L’Intelligenza Artificiale sta entrando in una nuova fase, quella in cui non si limita più a rispondere alle richieste dell’utente ma può eseguire una serie di attività in autonomia, coordinando applicazioni, informazioni e processi. Per chi non l’avesse intuito, questa pratica questo rappresenta il passaggio dagli assistenti AI agli agenti AI, e AMD vuole portarlo direttamente sui PC.

L’azienda sta infatti spingendo il concetto di Agentic PC, una categoria che mette insieme CPU, GPU e NPU per eseguire localmente agenti e workflow basati sull’AI. Secondo la definizione utilizzata da AMD, un Agentic PC è un sistema dotato di questa combinazione di unità di calcolo, progettata per eseguire gli agenti in modo performante.

Il protagonista di questa strategia è soprattutto AMD Ryzen AI Max, una piattaforma che punta a offrire memoria sufficiente per eseguire localmente modelli di grandi dimensioni e, allo stesso tempo, la potenza necessaria per gestire più agenti e applicazioni contemporaneamente. AMD parla già di oltre 500.000 Agentic PC venduti e di più di 50 design basati su questa filosofia; un dato che accompagna un ecosistema molto più ampio, nel quale rientrano Ryzen AI Max, Ryzen AI, Ryzen AI PRO, Radeon AI PRO e la piattaforma Ryzen AI Halo dedicata agli sviluppatori.

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AMD Ryzen AI Max nasce per gli agenti AI locali e fino 320 miliardi di parametri

Ryzen AI Max 300 Series_01

La differenza rispetto alla precedente generazione di AI PC non riguarda soltanto la presenza di una NPU. AMD sta infatti costruendo il concetto di Agentic PC attorno alla possibilità di utilizzare CPU, GPU e NPU contemporaneamente, con una particolare attenzione alla memoria disponibile.

Secondo l’azienda, i sistemi Ryzen AI Max+ con almeno 64 GB di memoria rappresentano la configurazione indicata per affrontare i workflow agentici più impegnativi. La piattaforma Ryzen AI Max arriva fino a 16 core e 32 thread Zen 5, con un massimo di 192 GB di memoria LPDDR5X a 8.533 MT/s; la memoria unificata può essere poi gestita attraverso la tecnologia Variable Graphics Memory, permettendo di destinare una parte significativa della capacità disponibile alla GPU integrata e, di conseguenza, ai carichi AI.

A completare la piattaforma troviamo la grafica basata su AMD RDNA 3.5 e la NPU con architettura AMD XDNA 2, senza omettere il supporto nativo a Windows e Linux, senza ricorrere a un livello di emulazione x86. È proprio la combinazione tra memoria unificata e capacità di calcolo a permettere a questi sistemi di spingersi verso modelli che normalmente richiederebbero workstation molto più ingombranti.

AMD ha utilizzato Ryzen AI Max anche per mostrare le possibilità offerte dall’esecuzione locale di modelli linguistici di grandi dimensioni. Nei test condotti dall’azienda su una piattaforma AMD Ryzen AI Halo equipaggiata con Ryzen AI Max+ PRO 495 e 192 GB di memoria, è stato eseguito localmente GLM 5.3 Flash 320B, un modello da circa 320 miliardi di parametri, utilizzando la quantizzazione UD_IQ4_XS.

AMD indica una velocità fino a 20 token al secondo per questo scenario, mentre lo stesso sistema è stato utilizzato per eseguire più istanze di Qwen 3.8 Flash Next, con configurazioni da 125 e 51 miliardi di parametri, raggiungendo fino a 42 token al secondo nei test indicati dall’azienda. Sono numeri che vanno naturalmente letti nel contesto delle configurazioni e delle quantizzazioni utilizzate nei test AMD, ma mostrano bene quale sia l’obiettivo della piattaforma, ovvero portare modelli che fino a poco tempo fa sarebbero stati associati a infrastrutture cloud o workstation specializzate direttamente su sistemi personali.

AMD sottolinea inoltre che Ryzen AI Max+ con 128 GB rappresenta, secondo i propri test e criteri, una piattaforma Windows thin-and-light in grado di eseguire localmente modelli fino a 200 miliardi di parametri, mantenendo anche la compatibilità con una serie di applicazioni professionali native Windows.

Non solo LLM: l’Agentic PC entra nei workflow creativi

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Il concetto di Agentic PC diventa però più interessante quando si passa dalla semplice esecuzione di un modello AI all’utilizzo di agenti capaci di interagire con il resto dell’ambiente software. AMD sta infatti costruendo un ecosistema che comprende anche ROCm, Ryzen AI Halo e Radeon AI PRO, con l’obiettivo di coprire esigenze che vanno dal PC personale allo sviluppo, fino alle workstation e agli ambienti professionali.

La piattaforma Ryzen AI Halo viene proposta proprio come ambiente per sviluppatori e AI innovator, mentre AMD sta lavorando con diversi partner software per portare gli agenti nei flussi di lavoro quotidiani. Tra gli esempi citati dall’azienda troviamo Portable Computer, che porta attività AI locali e workflow ricorrenti sui sistemi Ryzen AI Max, e Project Zenith, per il quale Microsoft ha scelto Ryzen AI Halo come prima piattaforma per la propria esperienza developer ready-to-code.

