Negli ultimi anni Apple ha puntato con decisione sul settore salute, trasformando l’app Salute e l’ecosistema di Apple Watch in uno dei pilastri strategici dell’azienda. Tuttavia, non tutti i progetti nati internamente sembrano destinati a vedere la luce così come inizialmente concepiti; secondo un nuovo report di Bloomberg, Apple avrebbe infatti ridimensionato in modo significativo i piani per Project Mulberry, l’iniziativa che avrebbe dovuto portare un vero e proprio health coach basato sull’intelligenza artificiale all’interno di una versione profondamente rinnovata dell’app Salute.
Una decisione che arriva in un momento di forti cambiamenti interni e che, come spesso accade, riflette non solo scelte tecnologiche ma anche nuovi equilibri dirigenziali.
Apple mette in pausa (per ora) Project Mulberry
Per chi se lo fosse perso, Project Mulberry era stato descritto lo scorso anno come uno dei progetti più ambiziosi di Apple in ambito salute; l’idea alla base era quella di affiancare all’utente un agente IA addestrato con il supporto di medici assunti da Apple, capace di interpretare i dati sanitari raccolti dai dispositivi e di fornire suggerimenti personalizzati.
Il progetto avrebbe coinvolto esperti del sonno, nutrizionisti, fisioterapisti, specialisti della salute mentale, cardiologi, con l’obbiettivo di creare contenuti educativi in formato video, pensati per spiegare agli utenti le tendenze più critiche emerse dai loro dati di salute. Non a caso, Apple avrebbe persino costruito uno studio dedicato a Oakland, in California, per la produzione di questi contenuti che, secondo quanto riportato, verranno comunque riutilizzati e introdotti già nel corso di quest’anno.
Internamente, alcuni dipendenti avrebbero iniziato a chiamare il servizio Health+, segno che Apple stava valutando anche una possibile evoluzione in chiave abbonamento.
Secondo le indiscrezioni iniziali, Project Mulberry avrebbe dovuto debuttare insieme a iOS 26, ma la tabella di marcia è cambiata più volte; il motivo principale va ricercato nei profondi cambiamenti organizzativi che hanno coinvolto sia il settore salute sia quello dell’intelligenza artificiale.
Sul fronte salute Jeff Williams, storico direttore operativo di Apple, è andato in pensione e la supervisione del team salute e fitness è passata a Eddy Cue, responsabile dei servizi. Sul fronte IA invece, John Giannandrea, vicepresidente senior per il machine learning e la strategia IA, ha annunciato il pensionamento nella primavera del 2026; gran parte della sua organizzazione verrà integrata nel gruppo di ingegneria software guidato da Craig Federighi. Un riassetto che, inevitabilmente, ha portato a rivalutare le priorità.
Sempre secondo Bloomberg, Eddy Cue non avrebbe giudicato l’attuale piano per Project Mulberry abbastanza competitivo rispetto a quanto offerto dai rivali; in particolare, il dirigente avrebbe sottolineato che aziende come Oura e Whoop stiano proponendo funzionalità considerate più interessanti e utili, soprattutto attraverso la loro app per iPhone.
Cue avrebbe inoltre ribadito la necessità per Apple di muoversi più velocemente nel settore sanitario, un ambito sempre più affollato e dinamico. Non a caso, starebbe valutando anche modifiche ad Apple Fitness+, il servizio in abbonamento da 9,99 dollari al mese.
Il ridimensionamento di Project Mulberry non significa però una cancellazione totale, Bloomberg sottolinea come Apple stia ancora lavorando per introdurre singole funzionalità nel tempo, integrandole direttamente nell’app Salute.
Tra queste troviamo una funzione che utilizzerebbe la fotocamera dell’iPhone per analizzare il modo di camminare di una persona, e un chatbot IA dedicato al benessere, basato su un sistema chiamato World Knowledge Answers, progettato per competere con soluzioni come Gemini di Google e app come Perplexity.
Inoltre, guardando ancora più avanti, con iOS 27 Apple prevederebbe di permettere alla Siri rinnovata di supportare query sulla salute più avanzate, sia all’interno dell’app Salute sia a livello di sistema.
Nel complesso, la vicenda di Project Mulberry mostra una Apple più prudente e selettiva nell’introdurre l’intelligenza artificiale in un ambito estremamente delicato come quello sanitario. Piuttosto che lanciare un servizio completo e centralizzato, l’azienda sembrerebbe ora orientata a un’evoluzione graduale, fatta di funzionalità distribuite e progressivamente integrate.
Resta da capire se questa strategia riuscirà a colmare il gap con concorrenti sempre più aggressivi. Non ci resta che attendere prima di vedere un vero healt coach IA firmato Apple, ammesso che arrivi mai nella forma inizialmente immaginata.
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