Migliori marketplace per vendere online

Negli ultimi tempi spesso i rivenditori hanno necessità di aggiungere nuovi canali di vendita e distribuzione anche online per poter raggiungere più clienti e sostenere le vendite dei loro prodotti. Per questo spesso la domanda che si sente è quali sono i migliori marketplace e siti internet per vendere online. Sempre di più negli ultimi anni si stanno affermando i cosiddetti marketplace, ovvero piazze virtuali capaci di attirare un gran numero di consumatori che offrono la possibilità, a brand e venditori singoli, di proporre i propri prodotti in vendita in tutto il mondo fornendo allo stesso tempo ai clienti finali il vantaggio di avere un’esperienza di confronto diretto sui prezzi e una grande varietà di offerte.

Basta snocciolare soltanto un paio di dati per capire come i marketplace siano la scelta ideale per vendere online in sicurezza. Iniziamo col dire che solo nel 2018 la quota delle vendite online sui portali come Amazon aveva già raggiunto il 50%, percentuale destinata ad aumentare di circa due terzi entro i prossimi cinque anni. Volendo poi entrare più nello specifico, sottolineiamo come il 60% degli italiani che compera abbigliamento online non lo fa sui siti di e-commerce dei brand ma sugli stessi marketplace. E ancora: più della metà delle ricerche di un articolo avviene tramite lo strumento di ricerca presente su Amazon, che di fatto ha detronizzato il motore di ricerca Google.

Insomma, è proprio vero che i marketplace rappresentano il presente e il futuro delle vendite in Internet. Nel nostro approfondimento vi spiegheremo nel dettaglio cos’è un marketplace online, come vendere e i principali vantaggi per ciascun venditore. Passeremo quindi alla classifica delle migliori 10 piattaforme presenti in rete, riportando una breve descrizione per ognuna.

Indice

Cos’è un marketplace

Può sembrare strano, oseremo dire grottesco, che oggi migliaia di persone non abbiano ancora compreso del tutto la differenza tra marketplace ed e-commerce. Prima allora di dare una definizione precisa del primo, diciamo innanzitutto che non è un sito di e-commerce (e viceversa).

Infatti, il marketplace è una sorta di centro commerciale online dove molteplici venditori offrono i loro prodotti, entrando anche in concorrenza sul prezzo dello stesso prodotto che in questo modo si abbassa a beneficio dei clienti finali. Spesso i venditori sono dei veri e propri e-commerce che non potrebbero raggiungere con i loro siti Internet l’ampia platea di clienti che attirano i marketplace. Esistono “Marketplace puri” come eBay, il quale aggrega decine di migliaia di venditori, e i “Retail Marketplace” come Amazon ed ePRICE, che sono dei venditori a loro volta ed entrano in competizione con gli stessi venditori.

I marketplace sono centri commerciali online

Un e-commerce, invece, è un unico punto vendita gestito da un venditore, dove vengono venduti esclusivamente articoli appartenenti a quel venditore, siano essi di un determinato brand o multi marca.

Prima di vedere cosa voglia dire vendere su marketplace, lasciateci spiegare in due parole la differenza tra una piattaforma orizzontale e una verticale:

  • marketplace orizzontale (detto anche generalista): vendita di prodotti di diverse categorie
  • marketplace verticale: vendita di prodotti di una categoria merceologica o un gruppo di categorie affini

Come vendere su marketplace

Arrivati a questo punto, dopo avervi spiegato cos’è, cerchiamo ora di capire meglio come funziona un marketplace, avendo come punto di vista quello del venditore. Per farlo, descriveremo in breve quali sono le tre strategie da prendere in considerazione se si vuole vendere online sui martketplace.

Vendere come Seller

Puntare a vendere su marketplace come Seller significa occuparsi di tutti gli aspetti che riguardano la vendita, anche se è bene specificare come alcuni siti – tra questi c’è anche Amazon – mettano a disposizione dei venditori di terze parti un programma speciale attraverso cui affidare la logistica e gli eventuali resi nuovamente a loro (sul portale di Jeff Bezos tale servizio è conosciuto con l’acronimo di FBA, Fulfilled by Amazon).

Ovviamente ci sono pro e contro di questa scelta: vendere come Seller dà modo di decidere in autonomia il prezzo di vendita, avendo così un margine di guadagno maggiore, dall’altra però è più dispendioso in termini di tempo e, di conseguenza, costi; infatti occorre gestire l’interazione con il marketplace e con i clienti, facendosi carico della spedizione e dell’assistenza ai clienti stessi. In particolare, affidarsi al servizio di logistica di Amazon può essere una soluzione per ridurre l’impegno come seller ma è costoso e rischioso in particolare nelle categorie di prodotti a basso margine dovendo seguire regole di reso molto rigide e talvolta abusate dai clienti stessi.

