La battaglia legale tra Apple e OpenAI entra in una nuova fase, con le due aziende che continuano a scontrarsi anche sul modo in cui vengono presentate prove e argomentazioni in tribunale. Dopo che OpenAI aveva accusato Apple di aver introdotto impropriamente nuove prove nella richiesta di un’ingiunzione preliminare, ora è Apple a rivolgere la stessa accusa alla società di ChatGPT.
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Apple contesta la memoria presentata da OpenAI e una nuova dichiarazione di Chang Liu
La vicenda riguarda la causa intentata da Apple contro due ex dipendenti, Chang Liu e Tang Tan, OpenAI e io Products, nella quale l’azienda di Cupertino sostiene che siano stati utilizzati impropriamente alcuni suoi segreti commerciali.
Uno degli aspetti centrali del procedimento riguarda la richiesta di un’ingiunzione preliminare, attraverso la quale Apple vuole impedire che i propri segreti commerciali possano continuare a essere utilizzati nello sviluppo dell’hardware di OpenAI mentre il procedimento è ancora in corso.
Nel contesto di questa richiesta, Apple aveva presentato una memoria di replica accompagnata da cinque perizie tecniche. OpenAI e gli altri imputati avevano contestato il materiale, sostenendo che Apple avesse introdotto nuove prove che non avrebbero dovuto essere incluse in quella fase del procedimento; nella prima memoria tuttavia, gli imputati avrebbero presentato a loro volta documenti e argomentazioni per rispondere alle affermazioni di Apple, ed è proprio su questo punto che Cupertino ha deciso di intervenire.
Apple sostiene infatti che OpenAI e gli altri imputati non si siano limitati a contestare le nuove prove, ma abbiano utilizzato il deposito per riaprire la discussione sul merito della richiesta di ingiunzione preliminare. Secondo Apple, le norme procedurali consentono di opporsi a nuove prove presentate in una memoria di replica, ma non permettono di aggiungere ulteriori argomentazioni sulla mozione.
L’azienda cita, tra gli esempi, le contestazioni riguardanti le analisi del dottor Runge e il fatto che alcune informazioni relative a Apple sarebbero o meno pubblicamente disponibili. Per Apple, si tratterebbe di vere e proprie nuove argomentazioni, piuttosto che di semplici obiezioni al materiale depositato.
La parte più delicata della risposta di Apple riguarda però una nuova dichiarazione di Chang Liu, composta da otto paragrafi di testimonianza. Secondo Cupertino, Liu avrebbe utilizzato questa dichiarazione per fornire spiegazioni sulla cancellazione dei dati dal suo Mac prima della restituzione del dispositivo ad Apple, per discutere il significato di alcuni messaggi con un fornitore dell’azienda e per giustificare l’utilizzo di uno dei file informatici riservati di Apple.
Apple considera questa dichiarazione particolarmente problematica proprio perché, a suo giudizio, rappresenterebbe un’aggiunta di nuova testimonianza in una fase nella quale non sarebbe consentito presentare ulteriori argomentazioni.
C’è inoltre una questione legata ai limiti formali del deposito, secondo Apple il documento e la dichiarazione occupano complessivamente 9 pagine, superando il limite di 5 pagine previsto per questo tipo di obiezione.
Gli imputati avevano sostenuto che la dichiarazione di Liu avrebbe dovuto essere presa in considerazione dal tribunale soltanto nel caso in cui fossero state esaminate anche le prove di Apple contestate da OpenAI e dagli altri convenuti.
Apple, però, propone una lettura differente della situazione. Secondo l’azienda, proprio perché OpenAI e gli altri imputati hanno presentato nuove argomentazioni e nuove prove, il tribunale dovrebbe esaminare l’intero fascicolo, senza stralciare il materiale contenuto nella precedente replica di Apple.
La questione verrà affrontata dal tribunale nell’ambito dell’udienza relativa alla richiesta di ingiunzione preliminare di Apple, prevista per il 14 ottobre. Dopo l’udienza si capirà quali delle prove e delle argomentazioni presentate dalle due parti verranno effettivamente prese in considerazione.
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