Sono passati più di tre mesi da quando abbiamo iniziato a utilizzare Keychron Q8 Max come tastiera principale per scrivere recensioni, articoli e gestire la corrispondenza quotidiana. Abbiamo scelto la versione con switch Gateron Jupiter Banana e, strada facendo, abbiamo deciso di personalizzarla sostituendo i keycaps originali con un set ufficiale di Keychron.

Dopo centinaia di ore di utilizzo intensivo, possiamo dirvi che il formato Alice si conferma, a nostro avviso, come il migliore per la scrittura prolungata: un ottimo compromesso in termini di ergonomia senza dover rivoluzionare completamente il modo di digitare. Ecco cosa abbiamo scoperto.

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Ergonomia senza compromessi

Q8 Max adotta il layout Alice al 65%, con 68 tasti disposti su due metà leggermente angolate e separate al centro. A differenza delle tastiere ergonomiche split tradizionali, che richiedono mesi di adattamento e la riscrittura completa della memoria muscolare, il formato Alice mantiene la disposizione standard dei tasti ma li separa e li angola in modo naturale.

Nei primi giorni abbiamo commesso qualche errore di digitazione, soprattutto sulle lettere centrali (T, G, B), ma entro una settimana ci eravamo completamente adattati. Dopo tre mesi, tornare a una tastiera tradizionale piatta ci sembra innaturale: le mani cercano automaticamente quell’angolazione che riduce la tensione sui polsi.

Recensione Keychron Q8 Max, il formato Alice convince più che mai 4

Durante lunghe sessioni di scrittura, e ne abbiamo fatte parecchie in questi mesi, la differenza si sente. I polsi restano in una posizione più naturale, le spalle si rilassano, e non avvertiamo più quel fastidio sordo che dopo ore di digitazione su tastiere tradizionali si faceva sentire. Il formato Alice non è una rivoluzione ergonomica totale come potrebbe esserlo una Kinesis o una Moonlander, ma è il compromesso perfetto tra ergonomia e familiarità.

La doppia barra spaziatrice, una per ogni pollice, all’inizio ci sembrava strana, ma si è rivelata molto comoda: abbiamo provato anche a programmare la barra di sinistra come normale spazio e quella di destra come tasto per cambiare layer per accedere rapidamente a simboli e funzioni secondarie. Una comodità inaspettata.

Gli switch perfetti

Keychron offre Q8 Max con diverse opzioni di switch (almeno sul sito internazionale), ma abbiamo scelto i Gateron Jupiter Banana perché, sulla carta, rappresentavano il giusto equilibrio tra feedback tattile e rumorosità contenuta. Dopo tre mesi possiamo confermare: sono davvero un ottimo compromesso. Gli switch Jupiter Banana sono tattili con molla a doppio stadio, il che significa che offrono un bump pronunciato durante la pressione ma non sono rumorosi come i classici switch blu clicky.

A nostro avviso, questi switch rappresentano il punto ideale per chi scrive molto: offrono abbastanza feedback tattile da rendere evidente quando avete premuto il tasto (riducendo così errori di digitazione e pressioni incomplete), ma non producono quel clic metallico che dopo ore diventa fastidioso e disturba chi vi sta intorno.

Il suono è presente ma piacevole: un “thock” morbido e profondo, né troppo sordo né troppo acuto. Durante videochiamate di lavoro, nessuno si è mai lamentato del rumore della tastiera, cosa che invece capitava regolarmente con i nostri precedenti switch blu. La prelubrificazione di fabbrica è buona ma non perfetta: alcuni switch mostravano un leggero scricchiolio nelle prime settimane, ma con l’uso quotidiano tutto si è assestato e ora la digitazione è fluida e uniforme su tutti i tasti.

I keycaps forniti di serie non ci hanno convinto immediatamente, a causa della forma, e li abbiamo sostituiti con un set Keychron già in nostro possesso, sperimentato su altre tastiere e molto comodo da usare. Il miglioramento è stato evidente e l’operazione nom ha richiesto più di 5 minuti, il tempo materiale necessario per togliere i vecchi keycap e installare quelli nuovi.

