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Recensione Zepp Z: quando la tradizione sposa la tecnologia il successo è assicurato

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Zepp Z

Ho sempre amato gli orologi, analogici o digitali che fossero. Ho iniziato con un orologio digitale che segnava solo l’ora e la data, di quelli comperati sulle bancarelle a 10.000 lire tantissimi anni fa, e da allora ho sempre avuto un orologio al polso.

Dai Casio che hanno caratterizzato gli anni 80 e 90 ai cronografi analogici degli anni 2000, fino ad arrivare, in tempi più recenti, agli smartwatch. L’ultimo in ordine di tempo, che mi ha accompagnato nelle ultime settimane, è Zepp Z, l’elegantissimo modello del brand pregiato di Huami.

Negli ultimi anni ho provato tantissimi modelli, dai più economici ai più costosi, ma questo Zepp Z mi ha decisamente stupito, in primis per la sua qualità costruttiva, decisamente elevata. E a differenza dei tanti modelli che ho provato finora è riuscito a convincermi sotto ogni punto di vista, tanto da essere destinato a rimanere al lungo al mio polso. Lo toglierò solo per indossare il mio Garmin Forerunner quando andrò a correre o in bici.

Non vi annoierò con un elenco di dati tecnici, quelli li potete trovare nel nostro articolo di lancio del prodotto, oggi invece vi parlerò di come funziona, cosa lo rende unico rispetto ai modelli che ho provato e perché sarà difficile batterlo.

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Design e qualità al top

Zepp Z mi ha convinto già dalle immagini online, un perfetto mix fra tradizione e tecnologia: la cassa circolare con i due pulsanti laterali e e la corona centrale, un cinturino in pelle che dona quel tocco di eleganza che non guasta mai, senza diventare però troppo serioso. Il classico cronografo che è sempre stato tra i miei preferiti, con tanta tecnologia al suo interno.

Una volta toccato con mano è scattato l’amore a prima vista. Il colore della cassa in titanio, con una perfetta alternanza tra superfici satinate e lucide, la ghiera con l’indicazione dei minuti, il vetro protettivo che non trattiene le ditate e che non si graffia, il fondo della cassa in vetro, senza pin di connessione che mi hanno ricordato la presenza della ricarica wireless, una chicca non trascurabile.

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Se da spento Zepp Z è stupendo, una volta acceso diventa ancora meglio, con il suo schermo luminoso e definito che fa pensare a un classico cronografo analogico, grazie al quadrante predefinito. E che dire della corona, con un feedback aptico davvero strepitoso, che fa pensare al meccanismo a catena con cui una volta venivano ricaricati gli orologi.

Una leggera pressione sulla corona per entrare nel menu principale e il movimento, scandito da una vibrazione breve e secca, che permette di scorrere tra le voci, per trovare quello che serve. Davvero particolare la scelta del pulsante superiore, che non è a pressione (come invece quello inferiore) ma ve ne parlerò meglio tra poco.

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Molto bello anche il cinturino in pelle, con rilascio semplice e sostituibile con un qualsiasi modello da 22 millimetri, per adattarlo allo sport, a un’occasione elegante o per renderlo meno serioso. Grazie all’utilizzo di questi materiali Zepp Z è davvero leggero, tanto da far dimenticare di averlo al polso.

Completo, semplice e funzionale

Funzionale è l’aggettivo perfetto per l’interfaccia di Zepp Z, che in pochi tocchi mi porta sempre al punto esatto. Dalla schermata principale posso leggere le notifiche con uno swipe verso l’alto, senza poter rispondere ma con una visualizzazione più che sufficiente a farmi capire se devo utilizzare lo smartphone o se posso aspettare.

Con uno swipe laterale posso accedere alle schermate delle funzioni principali, e grazie alla companion app Zepp posso scegliere quali visualizzare e in quale ordine. E per ogni funzione ci sono diverse schermate, ricche di informazioni utili.

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Lo smartwatch si risveglia sia premendo la corona sia il tasto inferiore, mentre un tocco sul tasto superiore non ha effetti se lo schermo è bloccato. È presente la modalità Always-on, che va a incidere sull’autonomia, e più avanti ve ne parlerò, ma a mio avviso uno smartwatch con lo schermo spento può stare bene solo in un cassetto. È possibile scegliere un quadrante analogico, uno digitale o quello proprietario di ogni quadrante, tutti accomunati da pochi colori e molto nero, per ridurre al minimo i consumi.

