Intel Nova Lake-S torna al centro dell’attenzione con due novità che contribuiscono a delineare il possibile salto generazionale dei prossimi processori desktop dell’azienda di Santa Clara. Da una parte, alcuni benchmark trapelati mostrano un inedito modello a 28 core capace di superare il Core Ultra 9 285K nelle prestazioni single-thread; dall’altra, Microsoft sta preparando Windows 11 per supportare le Advanced Performance Extensions (APX), un’estensione dell’architettura x86-64 attesa proprio con le future CPU Intel.
I risultati, individuati nel database di PassMark, sono ancora preliminari e non consentono di stabilire con certezza le prestazioni dei prodotti finali; allo stesso tempo però appresentano un primo indizio sulle capacità della nuova generazione, mentre il lavoro sul sistema operativo mostra come l’ecosistema software si stia preparando alle modifiche architetturali previste per il 2027.
Il quadro generale è quindi interessante, ma occorre distinguere i punteggi emersi dai test dalle potenzialità che APX potrebbe offrire una volta supportata da processori e applicazioni compatibili.
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Intel Nova Lake-S, il modello a 28 core supera Core Ultra 9 285K in single-thread

I nuovi risultati sono emersi su VideoCardz e provengono a quanto pare dal famigerato benchmark PassMark PerformanceTest 11.1, utilizzando la funzione Manage Baselines. I processori non sono identificati con il nome commerciale Nova Lake-S, ma compaiono sotto la denominazione generica Intel 0000; alcuni risultati risalirebbero a settembre e sarebbero riconducibili a configurazioni in fase di sviluppo.
Il dato più interessante riguarda un processore a 28 core, che ha raggiunto 5.210 punti nel test single-thread, seguito da un secondo risultato da 5.191 punti; per avere un riferimento, il Core Ultra 9 285K si attesta a 5.059 punti nel confronto utilizzato dalla fonte, mentre il Ryzen 9 9950X3D arriva a 4.805 punti e il Core i9-14900KF a 4.635 punti.
Il campione Nova Lake-S risulterebbe quindi circa il 3% più veloce del Core Ultra 9 285K e circa il 12% avanti rispetto al Core i9-14900KF in questa specifica prova. Si tratta di un risultato significativo, perché suggerisce che Intel potrebbe migliorare ulteriormente le prestazioni per singolo core, un aspetto importante non soltanto nei videogiochi, ma anche nelle applicazioni che non riescono a sfruttare pienamente un numero elevato di core.
È però necessario mantenere una certa cautela. I punteggi provengono da risultati non identificati ufficialmente e non sono accompagnati da informazioni sufficienti per ricostruire nel dettaglio le condizioni di test, le frequenze operative e la configurazione completa della piattaforma; il confronto offre quindi un’indicazione preliminare, non una conferma definitiva del vantaggio che i processori Nova Lake-S avranno sui modelli attuali.

Il quadro cambia passando al test complessivo CPU Mark, che mette maggiormente alla prova le capacità di elaborazione parallela (multi-core) del processore. In questo contesto, il sample Intel a 28 core ha raggiunto 61.509 punti, con un secondo risultato da 60.964 punti; il probabile Nova Lake rimane dietro sia al Core Ultra 9 285K (67.274 punti) che al Ryzen 9 9950X3D (con 72.065 punti), superando invece il Core i9-14900KF posizionato a 58.074 punti.
Il dato suggerisce che il vantaggio emerso nel test single-thread non si traduce automaticamente in un primato nelle prestazioni complessive; il numero di core è soltanto uno degli elementi che determinano il risultato finale, contano anche le frequenze, l’architettura, l’organizzazione delle risorse interne e il comportamento del processore durante i carichi di lavoro più impegnativi.
La differenza rispetto a Core Ultra 9 285K e Ryzen 9 9950X3D non può essere considerata definitiva, soprattutto ragionando in ottica frequenze di clock e TDP. Parliamo di modelli non ancora presentati ufficialmente e di punteggi che potrebbero cambiare con l’avvicinarsi del lancio, quando Intel avrà completato lo sviluppo delle CPU e dell’eventuale piattaforma software associata (come spesso accade del resto).
Spunta anche un Nova Lake-S a 8 core: i risultati sono ancora disomogenei

La stessa scoperta comprende quattro risultati attribuiti a una configurazione Nova Lake-S a 8 core, indicata come piattaforma Embedded; il chip più veloce raggiunge 5.085 punti nel test single-thread, superando di poco i 5.059 punti del Core Ultra 9 285K utilizzati come riferimento. Il punteggio CPU Mark complessivo si ferma invece a 23.478 punti, mentre le altre rilevazioni oscillano tra 9.004 e 19.168 punti, uno scarto troppo ampio che rende difficile trarre conclusioni affidabili sulle prestazioni multi-thread di questa configurazione.
Le differenze potrebbero dipendere dalle condizioni di test, da configurazioni hardware ancora in sviluppo o da altri fattori che non è possibile verificare sulla base dei dati disponibili. Per questo motivo, il risultato single-thread è interessante come indizio, ma non basta per stabilire quale sarà il comportamento dei futuri modelli a 8 core nell’utilizzo quotidiano.
Secondo le indiscrezioni riportate dalla fonte, i primi modelli Nova Lake-S a 28 core dovrebbero arrivare nel Q1 del 2027, con una possibile finestra compresa tra la fine di gennaio e marzo. Le varianti K-Series a 28 core sarebbero previste successivamente, tra marzo e aprile, mentre le configurazioni a 16 e 8 core potrebbero arrivare tra la fine di marzo e maggio; precisiamo che anche in questo caso si tratta di tempistiche non ancora confermate ufficialmente da Intel.
Intel APX, Windows 11 si prepara alla nuova architettura di Nova Lake

