Confronto Xiaomi Mi 10 Pro vs iPhone 11 Pro Max

Dopo aver analizzato sia Xiaomi Mi 10 Pro nella sua recensione che iPhone 11 Pro Max a fine settembre del 2019, non abbiamo resistito a mettere a confronto i due smartphone top di gamma delle rispettive aziende, agli antipodi per filosofia.

Basta pensare alle comuni proposte smartphone offerte da Xiaomi, che ha sempre puntato su prodotti dal prezzo contenuto ma dalle buone performance, e a quelle di Apple la quale ha sempre puntato su prodotti ineccepibili dai punti di vista costruttivo e di esperienza d’uso.

In questo video scontriamo Xiaomi Mi 10 Pro 8/256 GB e iPhone 11 Pro Max 4/64GB entrambi senza possibilità di espansione memoria, venduti rispettivamente a 990,90 Euro e 1.289,00 Euro.

Cifre da capogiro, specialmente per Apple dal momento che la variante da 512 GB di memoria arriva a toccare i 1.689,00 Euro ma pure Xiaomi non scherza.
Quel che certamente vuol far passare l’azienda cinese è di essere un brand in grado di riuscire a fare bene quasi quanto Apple e con Mi 10 Pro non vuole riferirsi al classico utente Xiaomi, bensì a chi aspira a qualcosa di decisamente più premium, gareggiando a testa alta con i top competitor del settore come Samsung e Huawei e proprio il posto di quest’ultimo vuole prendersi, approfittando delle complicazioni con gli Stati Uniti.

Invece per tutto coloro in cerca di più classiche soluzioni dal prezzo contenuto propone Xiaomi Mi 10 Lite che non vediamo l’ora di provare in quanto è lo smartphone 5G attualmente meno costoso sul mercato.

Detto ciò addentriamoci nel versus, sia scritto che video!

Video confronto di Xiaomi Mi 10 Pro e iPhone 11 Pro Max

Design & materiali

Iniziamo scrutando l’estetica di entrambi i device e sotto quest’aspetto (per forza di cose soggettivo) decretiamo Apple come vincitrice indiscussa.

Molte aziende competitor hanno ripreso e fatto proprio il posizionamento e il design delle fotocamere posteriori ideati proprio da Apple per la nuova famiglia di iPhone 11.
Forme e linee viste e riviste ma grazie all’ormai iconica disposizione delle camere posteriori il design di iPhone 11 Pro Max si rende subito riconoscibile, al contrario di Xiaomi Mi 10 Pro che invece prende spunto dalle linee di Xiaomi Mi Note 10.
L’azienda cinese non ha dunque saputo innovare da un punto di vista estetico, tuttavia un salto di qualità c’è stato sicuramente nel processo di lavorazione del vetro impiegato per la scocca posteriore: ora è opaco e contribuisce a migliorare il grip rispetto ad un classico vetro lucido, tuttavia anche iPhone riesce ad offrire sia un buon grip che una maggiore immunità alle ditate e una nota di merito va fatta al frame in acciaio riciclato di iPhone, contro una più semplice realizzazione in metallo della controparte.

Xiaomi quest’anno ha lavorato molto bene ed è riuscita a conferire un touch & feel veramente premium al suo smartphone, sensazione che però Apple riesce a comunicare più efficacemente e ciò contribuisce a dare un senso di solità maggiore, complice anche il peso tutt’altro che contenuto di 226 grammi contro i 208 di Mi 10 Pro.

Non dimentichiamo la grave mancanza di una certificazione IP68 per lo Xiaomi, presente invece su iPhone 11 Pro Max.

Display

I pannelli montati sia su Xiaomi che su iPhone rappresentano un cavallo di battaglia per entrambe le aziende e loro motivo di orgoglio.

Parliamo di un AMOLED 6.67″ FHD+ (1080 x 2340 pixel) dai bordi curvi e punch hole con sensore selfie per Mi 10 Pro.
Xiaomi ha lavorato egregiamente quest’anno per ottenere un’eccellente taratura colore e non siamo rimasti in alcun modo delusi, inoltre nelle impostazioni le opzioni di regolazione sono veramente tante e non manca il supporto ad HDR10 e DCI-P3.

Apple ha invece preferito riproporre il medesimo display del 2018 già visto su iPhone XS Max, un OLED 6.5″ Super Retina XDR (1242 x 2688 pixel) con supporto HDR e DCI-P3, una soluzione sempre ottima ma quel larghissimo notch inizia a stancare e speravamo in un maggior contenimento delle dimensioni per la versione 2019 ma così non è stato, lo stesso dicasi per le dimensioni delle cornici, piuttosto generose. In confronto Xiaomi Mi 10 Pro è su un altro pianeta: l’ottimizzazione dei bordi è eccezionale e ne guadagna in immersività.

