Dopo quasi un anno dal lancio negli Stati Uniti, finalmente le Google Pixel Buds 2 sono disponibili anche in Italia, le cuffie True Wireless di casa Mountain View che hanno la particolarità di avere Google Assistant integrato e quindi un assistente virtuale sempre a disposizione.

Il lancio doveva avvenire già ai primi giorni di maggio 2020, in concomitanza con l’annuncio del Google Pixel 4A, tuttavia la situazione emergenziale del Coronavirus ha fatto slittare non di poco i piani dell’azienda fino ad oggi, che sono disponibili nel nostro paese. Il prezzo è tutto fuorché contenuto: 199 Euro, per questo motivo le aspettative sono molto alte, scopriamo se sono riuscite a rispettarle.

Video Recensione Google Pixel Buds 2

Case delle Google Pixel Buds 2

Le Google Pixel Buds 2 sono particolari a partire dal design: il case ha la forma di un ovetto, il che le rende già così più particolari rispetto a un mercato molto omogeneo, totalmente realizzato in plastica ma con un rivestimento morbido, lo stesso adottato sul retro degli smartphone Pixel degli ultimi anni. Le cuffie, ad estrazione, sono ben salde nei loro alloggiamenti grazie a dei magneti e anche scrollando violentemente non si rischia di farle cadere.

Ha dimensioni contenute di 63 x 47 x 25 mm e un peso di 66 grammi con le cuffie inserite; all’interno c’è una batteria che permette di ricaricare circa 4 volte le cuffiette ma soprattutto il chip per la ricarica wireless con standard Qi. Inferiormente è presente poi la porta USB Type-C per la ricarica cablata.

Cuffie Google Pixel Buds 2

Ad essere ancor più particolari però sono le cuffie: per realizzarle Google ha scansionato migliaia di padiglioni auricolari progettando così la forma perfetta per adattarsi il meglio possibile a tutti. Sono delle cuffie in-ear, di quelle che si infilano all’interno del canale uditivo, e per renderle più salde presentano anche un archetto stabilizzatore che si va a incastrare nella piega dell’orecchio, diventando di fatto delle buone cuffie anche per fare sport.

L’indossabilità dunque è molto buona tuttavia l’archetto può provocare un po’ di fastidio a lungo andare in quanto va a toccare un punto dell’orecchio sensibile. Questione di abitudine e soprattutto le prime volte tenderete a non volerle indossare per più di un paio d’ore. In confezione sono presenti 3 gommini di diverse dimensioni per meglio adattarsi.

Le Google Pixel Buds 2 sono dei piccoli concentrati di tecnologia: al loro interno presentano un dynamic driver da 12 mm, la cui qualità valutiamo fra poco, un accelerometro che riconosce quando parliamo captando il movimento della bocca, un giroscopio, un sensore di prossimità per rilevare quando sono indossate oppure no e un foro aperto per ridurre la pressione nell’orecchio e mantenere una certa consapevolezza dell’ambiente circostante.

Pesano circa 5 grammi l’una e forniscono, in media, circa 4 ore di utilizzo continuo tra riproduzione musica e chiamate, un risultato nella media ma basta inserirle nel case e ricaricarle 10 minuti per avere a disposizione altre 2 ore di riproduzione.

Specifiche e qualità delle Google Pixel Buds 2

Come dicevamo queste cuffie sono un concentrato di tecnologia, partiamo quindi con l’analizzare la scheda tecnica.

Scheda tecnica Google Pixel Buds 2

  • Colori: White, Almost Black, Quite Mint, Oh So Orange
  • Batteria:
    • cuffie: 5 ore dichiarate, 4 ore effettive
    • case: 4 ricariche complete – dichiarate 24 ore di ricarica, effettive 16 ore;
  • Dimensioni:
    • cuffia: 20.5 x 19.5 x 18.2 mm;
    • case: 63 x 47 x 25 mm;
  • Peso:
    • 5,3 grammi (per cuffia)
    • Case: 56.1 g without earbuds, 66.7 g with earbuds;
  • Connectivity: Bluetooth 5.0;
  • Resistenza all’acqua: IPX4;
  • Audio:
    • dynamic driver da 12 mm;
    • riduzione passiva del rumore;
    • foro per ridurre la pressione nell’orecchio e mantenere una consapevolezza dei rumori circostanti;
  • Voce:
    • Doppio microfono beamforming;
    • Accelerometro per riconoscere il movimento della bocca mentre parliamo;
  • Sensori:
    • Sensori touch sulle cuffie per azionare i comandi;
    • Sensore di prossimità IR per riconoscere quando vengono indossate;
    • Accelerometro e giroscopio.
  • Compatibilità: Android 6.0 e superiori, iOS, laptop

La tecnologia di accoppiamento, fra di loro e con i dispositivi, è il Bluetooth 5.0. Questo modulo porta poi dei benefici riscontrabili in minori consumi energetici, un range di funzionamento più lungo e meno interferenze, agevolando un segnale più stabile e nitido. Inoltre è possibile effettuare chiamate stereo, avere meno rumore di fondo, connettere gli auricolari più velocemente e automaticamente.

