Tesla ha finalmente svelato la versione di produzione del Cyberacb, il robotaxi elettrico a due posti destinato a rappresentare uno dei progetti più particolari dell’azienda nel campo della mobilità autonoma. Se l’assenza di volante e pedali era già nota e aveva attirato parecchio l’attenzione, nelle ultime ore è emerso un altro dettaglio decisamente interessante, e per certi versi ancora più sorprendente: il Cybercab non utilizza nemmeno un tradizionale impianto frenante idraulico.

Il veicolo, infatti, non dispone di liquido dei freni, tubi dei freni o di una pompa freno centrale; una scelta che deriva direttamente dalla necessità di ripensare alcuni dei sistemi fondamentali dell’auto in funzione di un veicolo progettato per essere completamente controllato dall’elettronica.

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Il Cybercab abbandona il tradizionale impianto frenante

Nel corso dell’evento privato durante il quale Tesla ha presentato la versione di produzione del Cybercab sono emerse diverse informazioni finora sconosciute sul veicolo. Tra queste c’è proprio il funzionamento dell’impianto frenante, che si discosta in maniera significativa da quello utilizzato dalla maggior parte delle automobili oggi in circolazione.

Secondo le testimonianze di alcune delle persone presenti all’evento, ogni pinza del Cybercab dispone di un proprio attuatore controllato elettronicamente; quando è necessario rallentare o arrestare il veicolo, il sistema comanda quindi direttamente l’attuatore associato alla singola ruota, che applica la forza frenante al relativo disco.

Si tratta di un sistema definito brake-by-wire a secco, nel quale non è presente il tradizionale circuito idraulico. Non c’è quindi il liquido dei freni che normalmente viene utilizzato per trasferire la pressione dal pedale alle pinze, così come non sono necessari i tubi che collegano il sistema alle singole ruote.

La soluzione adottata da Tesla non è però completamente inedita, la Cybercab è una delle prime vetture di serie a utilizzare questo tipo di tecnologia, mentre la cinese Chery Exceed EX7 aveva già introdotto un sistema simile ad aprile. Altri veicoli utilizzano già sistemi brake-by-wire, ma generalmente attraverso una configurazione che mantiene anche una componente idraulica come supporto al sistema elettronico. Nel caso del Cybercab, invece, l’obiettivo è eliminare completamente questa parte dell’impianto, affidando il controllo della frenata all’elettronica.

tesla cybercab freni

Anche lo sterzo è completamente elettronico

La scelta di Tesla non riguarda soltanto i freni, l’assenza del volante ha infatti richiesto una revisione altrettanto radicale del sistema di sterzo, che sul Cybercab è ti tipo steer-by-wire.

Non essendoci un volante tradizionale, non è presente nemmeno un piantone dello sterzo che colleghi fisicamente i comandi del conducente alle ruote; il controllo viene quindi gestito elettronicamente e la relativa centralina è posizionata nella parte posteriore del motore elettrico montato anteriormente.

È una conseguenza diretta dell’architettura scelta da Tesla per il suo robotaxi: quando vengono eliminati i comandi meccanici tradizionali, anche i sistemi che normalmente dipendono da essi devono essere rirpogettati per funzionare attraverso attuatori e centraline elettroniche.

Nel caso della frenata, questo significa che non è più necessario trasmettere fisicamente la pressione attraverso un circuito idraulico, il comando elettronico può invece essere trasformato direttamente in un’azione sulla singola pinza.

Meno componenti e maggiore controllo sulle singole ruote

Secondo Elon Musk, CEO di Tesla, l’adozione di freni completamente elettrici permette innanzitutto di semplificare il veicolo, evitando la complessità legata alla presenza di un impianto idraulico. Non è infatti necessario distribuire tubazioni attraverso l’intera vettura e vengono eliminati diversi componenti tradizionali.

Tra questi rientrano il serbatoio del liquido dei freni, i tubi e la pompa idraulica. I cavi necessari per controllare gli attuatori devono naturalmente essere comunque instradati fino alle pinze, ma l’architettura complessiva potrebbe risultare più semplice e, secondo Tesla, contribuire anche a ridurre i costi di produzione.

C’è inoltre un altro aspetto particolarmente interessante, un sistema di questo tipo permette alla centralina di gestire in maniera indipendente la forza frenante applicata a ciascuna ruota. In un impianto idraulico tradizionale, infatti, la pressione viene distribuita attraverso il circuito alle diverse pinze, mentre il controllo elettronico diretto consente potenzialmente una gestione molto più precisa della singola ruota.

Resta però ancora da capire quale azienda abbia fornito concretamente l’impianto frenante del Cybercab. Tesla non ha infatti comunicato il nome del fornitore e al momento sono poche le aziende che propongono soluzioni di questo tipo, tra cui Brembo, ZF e Bosh.

Un possibile indizio arriva proprio da Brembo, l’azienda italiana ha utilizzato in passato diversi veicoli Tesla per mostrare il proprio sistema di frenata elettronica Sensify, ma non esiste al momento alcuna conferma che sia proprio Brembo a fornire l’impianto del Cybercab.

La nuova Tesla rappresenta quindi un interessante esempio di come l’arrivo dei veicoli autonomi possa portare a ripensare componenti che per decenni sono rimasti sostanzialmente legati agli stessi principi di funzionamento. Nel Cybercab non ci sono volante, pedali, pompa freno idraulica o liquido dei freni, al loro posto troviamo una serie di sistemi elettronici incaricati di gestire direttamente sterzo e frenata.