martedì, Ottobre 27, 2020
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eSim: cos'é, come funziona, vantaggi

Quella dell’eSIM potremo chiamarla una rivoluzione mancata: sebbene lo standard sia presente da anni sul mercato, assistiamo ad una certa resistenza da parte degli operatori telefonici nell’integrare questo standard che è già presente su smartphone e indossabili che possiamo acquistare oggi.

Sebbene in Italia l’utilizzo di una eSIM sia limitato, tanto da poter contare sulla punta delle dita i dispositivi che possono vantare di avere una eSIM funzionante, il cuore pulsante di questa innovazione troverà largo spazio con l’avvento dell’Internet of Things, consentendo a dispositivi di piccole dimensioni di essere sempre collegati alla rete cellulare.

Cos’è una eSIM
Come funziona una eSIM
Come registrare una eSIM
I vantaggi delle eSIM
eSIM in Italia

Cos’è una eSIM

Una eSIM o embedded-SIM o SoftSIM è una scheda SIM programmabile integrata fisicamente all’interno di un dispositivo. I contatti elettronici che troviamo sulle normali SIM che acquistiamo nei negozi di telefonia sono replicati in una SIM virtuale, che in realtà è solo un’interfaccia di collegamento.

Questa particolare soluzione consente di poter programmare, e quindi andare a specificare tutti i settaggi giusti per il funzionamento dei dispositivi su reti cellulari, l’eSIM senza che ci sia la necessita di accedere fisicamente al suo modulo. Se abbiamo mai posseduto un iPhone di ultima generazione abbiamo notato che c’è un menu apposito dove poter scegliere gli operatori che forniscono supporto per SIM virtuali: purtroppo, la diffusione di questa tecnologia è osteggiata dagli operatori telefonici, dato che diventerebbe troppo pratico e vantaggioso per gli utenti cambiare operatore. Immaginate di poter avere la mattina un operatore e dopo un’ora averne un altro sul vostro smartphone: con il supporto alle eSIM tutto questo è possibile.

Come funziona una eSIM

All’interno del dispositivo contenente l’eSIM viene inserito un microchip stampato direttamente sulla scheda logica, l’interfaccia di collegamento che servirà a simulare l’inserimento di una scheda SIM reale. All’interno di questo chip viene inserito il codice ICCID, ovvero il sistema di verifica che identifica univocamente la nostra SIM, fondamentale ad esempio quando effettuiamo il trasferimento da un operatore all’altro.

Finora abbiamo visto slot eSIM inseriti sugli ultimi iPhone, ma anche su dispositivi indossabili come Apple Watch  3 e4, Huawei Watch 2 e Samsung Gear S2 Classic. Questo perché, con la sua ridotta dimensione, inferiore a quella di una nanoSIM, può essere ingegnerizzato su di un vasto numero di dispositivi.

Come registrare una SIM virtuale

Come sempre, è difficile mettere d’accordo tutti gli attori a livello globale su di un nuovo standard: nonostante la GSMA, l’associazione mondiale degli operatori mobili, abbia annunciato le specifiche tecniche delle eSIM nel 2016, ancora oggi le modalità con cui i singoli operatori configurano le SIM virtuali variano.

Parliamo degli operatori telefonici, ma anche delle aziende: Apple in questo caso è una delle prime compagnie al mondo ad offrire l’opportunità di utilizzare una embedded SIM sui propri iPhone di ultima generazione, ma ci vuole comunque il supporto degli operatori di telefonia.

Su iOS, per registrare una eSIM, basta andare su Impostazioni e tappare sulla sezione Cellulare: potremo quindi decidere di aggiungere un piano cellulare, scansionando un codice QR fornito dall’operatore oppure immettendo manualmente i dati per la configurazione. A tal proposito, spesso i gestori telefonici in altri paesi consentono la configurazione di una SIM virtuale anche attraverso le loro app.

In ogni caso inserendo i dati, manualmente o automaticamente, questi vengono inviati all’indirizzo del server SM-DP+ predisposto (Subscription Manager Data Preparation), insieme ad un codice di attivazione e ai parametri dell’operatore scelto.

Sul Server SM-DP+ viene creato il profilo cliente e il programma LPA (Local Profile Assistant) provvede a caricarlo sull’eUICC (embedded Universal Integrated Circuit Card), ovvero all’eSIM.

I vantaggi delle eSIM

Ci sono diversi benefici da tenere a mente se scegliamo di configurare i nostri dispositivi con una eSIM.

Uno dei maggiori vantaggi per le aziende che implementano questo standard nei loro device è il risparmio di spazio: date le dimensioni particolarmente contenute dell’interfaccia, inferiore in dimensioni a quelle di una nanoSIM, il risparmio di spazio, anche di pochi millimetri, può fare la differenza per l’implementazione di altre tecnologie, con un notevole beneficio per i produttori di hardware.

Quello che invece interessa di più gli utenti è che l’adozione delle eSIM consente di accorciare significativamente i tempi di passaggio da un operatore all’altro. Non essendoci bisogno di dover sostituire la scheda fisica in plastica, chiunque potrà cambiare il proprio operatore semplicemente immettendo nuovi dati o scegliendo tramite le app dedicate degli operatori telefonici: comodo, no?

Ogni embedded SIM è dotata di 512KB di memoria interna, rispetto ai normali 64 o 128KB che troviamo nelle SIM fisiche: questo consente di ospitare vari profili SIM contemporaneamente, dato che lo spazio disponibile è quattro volte maggiore. Inoltre è impossibile perdere i numeri salvati su di una eSIM, dato che questi non vengono salvati sulla memoria fisica di una scheda fisica, e che non dovremo quindi sostituire, col rischio di perdere la nostra rubrica prima di aver effettuato un backup. Se continueremo ad utilizzare lo stesso smartphone in cui è presente l’eSIM, avremo la nostra rubrica sempre con noi anche cambiando operatore.

Ultimo, ma non meno importante, vantaggio sia per le aziende che per gli utenti è l’abbattimento dei costi: non sarà più necessario produrre schede. Se gli utenti non dovranno più sostituire le schede, come giustificheranno i costi di cambio scheda gli operatori telefonici? Solo il tempo potrà dircelo.

eSIM in Italia

Purtroppo, qui in Italia, gli operatori telefonici non sembrano dare segnali di voler adottare questo standard in tempi brevi, tanto che è presente una petizione online su Change.org per sollecitare gli operatori di telefonia mobile ad adottare il nuovo standard.

Al momento gli smartphone Apple di nuova generazione, come iPhone 11, iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max, sono tutti dotati di uno slot eSIM. Anche Apple Watch 3 e 4 hanno una embedded SIM, così come Huawei Watch 2 e Samsung Gear S2 Classic.

L’unico operatore in Italia che offre la possibilità di utilizzare una eSIM è Vodafone, ma è utilizzabile solo su Apple Watch con supporto alle reti LTE. Per quanto riguarda Wind, Tre, Iliad e gli altri operatori, nessuno ha rilasciato alcuna dichiarazione al riguardo dell’adozione del nuovo standard.

Se possediamo un Apple Watch 4 e abbiamo come operatore Vodafone possiamo richiedere che venga attivata l’eSIM presente sul nostro smartwatch: non sarà necessario attivare un nuovo contratto dato che i dati della nostra SIM fisica vengono “duplicati” all’interno dell’eSIM del dispositivo indossabile.

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