tali condizioni potrebbero riferirsi all’intero ecosistema di servizi LG e non necessariamente all’applicazione per monitor nello specifico. Tuttavia, secondo Gamer Nexus, il problema nasce proprio dalla mancanza di chiarezza; l’utente potrebbe ritrovarsi un software installato sul proprio PC senza aver mai accettato esplicitamente condizioni o autorizzazioni.

La vicenda riapre inoltre un dibattito più ampio sul ruolo dei produttori hardware e sul rapporto sempre più stretto tra dispositivi fisici e servizi online. Negli ultimi anni diversi produttori hanno iniziato a integrare software, account, servizi cloud e piattaforme pubblicitarie nei propri prodotti, soprattutto nel settore delle smart TV.

Secondo la fonte, LG non sarebbe un caso isolato; anche altri produttori di PC e periferiche utilizzano sistemi simili per installare applicazioni aggiuntive, anche se generalmente il fenomeno riguarda computer preassemblati o notebook e non componenti hardware acquistati separatamente. Resta quindi da capire se questa pratica sia semplicemente una scelta commerciale poco gradita dagli utenti oppure se possa avere implicazioni più serie dal punto di vista della privacy, soprattutto considerando il contesto europeo e le normative come il GDPR.

Considerazioni

LG UltraGear OLED 27GX790A c

La vicenda dei monitor LG e del software LG Monitor App Installer rappresenta sicuramente un caso interessante, soprattutto perché coinvolge una categoria di prodotti che normalmente viene considerata “passiva” da questo punto di vista; un monitor dovrebbe infatti limitarsi a visualizzare immagini, non modificare il comportamento del computer al quale viene collegato.

Al momento parlare di spyware risulta probabilmente prematuro, visto che non sono state fornite prove concrete di raccolta dati nascosta attraverso questa applicazione; tuttavia, l’installazione automatica di software promozionale e la comparsa di popup pubblicitari su un dispositivo acquistato regolarmente rappresentano un comportamento che molti utenti potrebbero considerare poco trasparente.

La speranza è che LG possa chiarire meglio il funzionamento del servizio e, soprattutto, introdurre un sistema basato sul consenso esplicito dell’utente prima di installare applicazioni aggiuntive. In un mercato dove monitor gaming e professionali possono raggiungere facilmente cifre molto elevate, il controllo sul proprio dispositivo rimane un aspetto fondamentale quanto le prestazioni del pannello o le caratteristiche tecniche.