Rispetto non solo alla controparte ma pure a tutte le altre aziende competitor riteniamo che il True Tone di Apple sia una tecnologia veramente ben studiata e capace di regolare perfettamente la taratura colore display a seconda dell’ambiente circostante, raffreddando o ingiallendo lo schermo quando necessario. Anche Mi 10 Pro possiede una simile feature ma il comportamento del True Tone è decisamente più sofisticato, preciso ed efficace.

Detto questo sono due pannelli bellissimi da vedere e da usare e nessuno dei due necessita di particolari aggiustamenti al primo avvio, entrambi poi hanno un buon trattamento oleofobico e resistono ai graffi alla stessa maniera.
Sotto il sole Mi 10 Pro rivela un comportamento interessante perché in presenza di molta luce aumenta ulteriormente la luminosità, sebbene questa sia già stata settata al massimo in precedenza. Ciò aiuta a ridurre i riflessi e ad aumentare la visibilità, superando di qualche gradino iPhone.

Quel che però fa la differenza è il refresh rate a 90 Hz sullo Xiaomi, che rimane ai classici 60 sul melafonino. Il cambiamento in termini di fluidità è notevole sebbene entrambi offrano delle animazioni di sistema perfettamente fluide.
Fronte display sicuramente Xiaomi ha dato una forte spinta equipaggiando la sua bestiola con hardware aggiornato e ben integrato, mentre rimaniamo in attesa di un upgrade da parte di Apple che ha preferito andare sul sicuro.

Ci piace molto l’adattabilità colore dello schermo di iPhone perché molto efficace in varie condizioni di luce, ma ci siamo innamorati dei bordi risicati e della qualità visiva di Mi 10 Pro che nel complesso metta a disposizione uno schermo tra i migliori in circolazione.

Audio

Che magnifica sorpresa da parte di Xiaomi!
Vince senza troppi sforzi contro iPhone 11 Pro Max sotto il fronte della qualità sonora emessa dagli speaker stereo, da tutti i punti di vista.

L’azienda cinese ha ben pensato di dotare Mi 10 Pro di ben 2 altoparlanti simmetrici studiati ad hoc dalle medesime dimensioni (12 x 16 mm) posizionati uno nel lato superiore e l’altro in quello inferiore, mantenendo sempre la presenza di una capsula auricolare dedicata per l’ascolto di audio in chiamata o di messaggi vocali.

I punti a favore di un sistema come questo sono l’ottimo bilanciamento sonoro (dal momento che iPhone possiede uno speaker inferiore principale mentre la capsula funge da secondo altoparlante), l’elevato volume massimo, l’ottima presenza di basse frequenze e, più in generale, un’eccellente spazialità e profondità.
Tutte caratteristiche che, accoppiate al display e alle dimensioni di Xiaomi Mi 10, ne stimolano un uso multimediale frequente e intenso.

Non solo, l’ottimo sonoro è sfruttabile anche in-game, è utile per udire chiaramente la provenienza di spari nei giochi fps, quindi la corretta posizione dei nemici.
Peccato non ci sia la possibilità di far uso di un equalizzatore apposito, con cui ci sarebbe piaciuto poter giochicchiare un po’.

Hardware e performance

Solo il meglio, per entrambi.

Xiaomi Mi 10 Pro vanta un processore Qualcomm Snapdragon 865 top di gamma nel settore chipset mobile, iPhone 11 Pro Max invece gioca in casa e monta un Apple A13 Bionic progettato e realizzato ad hoc dalla casa madre.

Lo sviluppo di una soluzione dedicata è sicuramente un punto vincente per avere la possibilità di meglio ottimizzare risorse e consumi senza contare che il software gioca un ruolo fondamentale in questo (ma ne parliamo a breve).

Entrambi sono scattanti, fulminei, reattivi, mai un momento di esitazione. I giochi girano che è un piacere, entrambi ai massimi dettagli e con un’ottima stabilità, senza cali di frame e con alcuni titoli che toccano i 60 fps.
Per comprendere il potenziale di ciascun terminale abbiamo eseguito dei benchmark su entrambi e i risultati sono riportati nelle immagini sottostanti, con iPhone 11 Pro Max che riesce a fare un pochino meglio della controparte, tuttavia nell’uso quotidiano la differenza non si nota in alcun modo e sembrano avere un razzo sotto la scocca.