Recensione Google Pixel Buds 2: belle e con Assistant integrato 6

Qualità audio

I dynamic driver da 12 mm, specificatamente disegnati per queste Google Pixel Buds 2, forniscono un audio di buona qualità, paragonabile senza particolari differenze alle Sony WH1000-XM3 e alle Airpods Pro di Apple.

Il suono è corposo, sono presenti quasi tutte le frequenze ma soprattutto anche in riproduzione musicale i vari strumenti sono nitidi e con una buona separazione. Molto valido anche il senso di spazialità del suono che riescono a dare con alcune tracce.

La qualità audio insomma è sicuramente un pregio di queste cuffie true wireless, valide per tutte le tipologie di ascolto tuttavia, per i cultori dei bassi, potrebbero risultare leggerissimamente carenti sotto questo aspetto.

Sono dotate poi di due microfoni e in chiamata danno oggettivamente il meglio di loro; rispetto alla capsula auricolare degli smartphone, la qualità è superiore sia per chi ci ascolta sia per il nostro audio. La voce trasmessa è ovviamente un po’ metallica ma allo stesso tempo nitida.

Recensione Google Pixel Buds 2: belle e con Assistant integrato 7

Funzionalità Google Pixel Buds 2

Dove le Google Pixel Buds 2 si contraddistinguono però è dal punto di vista delle funzionalità, ampliate dall’applicazione companion disponibile gratuitamente sul Google Play Store dal nome Pixel Buds.

La superficie delle cuffiette è sensibile al tocco e tramite di esso è possibile impartire vari comandi.
Alla ricezione di una chiamata possiamo decidere di rispondere compiendo un tap su una delle cuffiette o un doppio o triplo tap per chiudere la chiamata o rifiutarla. In assenza di interazione con le cuffiete invece il semplice tap attiverà la riproduzione musicale e successivamente con un doppio toppo potremo passare alla canzone successiva o con un triplo tocco a quella precedente.

Infine, con una pressione prolungata fino al suono, possiamo parlare con Google Assistant a cui possiamo chiedere tutto ciò cui siamo abituati, lui ci risponderà direttamente in cuffia.

In alternativa possiamo richiamare l’assistente semplicemente dicendo “Ok Google” ad alta voce, si attiverà così in modalità ascolto e potremo chiedergli di compiere azioni come avviare la musica, iniziare una chiamata, inviare un messaggio SMS o su Telegram e tanto altro. Questa è la funzionalità più comoda in assoluto perché ci permette di interagire con le cuffie senza doverle per forza toccare.

Dove però le cuffie true wireless Google Pixel Buds 2 ci vengono in aiuto è anche con le notifiche, nelle impostazioni dell’app possiamo attivare la lettura di queste così da essere avvisati vocalmente ogni qualvolta ne arrivi una sullo smartphone, potendo anche eventualmente rispondere.

In ultimo è presente una funzionalità chiamata “Suono Adattivo” che regola automaticamente il volume in cuffia in base al rumore ambientale, funzionalità discreta come funzionamento ma che in alcune situazione si è rivelata efficace.

Recensione Google Pixel Buds 2: belle e con Assistant integrato 8

In conclusione

Le Google Pixel Buds 2 sono disponibili in Italia a partire dal 13 luglio 2020 a 199 Euro, esclusivamente sul Google Store. I punti di forza sono sicuramente il design, si incastrano alla perfezione nel padiglione auricolare e restano ben salde e protette da eventuali cadute accidentali. La qualità audio è ciò che ci si può aspettare su questa fascia di prezzo, ovvero in linea con le Sony WF-1000XM3 e le Airpods Pro, e l’integrazione con Google Assistant un indubbio valore aggiunto ma che oggi, a distanza di alcuni mesi dal lancio americano, non è più funzionalità esclusiva.

Una riduzione attiva del rumore, mantenendo il prezzo invariato, le avrebbe sicuramente rese più appetibili, peccato dunque per questa scelta ma restano comunque un’ottima alternativa sul mercato.