Oggi torniamo a occuparci di processori desktop e in particolare di quello che attualmente è considerato il modello più veloce nel segmento PC gaming, ci riferiamo ovviamente al Ryzen 7 9850X3D (Recensione). Chi come noi bazzica da tempo il mondo hardware e dei componenti, sa benissimo che esistono CPU che nascono per essere spinte, e CPU che invece arrivano sul mercato già al limite; il Ryzen 7 9850X3D di AMD rientra decisamente nella seconda categoria.
Con Zen 5 e la 3D V-Cache, l’azienda di Sunnyvale ha realizzato senza alcun dubbio un processore pensato per il gaming puro, per intenderci dove la cache conta più della frequenza. Questa non è ovviamente una novità per gli addetti ai lavori e gli appassionati, ne abbiamo discusso in diversi articoli, anche in occasione del lancio del Ryzen 7 9800X3D, ed è proprio questo il punto centrale della questione: ha senso parlare di overclock su una CPU già ottimizzata e così spinta?
In questo approfondimento analizziamo il comportamento del 9850X3D con AMD PBO attivo, cercando di capire se ci sono reali margini di miglioramento o se siamo davanti a un caso in cui “più clock” non significa “più prestazioni”.
Indice:
- AMD Ryzen 7 9850X3D: è davvero la CPU perfetta che non necessita di overclock?
- AMD Precision Boost Overdrive: funziona anche su 9850X3D, ma non ha la stessa efficacia
- AMD PBO Advanced: qualche consiglio per i più audaci (ed esperti)
- AMD Ryzen 7 9850X3D stock o con PBO? Prestazioni a confronto
- Considerazioni
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AMD Ryzen 7 9850X3D: è davvero la CPU perfetta che non necessita di overclock?

Iniziamo subito con una premessa. Quando AMD Ryzen 7 9850X3D arriva sul mercato a gennaio, un’ampia parte della stampa, noi compresi, si domanda subito una cosa: siamo di fronte a un Ryzen 7 9800X3D super selezionato e ottimizzato per operare al limite fisico del chip/silicio? Non sarebbe la prima volta che le aziende operano scelte del genere per “muovere” il marketing, ma Ryzen 7 9850X3D sembra subito ricalcare l’identikit, questo perché a parte la frequenza (+400 MHz) riprende esattamente tutte le caratteristiche tecniche del modello che l’ha preceduto, TDP in primis.
Nella nostra recensione al day-one, avevamo condotto un veloce test utilizzando la tecnologia AMD PBO, o Precision Boost Overdrive, con risultati che almeno di primo acchito sembravano seguire il comportamento del Ryzen 7 9800X3D. Quest’ultimo infatti, beneficia in modo sostanzioso dell’overclock dinamico gestito dalla funzionalità AMD; guadagna in ottica frequenza e prestazioni sia nella produttività che nel gaming, e il tutto avviene perché (lo anticipiamo) riesce a saturare o sfruttare il margine aggiuntivo messo a disposizione.

In queste poche righe, si può già intuire il motivo per cui un Ryzen 7 9850X3D potrebbe non comportarsi allo stesso modo; la frequenza è stata già incrementata di fabbrica e mantenendo lo stesso TDP difficilmente possiamo ambire a sforare i parametri AMD a parità di configurazione, socket, piattaforma e relativi limiti termici. Inutile dire che non ci bastava un ragionamento sulla carta, motivo chi ci ha spinto a effettuare una sessione di test dedicata per verificare il tutto e, perché no, eventualmente guadagnare ulteriori prestazioni senza compromettere troppo temperature, stabilità e consumi.
AMD Precision Boost Overdrive: funziona anche su 9850X3D, ma non ha la stessa efficacia
Prima di procedere ulteriormente serve secondo noi un breve recap sul Precision Boost Overdrive, specificando subito che si tratta di un overclock vero e proprio che lascia operare la CPU fuori dalle specifiche ufficiali e quindi di conseguenza può (o potrebbe) invalidare la garanzia.
Questa funzionalità, presente ormai da tempo sui processori AMD Ryzen, può essere gestita sia in modo automatico, quindi tutta dalla scheda madre, oppure in modalità avanzata (PBO Advanced) dove l’utente ha la possibilità di affinare il tutto inserendo manualmente i vari parametri di potenza, frequenza ecc.
In ottica garanzia non cambia molto, mentre dal punto di vista pratico è vero il contrario, soprattutto perché ogni produttore di schede madri può gestire in modo indipendente le ottimizzazioni della modalità automatica in base alle caratteristiche e alla fascia di prezzo dei vari modelli di motherboard.