Software e funzionalità

Il confronto si fa sempre più complicato, valutare dei sistemi che non c’entrano nulla l’uno con l’altro se non per il fatto che sono montati su smartphone è impresa ardua.

Senza girarci attorno, il muoversi verso un sistema piuttosto che l’altro è causa di una preferenza soggettiva e questa attrazione è fondamentale per determinare, assieme alle specifiche e alle caratteristiche tecniche, il dispositivo da voler acquistare.

Al momento iPhone 11 Pro Max monta iOS 13.4, mentre Xiaomi Mi 10 Pro MIUI 11.0.7 basata su Android 10 e patch di marzo 2020, con Apple pronta ad aggiornare gli iPhone in commercio fino a ben 5 anni mentre Xiaomi si ferma a 2 ma non è raro vedere terminali vecchi anche di 3 anni aggiornati all’ultima versione di Android.

MIUI prende liberamente spunto dall’impostazione grafica di iOS fondendola con la completezza di Android e cerca di tirare fuori il meglio dai due mondi.
iOS è un sistema molto più chiuso e circoscritto, dove le possibilità di manovra sono ridotte ed occorre spesso affidarsi a soluzioni Apple per avere piena compatibilità tra dispositivi ed accessori, mentre Android lascia più ampio respiro e maggiori possibilità di personalizzazione sia grafica che funzionale.

Le app vengono aperte in un lampo e l’usabilità di entrambi i sistemi è ottima, fluida e senza intoppi e le risorse a disposizione sono ben gestite, con delle interfacce che certamente performano molto meglio rispetto ad una OneUI di Samsung peccando però in personalizzazione rispetto ad essa.

Xiaomi per lo sblocco di Mi 10 Pro mette a disposizione un fingerprint sotto lo schermo dalla discreta rapidità e dall’ottima precisione, oltre ad uno sblocco 2D con volto.
Apple propone, come già da qualche anno, il riconoscimento del viso tramite Face ID, sofisticato e rivoluzionario metodo di scansione 3D che permette uno sblocco sicuro, utilizzabile anche nei pagamenti contactless con iPhone.

La soluzione che più apprezziamo è sicuramente lo sblocco in tre dimensioni di iPhone 11 Pro Max per la maggior immediatezza: basta fare uno scorrimento verso l’alto per recarsi in homescreen, mentre su Mi 10 Pro occorre prima azzeccare il posizionamento del sensore d’impronta prima di poter accedere alla home.
Ciò nonostante la rapidità di sblocco è pressoché identica per entrambi e la nostra preferenza è in realtà una mera finezza.

Piccola chicca che ci teniamo a segnalare fa riferimento al feedback vibrazione, decisamente più soft e piacevole su Mi 10 Pro, più secco e brusco invece su iPhone.

Fotocamera

Prendete i pop-corn e mettetevi comodi (seriamente)! Siamo arrivati al punto cruciale del confronto per entrambi i concorrenti in gara.
Iniziamo vedendo i sensori presenti a bordo di Xiaomi Mi 10 Pro (ordinati in base al collocamento sulla scocca posteriore, dall’alto verso il basso):

  • Zoom ibrido 10x (digitale 50x) 8 MP f/2.0, 1.0µm, OIS
  • Zoom ottico 2x 12 MP f/2.0, 1/2.55″, 1.4µm, dual pixel PDAF
  • Standard 1x 108 MP f/1.7, 1/1.33″, 0.8µm, PDAF, Laser AF, OIS
  • Grandangolo 0.6x 20 MP f/2.2, 117°
  • Selfie (frontale) 20 MP f/2.0, 1/3″, 0.9µm

Mentre iPhone 11 Pro Max è così configurato:

  • Standard 1x 12 MP f/1.8, 1/2.55″, 1.4µm, dual pixel PDAF, OIS
  • Grandangolo 0.5x 12 MP f/2.4 120°
  • Zoom ottico 2x (digitale 10x) 12 MP f/2.0, 1/3.4″, 1.0µm, PDAF, OIS
  • Selfie (frontale) 12 MP f/2.2

Gli scatti in buone condizioni di luce hanno un’ottima risoluzione su entrambi, tuttavia Mi 10 Pro riesce a fare un poco meglio garantendo un livello di dettaglio più elevato, provate ad ingigantire le immagini e noterete la differenza.
Diversità che persiste anche negli scatti effettuati con zoom ibrido 10x da Mi 10 Pro, di fatto iPhone 11 Pro Max si ferma al 10x digitale peccando di un secondo sensore zoom dedicato.