Premendo la corona con lo schermo acceso, ecco la magia: si entra nel menu principale che si scorre con uno swipe o ruotando la corona. Il feedback è davvero unico, secco e molto breve, e va a sottolineare il movimento tra le varie voci che vanno però selezionate con un tocco.

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Il comportamento dei due tasti può essere personalizzato e personalmente ho trovato molto comodo l’impostazione di default di quello inferiore: una pressione e posso scegliere l’attività da registrare, per essere subito pronto in qualsiasi situazione, senza dover scorrere tra i vari menu.

Il pulsante superiore poi è davvero particolare: niente pressione, basta appoggiarci un dito per un secondo per avviare l’azione associata. Io ho abilitato la misurazione del livello di ossigeno nel sangue, ma è possibile ottenere la misurazione della frequenza cardiaca o del livello di stress, il tutto accompagnato da chiare descrizioni scritte.

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Proprio le scritte sono uno dei pochi difetti che ho riscontato, con molte traduzioni approssimative che in alcuni casi (pressione per definire il livello di stress) possono portare a fraintendere lo scopo di questa o quella funzione. Peccato ma speriamo che con un prossimo aggiornamento questo aspetto possa essere migliorato. Niente di grave comunque, con un po’ di immaginazione e qualche tentativo si riesce a gestire tutto senza dover leggere nemmeno una riga di istruzioni.

Quello che mi piace del menu di Zepp Z però, è la possibilità di nascondere le voci che non mi interessano (nel mio caso ad esempio musica, meteo e widget. In questo modo il menu è più ordinato (con le voci nella sequenza che ho deciso io), e privo di funzioni che in questo momento non mi servono. E dallo smartphone posso impostare dei promemoria per gli appuntamenti o le scadenze di lavoro, così me ne ricordo anche se non sono al computer o con lo smartphone a portata di mano.

L’autonomia si adatta alle esigenze

Come ho detto poco fa, uno smartwatch a schermo spento non mi serve a niente ed è per questo che per la maggior parte del test ho attivato la modalità Always On, che mostra sempre almeno l’ora sul quadrante, In questo modo, con le notifiche sempre attive (con schermo che si risveglia al loro arrivo), quattro sveglie e almeno due ore di registrazione attività, sono riuscito ad arrivare a circa 5 giorni di autonomia, 6-7 giorni quando le condizioni meteo mi hanno impedito di uscire per correre.

Con la modalità Always On spenta ho raggiunto 15 giorni, un dato decisamente migliore ma a scapito della possibilità di avere sempre l’ora visibile. Esiste anche la possibilità di attivare la modalità di risparmio, che conta i passi e misura il sonno, ma l’ho provata solo per un paio di giorni, calcolando che è possibile sfiorare il mese di autonomia promesso dal produttore.

La ricarica è abbastanza veloce, utilizzando la basetta fornita in dotazione ci ho messo poco più di due ore (considerando la ricarica a partire dal 5-10%. Ho provato a caricare Zepp Z anche su una normale basetta con cui ricarico i miei smartphone, ma i tempi si sono dilatati, probabilmente per la mancanza di una modalità corretta di erogazione. Il tutto senza contatti, che hanno la spiacevole tendenza a ossidarsi col sudore, migliorando la durabilità dello smartwatch.

In conclusione

Qualità davvero elevata per questo Zepp Z, com’è più che lecito aspettarsi visto il prezzo di vendita. Ho avuto modo di provare moltissimi smartwatch della linea Amazfit, qualche Huawei e modelli di altri produttori, ma indubbiamente la qualità di Zepp Z mi ha convinto.

Rifinito, curato sotto ogni punto di vista, anche per quanto riguarda la confezione di vendita, semplice ma elegante con la scatola nera racchiusa in una confezione bianca con tutti i dati tecnici. A voler cercare il pelo nell’uovo si potrebbe notare l’assenza della tecnologia NFC, per i pagamenti in mobilità, ma nel mio caso non è un problema visto che preferisco utilizzare lo smartphone per queste operazioni. Manca anche il WiFi, ma la sua presenza avrebbe di sicuro peggiorato l’autonomia e non avrebbe aggiunto granché di utile.

Se cercate uno smartwatch bello, elegante, ben costruito, con la possibilità di personalizzarne il funzionamento e con una companion app ben fatta, Zepp Z è la risposta giusta alle vostre domande. Potete acquistarlo sullo store ufficiale a 349,90 euro.