A oggi, dopo diversi anni e test condotti sul campo, è risaputo che l’attivazione “automatica” del PBO e la relativa gestione delle motherboard AMD, anche delle più costose, risulta molto meno efficace di una modalità PBO Advanced o manuale (non overclock manuale e fisso precisiamo). Anche qui non facciamo la scoperta del secolo, ma possiamo garantirvi che non è scontato, e per i meno esperti consigliamo a priori di non valutare proprio l’attivazione del PBO “Automatico” su chip come Ryzen 7 9800X3D/9850X3D e neanche sulle varianti serie Ryzen 9.
A sua volta, entrare nel contesto del PBO Advanced, che rimane quasi un overclock dinamico, richiede sostanzialmente un po’ di esperienza nel tuning, insomma così come avviene per il classico overclock statico. In realtà anche PBO Advanced consente delle modifiche sostanziali e incrementi prestazionali senza troppi sbattimenti, diciamo con delle impostazioni che ormai sono quasi standard; l’unico problema, o se preferite accortezza, è quella di considerare che ogni chip (o pezzo di silicio se preferite) è diverso dall’altro, quindi ogni processore avrà una minore o maggiore propensione a operare fuori specifica.

Rimanendo in tema, perché ci sembra il posto giusto, ripassiamo un attimo la scheda tecnica del Ryzen 7 9850X3D:
- Architettura Zen 5
- Nodo produttivo 4nm
- 8 Core / 16 Thread
- Frequenza base 4,7 GHz
- Frequenza boost 5,6 GHz
- Cache totale 104 MB
- Cache L2 8 MB
- Cache L3 32 MB
- 3D V-Cache 64 MB
- Supporto DDR5 5.600 MT/s nativo, AMD EXPO
- PCI-E 5.0 per GPU ed SSD
- iGPU Radeon basata su RDNA 2
- TDP 120 watt
- Socket AM5
AMD PBO Advanced: qualche consiglio per i più audaci (ed esperti)
Scartando a priori l’impiego di qualsiasi modalità PBO automatica o profilo creato ad hoc dai vari brand di schede madri, e ricordando che si parla anche di invalidare la garanzia, quindi non ci assumiamo alcuna responsabilità per danni o malfunzionamenti, vogliamo darvi qualche indicazione sulle impostazioni che abbiamo utilizzato per testare gli effetti del PBO Advanced sul Ryzen 7 9850X3D, praticamente identici a quelli impiegati sul 9800X3D con ottimi risultati.
Il nostro approccio prevede quella che possiamo definire una customizzazione quasi completa dei parametri messi a disposizione nel menu PBO; l’unico parametro lasciato invariato è il Curve Shaper, mentre per Curve Optimizer, che spieghiamo brevemente a seguire, utilizziamo solitamente un’opzione comune per tutti i core (all-core) con Negative 15/20.

Curve Optimizer sostanzialmente potrebbe essere definito un altro modo di incrementare le prestazioni del processore senza toccare altro. In pratica ci permette di effettuare il famoso undervolting, garantendo un taglio di tensioni, temperature e consumi, utili perché il chip ha più margine per effettuare un Boost a frequenze più alte. Curve Shaper invece va ancora più in profondità e ci permette di agire sulle V/F Curve della CPU, nel dettaglio mettendo a disposizione ulteriori 15 opzioni che richiedono però molto tempo sia per essere “trovate” che successivamente testate a dovere.
Possiamo anche metterla così, Curve Optimizer e Curve Shaper possono essere considerati e testati una volta cercato il limite del processore utilizzando strumenti come Precision Boost Overdrive e Precision Boost Overdrive Scalar. Quest’ultimo in sostanza comunica all’algoritmo del PBO di utilizzare una tensione superiore per un periodo di tempo prolungato rispetto ai parametri stock; precisiamo che in questo contesto può comunque entrare in campo il throttling termico, ma dovrebbe aiutare in quei casi dove la CPU è limitata dalla tensione di fabbrica (molto semplificato).












Con Precision Boost Overdrive invece possiamo agire sulla frequenza di picco (Fmax), solitamente in positivo se vogliamo overcloccare e incrementare le prestazioni. Va chiarito però che non si tratta di un overclock diretto su tutti i core, bensì di un range di frequenza massima che si può ottenere su ogni singolo core, ma sempre in modo dinamico e direttamente collegato a tipo di carico, temperature e consumi.
A seguire vi lasciamo le nostre impostazioni utilizzate nel menu PBO, considerando che abbiamo a disposizione una scheda madre MSI X870E Carbon WiFi con dissipatore a liquido AiO da 360 millimetri (la dissipazione è importantissima in questo ambito).
- Precision Boost Overdrive: Advanced
- PBO Limits: Motherboad (solo questi gestiti dalla scheda madre)
- Precision Boost Overdrive Scalar Ctrl: Manual
- Precision Boost Overdrive Scalar: 10X
- CPU Boost Clock Override: Enable Positive
- Max CPU Boost Clock Overirde (+): 200 (MHz)
- Curve Optimizer: All Cores / Negative / 15
Con queste impostazioni, dove l’opzione Curve Optimizer è arrivata in seconda istanza (e dopo stress test), la nostra CPU sembra rispondere bene e già ci lascia intravedere l’effetto di PBO 2, mostrando in CPU-Z una frequenza Boost oltre quota 5,8 GHz. Tutto sembra essere filato liscio, ma una schermata di CPU-Z non è abbastanza; non ci basta la sensazione “ad occhio” vogliamo dei test reali per capire sostanzialmente una cosa, queste frequenze sono mantenute nel momento in cui parte un qualsiasi applicativo? Scopriamolo insieme.