Anche gli switch possono essere sostituiti, permettendo così di personalizzare al massimo la tastiera. Noi abbiamo apprezzato i Jupiter Banana ma i perfezionisti potranno cambiare quelli posizionati sotto alcuni tasti per cambiare il feedback o per essere meno rumorosi.

Solida come una roccia

Q8 Max è costruita interamente in alluminio 6063 lavorato CNC, e si sente. Pesa circa 2,2 kg, e una volta posizionata sulla scrivania non si muove di un millimetro anche durante la digitazione più aggressiva. Niente flessioni, niente scricchiolii, niente vibrazioni indesiderate. Il doppio gasket mount, con guarnizioni sia sopra che sotto il PCB, crea un effetto bounce molto piacevole: i tasti sembrano galleggiare leggermente, assorbendo l’impatto e rendendo la digitazione più morbida.

Recensione Keychron Q8 Max, il formato Alice convince più che mai 8

Dopo tre mesi di uso intensivo, il sistema è ancora perfettamente efficace. Gli stabilizzatori PCB mount con viti sono prelubrificati e ben bilanciati: barra spaziatrice, Shift, Enter e Backspace non traballano né risultano particolarmente rumorosi. Un dettaglio che fa la differenza su tastiere di questa fascia di prezzo.

Connettività e programmabilità

Keychron Q8 Max supporta tre modalità di connessione: cablata USB-C, Bluetooth 5.1 (fino a 3 dispositivi), e 2.4 GHz wireless tramite dongle USB incluso. Nei tre mesi abbiamo usato tutte e tre le modalità, anche se la nostra preferita rimane quella col cavo, per eliminare i tempi morti al riavvio. La batteria da 4000 mAh garantisce circa 200 ore di utilizzo in modalità wireless con backlight RGB spento, circa 100 ore con illuminazione attiva a intensità media.

In modalità wireless abbiamo comunque preferito il Bluetooth per evitare di occupare una porta USB, e non abbiamo mai avuto problemi si connessione o stabilità. Nella nostra esperienza, ricaricando una volta a settimana siamo sempre stati tranquilli.

Recensione Keychron Q8 Max, il formato Alice convince più che mai 9

 

Una delle funzioni che abbiamo sfruttato di più in questi tre mesi è la programmabilità completa tramite QMK. Keychron offre anche un web launcher proprietario che funziona direttamente dal browser senza dover installare software. Abbiamo rimappato diversi tasti per ottimizzare il flusso di lavoro: Caps Lock trasformato in Esc (molto più comodo per chi usa Vim o editor simili), layer aggiuntivi per simboli e media controls, macro per frasi ricorrenti nelle email.

Tutto configurabile in pochi minuti e salvato direttamente nella memoria della tastiera. La possibilità di salvare due layout diversi, uno per macOS e uno per Windows, e switchare tra loro con un interruttore fisico sul retro è comodissima: stesso hardware, configurazioni diverse a seconda del sistema operativo.

Considerazioni finali

Dopo oltre tre mesi di utilizzo quotidiano intensivo, Keychron Q8 Max si è guadagnata un posto fisso sulla nostra scrivania. Il formato Alice ha migliorato concretamente il comfort durante lunghe sessioni di scrittura, gli switch Jupiter Banana continuano a offrire quel mix perfetto di feedback tattile e suono piacevole senza essere invadenti, e la possibilità di personalizzare keycaps ha reso la tastiera ancora più nostra.

Non è una tastiera per tutti: costa parecchio, pesa molto, e richiede qualche giorno di adattamento al layout. Ma se scrivete per lavoro, se passate ore ogni giorno a digitare, se volete una tastiera ergonomica senza dover rivoluzionare completamente le vostre abitudini, Q8 Max è probabilmente una delle migliori  opzioni sul mercato. Noi, dopo tre mesi, non torneremmo mai a una tastiera tradizionale piatta. Le nostre mani ci ringraziano ogni giorno.

Pro:

    • ottima per scrivere
    • switch dal giusto compromesso
    • qualità costruttiva

Contro:

    • non adatta a chi viaggia
    • curva di apprendimento
    • prezzo

Voto finale:

8.8