Sul fronte enterprise, AMD cita invece la collaborazione con Cisco, con l’obiettivo di portare l’AI locale da una fase di sviluppo e sperimentazione individuale verso implementazioni più strutturate, sicure e gestibili. Il caso più concreto arriva però dal mondo della produzione cinematografica e dei contenuti immersivi. Light Sail VR, studio di produzione vincitore di un Emmy Award, lavora con aziende dell’intrattenimento, brand tecnologici e agenzie. Nel corso degli anni ha realizzato progetti per nomi come Sabrina Carpenter e Meta, oltre a lavorare su The Boys di Amazon, concerti al Red Rocks e il 50° anniversario del Saturday Night Live.

Per una realtà relativamente piccola, gestire contemporaneamente più produzioni significa però affrontare una quantità considerevole di attività amministrative: calendari, scadenze, note, stakeholder, documenti e aggiornamenti provenienti dai clienti. Il fondatore e CEO Matthew Celia ha quindi deciso di utilizzare un agente AI come vero e proprio coordinatore della produzione, una scelta dettata anche da una questione di privacy. Light Sail VR lavora infatti con studi cinematografici e aziende tecnologiche sottoposti a rigidi accordi di riservatezza.

Secondo Celia, utilizzare modelli AI avanzati attraverso il cloud avrebbe significato affrontare sia costi elevati durante le iterazioni sia problematiche legate alla gestione dei dati dei clienti. L’esecuzione locale permette invece di mantenere le informazioni all’interno dell’azienda e di sperimentare con i modelli senza dover sostenere un costo per ogni richiesta al cloud.

Da un PC AMD a un agente che lavora dentro Slack

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Il primo passo di Light Sail VR è stato realizzato utilizzando un desktop Framework equipaggiato con un processore AMD Ryzen AI Max e 128 GB di memoria unificata. Secondo Celia, la capacità di eseguire più modelli contemporaneamente è stata uno degli aspetti più interessanti della piattaforma. Il team può infatti provare approcci differenti allo stesso problema e confrontare le risposte degli agenti per capire quale configurazione funzioni meglio nel proprio workflow. Successivamente, Light Sail VR ha aggiunto una AMD Radeon PRO R9700, ottenendo un ulteriore incremento delle prestazioni.

Il risultato è un agente che non si limita a generare testo. Il coordinatore viene utilizzato all’interno di Slack, già adottato quotidianamente dal team, e può occuparsi della gestione dei progetti, delle scadenze e delle attività da portare avanti. L’agente aggiorna i documenti, modifica il calendario in Google Sheets e può anche inviare le relative comunicazioni via email, il tutto senza dover intervenire manualmente su ogni singolo passaggio.

Ed è proprio qui che il concetto di Agentic PC assume un significato più concreto. Prima dell’introduzione dell’agente, Celia racconta di riuscire a gestire personalmente uno o due progetti contemporaneamente; delegando all’agente parte delle attività amministrative, oggi dichiara di riuscire a seguire sei, sette, otto o anche nove progetti mantenendo un livello di impegno personale comparabile.

Per Light Sail VR il vantaggio non consiste quindi semplicemente nel risparmiare qualche minuto su una determinata operazione; l’obiettivo è spostare sull’agente una parte del lavoro ripetitivo e lasciare alle persone più tempo per la parte creativa. La necessità è particolarmente evidente considerando la complessità delle produzioni dello studio; Celia cita infatti workflow che arrivano a 16K, 90 fotogrammi al secondo, stereoscopia 3D e terabyte di dati.

Light Sail VR vuole costruire una squadra di agenti AI

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Il coordinatore della produzione potrebbe essere soltanto il primo passo. Light Sail VR sta infatti valutando la possibilità di realizzare un agente dedicato alla produzione delle storie, capace di analizzare il materiale delle interviste, individuare ripetizioni o passaggi poco chiari e aiutare il team a valutare la struttura di un episodio, lasciando comunque agli esseri umani il controllo editoriale.

Un secondo progetto riguarda invece un possibile agente dedicato alla ricerca sui social media. Il sistema potrebbe monitorare le prestazioni dei contenuti pubblicati, confrontare l’impatto dei riferimenti utilizzati sulle diverse piattaforme, individuare commenti che richiedono moderazione e aiutare il team a capire dove concentrare gli sforzi.

AMD vuole portare l’AI agentica oltre il semplice PC

La strategia di AMD mostra come il concetto di AI PC stia progressivamente cambiando. La NPU rimane un elemento importante, ma nel caso degli Agentic PC l’obiettivo è sfruttare l’intero sistema per eseguire agenti capaci di mantenere il contesto, utilizzare più applicazioni e portare avanti attività composte da diversi passaggi.

Ryzen AI Max rappresenta in questo scenario la proposta più orientata ai carichi locali di grandi dimensioni, grazie alla combinazione tra CPU Zen 5, GPU RDNA 3.5, NPU XDNA 2 e memoria unificata fino a 192 GB. Il caso Light Sail VR mostra invece il possibile impatto sul lavoro quotidiano, dove un agente locale può diventare parte integrante di un’organizzazione, gestendo calendari, documenti e comunicazioni mentre le persone rimangono concentrate sulle attività che richiedono creatività e decisioni.