Vendere come Vendor

Scegliere di vendere come Vendor significa cedere una parte dei propri prodotti al “Retail Marketplace”, che si occuperà poi della vendita vera e propria come se fosse un retailer a parte. Solo alcuni marketplace offrono questa possibilità, che di fatto si configura come una cessione B2B.

Il vantaggio principale di essere un Vendor è senza dubbio quello di delegare l’intero processo di vendita a un soggetto che gode di grande popolarità tra gli utenti. Di contro, invece, i guadagni sono più bassi, in quanto la cessione degli articoli da parte del Vendor al portale in questione avviene al prezzo all’ingrosso (indicato con il termine inglese wholesale); inoltre si corre il rischio che il Retail decida di vendere i prodotti anche sotto costo deprezzando di fatto il proprio brand e generando problematiche anche con altri clienti e distributori.

Appoggiarsi a un Seller specializzato

La terza soluzione consiste nell’affidarsi a un Seller specializzato, ciò significa stringere un accordo commerciale con un partner che dispone già di tutta l’esperienza necessaria per vendere sui più importanti marketplace presenti online e che quindi si fare carico di tutte le fasi di gestione della transazione.

Come è facile intuire, si tratta di una strategia a metà strada tra la figura di Vendor e quella di Seller, di cui condivide vantaggi e svantaggi. Si tratta di un’ottima soluzione per chi abbia marginalità elevate, in quanto ovviamente il Seller specializzato richiederà una percentuale delle vendite generate.

I vantaggi del vendere su marketplace

A proposito di vantaggi, inauguriamo la seconda parte della nostra guida illustrando brevemente i principali pro del vendere su marketplace.

Rivolgersi a un pubblico di potenziali clienti molto più ampio

Vendere i propri prodotti su uno o più marketplace online garantisce al venditore di raggiungere un numero di potenziali clienti enormemente più alto rispetto all’aprire un proprio sito Internet. Inutile poi ricordare l’equazione secondo cui più persone vengono raggiunte e maggiori sono le possibilità di vendita (e guadagno).

Avere visibilità 24 ore al giorno

Un altro vantaggio è dato dal non avere limiti di tempo dal punto di vista della visibilità dei propri prodotti. Internet non conosce orari di apertura o chiusura, semplicemente è sempre disponibile, ovunque ci si trovi. Cos’è dunque meglio, avere un negozio aperto 8, 10, 12 ore al giorno, oppure una vetrina digitale accessibile 24 ore su 24? Cosa ancora più vera per chi può vendere prodotti che si possono esportare, e che quindi potrà beneficiare di 24 ore al giorno di visibilità delle proprie offerte ai clienti di tutto il mondo.

Disporre dello strumento Cerca su marketplace

Per spiegare l’importanza di questa funzionalità, è utile soffermarci per un momento su cosa sia la domanda latente. Tale concetto, riferito al settore della vendita online, coinvolge utenti, prodotti e brand. Ipotizziamo di essere interessati ad acquistare un paio di cuffie nuove, ma non abbiamo idea di quali siano le marche migliori. In nostro aiuta arriva appunto lo strumento Cerca, che dà modo ai clienti di ePRICE o di altri portali di trovare non soltanto il modello di cuffie desiderato ma anche un brand che prima non conoscevano.

Ottenere informazioni preziose sui clienti in tempi brevi

In aggiunta ai vantaggi già citati qui sopra, ci sembra utile ricordare un ulteriore aspetto: la possibilità di acquisire informazioni preziose su quali siano i prodotti che interessano di più ai clienti, senza trascurare l’opportunità di controllare in tempo reale, sette giorni su sette quali siano le strategie adottate dalla concorrenza all’interno del medesimo centro commerciale in rete.

Smaltire i prodotti rimasti in magazzino

Vendere online su marketplace conviene infine perché le tante offerte disponibili a ogni ora del giorno aumentano le possibilità di “sbarazzarsi” anche delle rimanenze del magazzino, al contrario invece dei negozi fisici dove la possibilità di proporre sconti invitanti è alquanto limitata.