Xiaomi Mi 10 Pro

I colori sono lievemente più accesi sul melafonino per sensore standard e teleobiettivo. Una taratura cromatica generalmente meglio gestita da Apple, che riesce a bilanciare efficacemente il bianco oltre ad estrapolare degli scatti molto convincenti fin da subito, “instagrammabili” come ci piace definirli.
Lo Xiaomi l’abbiamo trovato più impacciato nella gestione del verde e del blu, pertanto qualche ritocco post-scatto sicuramente non nuoce.

Le immagini catturate da Xiaomi Mi 10 Pro sono leggermente più contrastate rispetto a quelle della controparte che invece tende a mantenere uno stile delle foto più flat con la conseguenza di riuscire a catturare maggiori dettagli nelle zone d’ombra oltre a presentare un HDR lievemente più spinto.

Modalità Macro molto ben congegnata e curiosa su Xiaomi Mi 10 Pro, offre un’ottima resa e un differente punto di vista. iPhone 11 Pro Max non la possiede e, al massimo, potremmo pensare di sfruttare i sensori standard o tele per avvicinarci al soggetto, comunque non meno di circa 10 cm, contro i 5 cm tramite sensore grandangolare di Xiaomi.

iPhone 11 Pro Max

Passiamo ora ad analizzare i selfie ad opera del sensore frontale e questi sono gestiti in modo completamente differente tra i due concorrenti.
iPhone evidenzia un ottimo skin tone oltre a dei colori più accesi e meglio tarati.
Xiaomi ha dalla sua una miglior gestione degli scatti in controluce perché riesce a salvarne il background, mentre iPhone tende in alcuni casi a bruciare lo sfondo rendendolo irrecuperabile anche in post produzione.
Entrambi dispongono di modalità Ritratto e, come ci aspettavamo, l’effetto bokeh del fondale è più piacevole e veritiero su iPhone, d’altronde ha a disposizione l’hardware necessario per poter controllare meglio la reale profondità tra soggetto e sfondo e sembra sfruttare bene tutto questo a suo favore: il ritaglio del soggetto è efficace ma quello che più ci piace è la sfocatura graduale, come se rispettasse la reale profondità di campo, condizione che non si verifica su Mi 10 Pro che naturalmente si limita a ritagliare la figura e ad applicare una sfocatura della restante porzione di fotografia.

I veri problemi però per Xiaomi Mi 10 Pro sorgono negli scatti in notturna, dove la resa del sensore grandangolare lascia molto a desiderare, sorpassato da iPhone 11 Pro Max che porta con sé maggior dettaglio in queste condizioni di luce.
La situazione migliora dal sensore standard in poi, con lo Xiaomi che applica una modalità notturna automatica e lo stesso avviene su iPhone, con la differenza che su quest’ultimo è possibile disattivarla mentre su Xiaomi ciò non sembra essere possibile.
In tutti i casi la modalità notte ad opera del melafonino rende i colori più brillanti e bilancia molto bene il chiaro/scuro, il tutto a discapito di un look per quanto poco più surreale del normale ma molto d’effetto.

Video in 8k per Xiaomi Mi 10 Pro, risoluzione superlativa ma praticamente inutile al momento, appesantisce i dispositivi dove li si riproducono per via dell’enorme definizione. Per entrambi, altrimenti, possiamo arrivare fino al 4k 60 fps.
Un importante divario risiede nella stabilizzazione video e a tal proposito abbiamo analizzato i sensori super wide, standard e tele per capirne le differenze (in 4k a 60 fps).
Notiamo come le clip registrate da iPhone siano decisamente più stabili e il telefono riesca ad eliminare molto più efficacemente tremolii ed effetto mosso. La situazione per Xiaomi migliora lievemente facendo uso del sensore standard o dei teleobiettivi anziché del grandangolo ma la vincita di iPhone resta schiacciante e incontestabile.
Solo settando il framerate di registrazione a 30 fotogrammi al secondo notiamo un netto miglioramento per Mi 10 Pro, portandosi più a livello di iPhone ma comunque non ancora in grado di sopraffarlo; senz’altro sotto quest’aspetto Xiaomi deve lavorare meglio e più intensamente, probabilmente un update software può giovare in tal senso.

Entrambi gli smartphone se la cavano bene in definitiva, peccato per gli scivoloni di Xiaomi Mi 10 Pro che gli fanno perdere quell’aura di camera-phone su cui tanto ha puntato l’azienda cinese.
iPhone 11 Pro Max ha dal canto suo un’ottima gestione colori, forse la migliore su smartphone, e un’intelligenza artificiale in grado di ottimizzare correttamente gli scatti in base al contesto d’uso.