Andiamo in ordine, ecco la configurazione hardware utilizzata nel test
- Processore: AMD Ryzen 7 9850X3D
- Dissipatore: Gigabyte Gaming 360
- Scheda madre: MSI X870E Carbon WiFi
- RAM: 32 GB (2x 16 GB) G.Skill Trident Z5 NEO RGB – 6.000 MT/s CL 28 AMD EXPO
- Scheda video: NVIDIA GeForce RTX 5080
- Storage SSD: Corsair MP700 PRO XT 2 TB
- Alimentatore: NZXT C1500 Platinum
- Sistema operativo: Windows 11 25H2
AMD Ryzen 7 9850X3D stock o con PBO? Prestazioni a confronto

La risposta al quesito posto sopra dovrebbe già essere trapelata tra le righe, quantomeno se avete seguito bene l’articolo. Analizzate le caratteristiche tecniche del Ryzen 7 9850X3D nel dettaglio, compresi ovviamente i valori per tensione, corrente e potenza di picco, un esperto potrebbe già dirvi su due piedi che non vede eventuali margini di miglioramento, questo perché i due chip hanno parametri identici e il Ryzen 7 8950X3D è già “overcloccato” sostanzialmente di ben 400 MHz.

Tale aspetto si traduce quindi in quella che viene definita comunemente “lotteria del silicio”, ovvero ritrovarsi tra le mani un chip di particolare qualità che riesce a operare a una Fmax stabilita per un determinato modello (vedi 9850X3D) ma con tensioni inferiori rispetto a quelle utilizzate di fabbrica (e quindi anche consumi e temperature).

In tal caso, e non è la prima volta visto che lo fanno anche Intel o NVIDIA con le GPU, è AMD a offrire direttamente una versione “selezionata”, che da logica non può avere lo stesso nome (9800X3D) e a livello marketing deve fare il suo effetto. Tutta questa selezione si paga con la differenza di prezzo che attualmente trovate tra Ryzen 7 9800X3D e Ryzen 7 9850X3D; a questo punto pare ovvio, ma possiamo anche sbagliarci, che AMD non dovrebbe aver lasciato alcun margine all’utente, cosa che dopo tutto questo giro di parole possiamo confermare con i grafici.
Vogliamo confidarvelo, dopo aver visto i 5,8 GHz in Windows pensavamo che anche questa volta avremmo potuto spremere ulteriori prestazioni da AMD Zen 5, come del resto con il Ryzen 7 9800X3D; alla fine della fiera però, dobbiamo solo confermare che l’overclock su questa CPU è del tutto superfluo, e comunque non vale secondo noi un investimento importante del nostro tempo per trovare impostazioni e parametri perfettamente stabili e concreti.

Considerazioni
Al termine di questa nuova prova sul Ryzen 7 9850X3D, possiamo affermare senza problemi che siamo di fronte a una di quelle CPU che cambiano il modo in cui si guarda all’overclock; non perché non sia possibile intervenire, ma perché non ce n’è davvero bisogno. Il Precision Boost Overdrive funziona, è facile da attivare e, almeno sulla carta, permette di spingere un po’ più in alto le frequenze.
Il problema è che, nelle pratica, il margine semplicemente non c’è; i numeri parlano chiaro, soprattutto negli FPS medi dei giochi, e in ambito produttività e calcolo la situazione non è molto diversa. Anche se la guardiamo dal lato consumi e temperature resta tutto quasi invariato, segno evidente che la CPU è già al limite operativo e non è capace di andare oltre, il tutto considerando ovviamente sempre un raffreddamento standard.
Ed è proprio questo il punto. Il 9850X3D non è una CPU adatta al tuning, semplicemente è una CPU già ottimizzata. Nei giochi si assesta intorno ai 5,4-5,6 GHz e non va oltre (tranne rari casi e per qualche secondo), non perché non possa farlo tecnicamente, ma perché non serve davvero; qui entra in gioco la 3D V-Cache che, come detto, fa il grosso del lavoro rendendo la frequenza di clock quasi secondaria.
In caso di ulteriori dubbi, lo precisiamo ancora: attivare il PBO ha senso, ma solo se si vuole spremere ogni singolo frame o migliorare leggermente la stabilità (vedi 1% Low); in un tipico scenario di utilizzo quotidiano però, la differenza è talmente ridotta da risultare trascurabile. Il risultato finale è quindi piuttosto chiaro, il Ryzen 7 9850X3D si può overcloccare, ma non è una CPU che ne ha bisogno.
In tale contesto, AMD ci mostra ancora una volta che, a oggi, le prestazioni migliori non si ottengono spingendo di più, ma ottimizzando al meglio; tale aspetto se vogliamo spiega in modo anche pratico il perché del successo di questa serie di processori.
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