Classifica dei migliori marketplace per vendere online

Siamo arrivati alla parte più importante del nostro approfondimento. Dopo aver spiegato cos’è, visto come funziona la vendita e illustrato i principali vantaggi, siamo finalmente pronti a presentare la lista dei 10 migliori marketplace per vendere online:

  1. Amazon: pensiamo che il più grande marketplace a livello globale non abbia di certo bisogno di presentazioni. Con i suoi servizi di logistica, denominati FBA (Fulfilment by Amazon) offre anche il servizio di stoccaggio e spedizione dei prodotti a quei venditori che preferiscono non farsi carico di tematiche logistiche. I costi sono abbastanza elevati, il costo standard è intorno al 15% dell’importo venduto senza considerare i costi logistici. Per saperne di più ti suggeriamo di collegarti a questa pagina del sito.
  2. ePRICE: il migliore marketplace italiano e sovente complementare ad Amazon ed eBay. ePrice è focalizzata sulle categorie Casa e Famiglia, e sono molto venduti elettrodomestici grandi e piccoli, computer portatili, informatica, smartphone e telefonia, ma anche arredamento per la casa e l’ufficio, giocattoli, articoli per lo sport, il bricolage e per bambini. Le commissioni variano tra il 5.5% e l’8% sul venduto. ePrice è parte di IMN* (International Marketplace Network), grazie al quale dà l’opportunità di vendere anche su altri marketplace del network (Cdiscount, Emag, Real.de). Trovi maggiori info al riguardo sul sito ufficiale (clicca qui).
  3. eBay: è stato il primo marketplace italiano, lanciato in Italia nel 2001. Tra i suoi punti di forza sottolineiamo la quantità abnorme di articoli in vendita. Inoltre, la sua particolarità è l’essere un marketplace per privati e aziende che possono offrire prodotti nuovi e usati di ogni genere. I costi sono variabili in base alle categorie e alla tipologia di venditore e si aggirano tra il 5% e il 10% per le categorie più in voga. Per maggiori informazioni vai pure a questo indirizzo.
  4. Zalando: l’esempio più famoso di marketplace verticale, dove gli utenti acquistano capi d’abbigliamento, scarpe e accessori in totale sicurezza.
  5. Privalia: tra i maggiori outlet online internazionali, noto in particolare per la formula di vendite-evento, con eventi dedicati soltanto agli utenti iscritti.
  6. Real.De: uno dei più interessanti marketplace per vendere in Germania, realizzato dall’omonima catena di supermercati tedesca, con più di 19 milioni di visitatori al mese. In base alla categoria dei prodotti, le commissioni possono variare tra il 6,5 e il 12,5%. Real è parte di IMN*.
  7. Cdiscount.fr: il più grande marketplace francese, con oltre 4 miliardi di fatturato e un record di 100 prodotti venduti al minuti da più di 10 mila rivenditori. Le commissioni di vendita variano tra il 7 e il 15%. Cdiscount è parte di IMN*.
  8. Allegro.pl: il primo marketplace in Polonia, da solo concentra oltre l’80% di vendite online di tutto il Paese (di cui quasi due terzi riguardano prodotti hi-tech). Rispetto ad altri portali inseriti nella nostra classifica, offre commissioni vantaggiose (tra il 6 e l’11%).
  9. Emag.ro: il miglior marketplace romeno, attivo anche in Bulgaria e Repubblica Ceca, con oltre 5 miliardi di ricavi e 500 mila clienti unici al giorno. Le principali vendite si concentrano sulle categorie Casa e arredamento, Accessori per auto, Moda, Sport, Bambini e giocattoli. Emag è anch’esso parte di IMN*.
  10. Bol.com: il più importante marketplace olandese, capace di superare perfino Amazon. Vendere in Olanda (e in Belgio) è un’ottima opportunità soprattutto per i brand di abbigliamento, tecnologia e lifestyle. Segnaliamo infine che non sono previsti canoni mensili per il mantenimento dello store, mentre le commissioni (applicate solo sul transato) variano dal 5 al 17%.
  11. *IMN (International Marketplace Network): non è un vero marketplace ma un Network composto da vari siti che in pratica permettono ai loro venditori di vendere i prodotti anche sugli altri marketplace del network. Registrandosi per esempio su ePRICE si può vendere automaticamente su Cdiscount, Emag e Real.de, raggiungendo così automaticamente decine di milioni di clienti in tutta Europa.

E con questo è davvero tutto. Ora potete dire di conoscere i migliori marketplace, oltre alle diverse strategie che esistono su come vendere online. Quale di questi portali pensate di scegliere per iniziare la vostra attività di vendite in rete? Fatecelo sapere lasciando come sempre un commento sotto il nostro articolo.

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