Autonomia

Mi 10 Pro incorpora una batteria da 4500 mAh mentre iPhone 11 Pro Max da 3969 mAh, un’autonomia sufficientemente ottimizzata su entrambi che garantisce un’intera giornata di utilizzo con uso medio.

iPhone 11 Pro Max rispetto al precedente XS Max guadagna più di 700 mAh di capacità mentre Mi 10 Pro ben 1200 mAh in più rispetto a Xiaomi Mi 9.
Con entrambi si arriva tranquillamente alle 6 ore di display attivo e il consumo in standby è contenuto, con una scarica dell’1% o poco meno ogni ora, ma non è raro riuscire a portarli a 1 giorno e mezzo d’uso senza mai spegnerli (se li usate poco andate anche oltre).

Entrambi gli smartphone supportano la ricarica wireless mentre la classica charge via cavo è a 50 W su Xiaomi Mi 10 Pro (USB Type-C 2.0, supporta anche ricarica wireless inversa) mentre a 18 W su iPhone 11 Pro Max (Lightning).

Qui bisogna prendere atto del passo in avanti compiuto da Apple negli ultimi anni: dopo aver trascorso un lungo periodo senza particolari soddisfazioni da parte degli utenti in campo autonomia sta riuscendo a portare dei notevoli miglioramenti in tal senso. Tuttavia abbiamo preferito, dati alla mano, il comportamento di Mi 10 Pro che lato autonomia sicuramente non delude ed è pure ben dotato di tutto il necessario per ricaricarsi nel più breve tempo possibile.

Ricarica wireless Xiaomi Mi 10 Pro

Connettività

Entrambi i concorrenti in gara supportano le reti 4G, WiFi 6 e NFC per i pagamenti. Le differenze risiedono in prima battuta nel supporto 5G da parte di Xiaomi Mi 10 oltre alla presenza di Bluetooth 5.1 (iPhone si ferma al 5.0), GPS a doppia frequenza L1 e L5 dalla maggior precisione (iPhone ne integra uno standard).

La ricezione è buona così come il riaggancio alla rete dati all’uscita da zone d’ombra.

Prezzo

iPhone 11 Pro Max ha un costo fuori misura di 1.289,00 €, potete acquistarlo su Amazon.it.
Xiaomi Mi 10 Pro viene 990,90 € e lo si trova su Amazon in bundle con un kit di sicurezza, sempre Xiaomi.

Mi 10 Pro ha un costo meno eccessivo di tanti altri blasonati top di gamma come Samsung Galaxy S20 Ultra o OPPO Find X2 Pro e tale situazione è data presumibilmente da alcune rinunce fatte da Xiaomi come l’assenza dei 120 Hz o di una certificazione IP, però rimangono 1.000 gli euro da dover sborsare.

Così facendo Xiaomi conferma anche per quest’anno un ulteriore aumento di prezzo per il suo smartphone di punta,.
Una possibile causa di questo trend può trovare risposta nella separazione del brand Redmi dall’azienda madre, mossa attuata con buone probabilità per perseguire la strada presa a suo tempo da Huawei con il suo sub-brand Honor.
Probabilmente la strategia di Xiaomi è quella di voler relegare soluzioni veramente low cost a Redmi, concedendosi una piccola modifica al target dei suoi clienti-tipo alzando il tiro.

In conclusione

Xiaomi Mi 10 Pro in varie occasione riesce a sopraffare iPhone 11 Pro Max offrendo soluzioni più efficaci e meglio congegnate, mentre scivola banalmente sotto altri aspetti quali fotocamera in particolar modo, aspetto su cui Xiaomi ha scommesso molto ma, almeno per il momento, non lo reputiamo ad un punto tale di maturità da poter competere in tutto e per tutto con la resa di foto e video di iPhone 11 Pro Max.

Confronto Xiaomi Mi 10 Pro vs iPhone 11 Pro Max

Dunque, se cercate un device bello e ben costruito, dall’ottima fotocamera e ottime prestazioni, con un sistema ottimamente gestito e che non necessita di molte attenzioni, iPhone 11 Pro Max può essere un validissimo candidato, dopo aver chiuso entrambi gli occhi dinnanzi al prezzo di vendita.

Se cercate fluidità da vendere e ottime prestazioni, sonoro invidiabile, tanta versatilità, completezza software e possibilità di manovra, il tutto senza rinunciare ad una buona autonomia, allora dovreste considerare Xiaomi Mi 10 Pro con il quale possiamo affermare come Xiaomi sia riuscita a portarsi quasi al livello di Apple per qualità dell’offerta, con però delle sbavature ancora irrisolte e qualche rinuncia che giustifica un prezzo più basso rispetto alla controparte, forse però attendere una svalutazione non è una cattiva idea.