Accanto ai benchmark, un altro sviluppo riguarda il supporto software. Microsoft sta infatti sperimentando in Windows 11 una funzione dedicata a Intel APX (Advanced Performance Extensions), individuata nella build Insider 29695.1001 distribuita nel canale Experimental (Future Platforms). L’opzione, che richiede il riavvio del sistema dopo l’attivazione, è accompagnata dalla descrizione “Let Windows use APX for better performance”; la sua presenza indica che Microsoft sta lavorando per preparare il sistema operativo alle nuove funzionalità, in vista dell’arrivo dei processori compatibili.
Le Advanced Performance Extensions sono state presentate da Intel nel 2023 e puntano a rendere più efficiente l’esecuzione del codice x86-64. La modifica più rilevante consiste nel raddoppio dei registri general-purpose, che passano da 16 a 32; si tratta di aree estremamente veloci integrate nel processore, nelle quali è possibile conservare temporaneamente dati e risultati delle operazioni.

Avere più registri a disposizione permette al software ottimizzato di mantenere maggiori quantità di informazioni direttamente nella CPU, riducendo alcuni accessi alla memoria e la necessità di spostare continuamente i dati. APX introduce inoltre nuove forme di istruzioni a tre operandi e operazioni condizionali aggiuntive, con l’obiettivo di limitare passaggi intermedi e rendere più efficiente il lavoro dei compilatori.
Secondo le stime di Intel, basate su simulazioni con SPEC CPU 2017 Integer, il codice ottimizzato per APX potrebbe richiedere circa il 10% di istruzioni in meno, con una riduzione dei caricamenti dalla memoria intorno al 10% e delle scritture superiore al 20%; queste cifre descrivono cambiamenti nell’esecuzione del codice e non devono essere interpretate come un aumento equivalente delle prestazioni in ogni applicazione.
Nova Lake e APX, quali vantaggi possiamo aspettarci
Il supporto di Windows 11 assume particolare importanza proprio in vista di Nova Lake, la futura generazione di processori desktop Intel attesa come detto nel 2027. Per sfruttare APX infatti, non sarà sufficiente disporre di una CPU compatibile, anche il sistema operativo e il software dovranno essere preparati a utilizzare correttamente le nuove funzionalità.
La comparsa dell’interruttore nelle build sperimentali è quindi un segnale del lavoro in corso, ma non significa che APX sia già disponibile per tutti gli utenti o che la funzione verrà necessariamente distribuita in una specifica versione pubblica di Windows 11; da questo punto di vista precisiamo che Microsoft non ha ancora comunicato una data definitiva per il rilascio generale.

È inoltre importante chiarire che l’estensione non potrà accelerare automaticamente i processori attuali privi del relativo supporto hardware. I benefici dipenderanno dalla disponibilità di CPU compatibili e da applicazioni compilate o aggiornate per sfruttare APX; in altre parole, il sistema operativo può preparare il terreno, ma il miglioramento effettivo dovrà emergere dall’interazione tra hardware e software.
Per il momento quindi, i benchmark trapelati e il supporto in preparazione raccontano due aspetti complementari di Nova Lake-S; da una parte, i primi indizi sulle prestazioni della nuova generazione, dall’altra, il lavoro necessario per sfruttarne le novità architetturali. Saranno i test indipendenti sui processori retail a chiarire se il vantaggio single-thread emerso in PassMark si confermerà e quanto APX potrà incidere sulle prestazioni reali e globali del sistema.
APX non riguarda soltanto Intel, AMD potrebbe adottarla in futuro
Sebbene l’attenzione sia concentrata su Intel Nova Lake, APX potrebbe avere un’importanza più ampia per il futuro dell’architettura x86-64. Intel e AMD stanno collaborando su diversi aspetti dell’evoluzione di questa piattaforma attraverso l’x86 Ecosystem Advisory Group, con l’obiettivo di favorire una maggiore coerenza nell’ecosistema hardware e software.
Al momento però, non ci sono conferme ufficiali sufficienti per stabilire quando AMD introdurrà il supporto ad APX nei propri processori consumer; l’eventuale adozione dipenderà dalle scelte architetturali dell’azienda e dalle tempistiche delle prossime generazioni. Non è quindi corretto dare per scontato che anche Zen 6 sarà compatibile, le indiscrezioni e lo stato del supporto nei compilatori non costituiscono una conferma definitiva delle caratteristiche del prodotto.
Per gli sviluppatori, nel frattempo, il lavoro di preparazione resta fondamentale. Intel indica che, in molti casi, il software potrà beneficiare delle nuove funzionalità attraverso una ricompilazione con gli strumenti appropriati, senza necessariamente richiedere modifiche al codice sorgente; anche i linguaggi e gli ambienti di esecuzione più diffusi potrebbero sfruttare APX man mano che i rispettivi compilatori e runtime verranno aggiornati.
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