La NASA continua a puntare con decisione sul sistema di trasporto di SpaceX per garantire la continuità dei collegamenti con la Stazione Spaziale Internazionale. L’agenzia spaziale statunitense ha infatti assegnato all’azienda di Elon Musk un nuovo contratto da 946 milioni di dollari per tre ulteriori missioni con equipaggio, estendendo ulteriormente il ruolo della Crew Dragon nei programmi della NASA.

La modifica contrattuale riguarda le missioni Crew-15, Crew-16 e Crew-17 e porta a 17 il numero complessivo di missioni con equipaggio assegnate a SpaceX nell’ambito del contratto Commercial Crew Transportation Capability (CCtCap). Il valore complessivo dell’accordo raggiunge così 5,92 miliardi di dollari, mentre il periodo di validità del contratto si estende fino al 2030.

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SpaceX aggiunge altre tre missioni verso la ISS

Il nuovo accordo non riguarda soltanto il lancio degli astronauti, i 946 milioni di dollari comprendono infatti le operazioni di terra, il lancio, le attività in orbita, il rientro e il recupero delle missioni, oltre al trasporto di carichi verso la Stazione Spaziale Internazionale.

SpaceX dovrà inoltre garantire la capacità della navicella di svolgere il ruolo di scialuppa di salvataggio durante l’attracco alla ISS, un elemento previsto nell’ambito delle operazioni commerciali di trasporto degli equipaggi.

Le missioni appena assegnate dovrebbero essere completate nel 2027 e nel 2028, mentre il contratto nel suo complesso rimarrà valido fino al 2030. Si tratta quindi di un’estensione importante della collaborazione tra NASA e SpaceX, che permette all’agenzia di programmare con maggiore continuità i futuri avvicendamenti degli astronauti sulla stazione orbitale.

L’assegnazione arriva dopo la comunicazione d’intenti della NASA a maggio, con la quale l’agenzia aveva manifestato l’intenzione di acquistare fino a sei ulteriori missioni dopo la certificazione dei sistemi; per il momento ne sono state assegnate tre, mentre le altre tre rimangono potenzialmente disponibili per una futura assegnazione.

Il ruolo di Starliner rimane ancora da definire

La scelta della NASA arriva in un momento particolare per il programma Boeing Starliner, che non ha ancora effettuato una missione operativa di rotazione dell’equipaggio per l’agenzia.

La navicella CST-100 aveva effettuato nel 2024 il suo volo di prova con equipaggio, ma la missione si era conclusa con il rientro della Starliner senza gli astronauti a bordo. Da allora Boeing ha continuato a lavorare sui problemi riscontrati durante la missione, in particolare quelli relativi ai propulsori.

La situazione rende quindi SpaceX il principale sistema operativo utilizzato dalla NASA per il trasporto degli astronauti verso la ISS, almeno per il prossimo futuro. Il programma Commercial Crew era stato concepito proprio per disporre di due partner commerciali, Boeing e SpaceX, così da garantire maggiore flessibilità e ridondanza nei collegamenti con la stazione.

Nonostante le nuove missioni assegnate a SpaceX, la NASA non ha però chiuso la porta a ulteriori modifiche contrattuali, l’agenzia sottolinea infatti che l’attuale assegnazione non impedisce di richiedere in futuro altri servizi di trasporto, se necessari.

Questo lascia quindi aperta la possibilità che le tre missioni non ancora assegnate possano essere affidate successivamente a Boeing, qualora Starliner riuscisse a completare il percorso necessario per ottenere la certificazione per le missioni operative.

Crew Dragon continuerà a volare verso la Stazione Spaziale Internazionale

Nel frattempo, SpaceX continua regolarmente a utilizzare il sistema composto da Falcon 9 e Crew Dragon per le missioni della NASA. La società ha ottenuto la certificazione dell’agenzia per il trasporto degli equipaggi nel novembre 2020 e da allora ha effettuato numerose missioni operative verso la ISS. La Crew-12 è attualmente attraccata alla stazione, mentre la NASA ha già annunciato la missione Crew-13 per le prossime settimane.

La Crew Dragon può trasportare fino a quattro astronauti insieme ai carichi necessari per le attività sulla stazione. Con le nuove Crew-15, Crew-16 e Crew-17, il sistema continuerà quindi a rappresentare uno degli elementi centrali della strategia NASA per mantenere un accesso regolare alla ISS fino alla fine del decennio.

Come sempre, il quadro potrebbe cambiare con l’evoluzione dei programmi di Boeing e SpaceX, ma per ora la NASA ha scelto di assicurarsi ulteriori voli attraverso un sistema che dispone già della certificazione necessaria per il trasporto degli astronauti.