Tesla si prepara a terminare la produzione del Cybertruck, il pick-up elettrico presentato il 21 novembre 2019 ma portato al debutto negli Stati Uniti solo quattro anni dopo. Dietro questa scelta sembra esserci il divario tra volumi di vendita stimati e vendite reali.

La Gigafactory di Austin, quella che finora è stata la “casa” del Cybertruck, non rimarrà a bocca asciutta: risorse e spazi possano verranno riconvertiti per potenziare le linee di montaggio del Cybercab. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

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Tesla dice addio al Cybertruck: stop alla produzione molto vicino

Sembra ormai essere tracciato il destino per il Cybertruck, il pick-up elettrico annunciato come uno dei progetti più ambiziosi di Tesla ma mai veramente in grado di decollare, con volumi di vendita ben al di sotto delle aspettative.

Tramite un post su X, è stato lo stesso CEO Elon Musk a suggerire ciò che succederà il prossimo anno, quando la produzione del pick-up verrà pian piano ridotta fino ad essere interrotta.

“Tesla ridurrà gradualmente la produzione del Cybertruck presso la Gigafactory in Texas intorno alla metà del prossimo anno per fare spazio a un’aumentata produzione del Cybercab.“

In risposta al post di un altro utente su X, il CEO ha poi chiarito il fatto che Cybertruck verrà ancora prodotto per altri 8 o 9 mesi, dandoci luglio/agosto 2027 come finestra prevista per l’uscita di scena.

L’obiettivo finale di Tesla è semplice: liberare capacità industriale per favorire la produzione su larga scala del Cybercab, il robotaxi a guida autonoma (progettato senza volante né pedali) destinato al trasporto passeggeri le cui prime consegne dovrebbero avvenire già entro fine 2026.

Non solo vendite sotto alle aspettative tra le motivazioni

Con la presentazione del Cybertruck a novembre 2019, Tesla ha ottenuto un forte impatto mediatico ma i dati commerciali non hanno poi rispecchiato le previsioni: a fronte di stime iniziali che parlavano di 250.000 unità all’anno, le consegne totali (dal 2023 a oggi) sono di circa 71.000 esemplari.

Sul fronte commerciale, i quattro anni intercorsi tra presentazione e prime consegne hanno portato a un sensibile aumento dei listini rispetto alle promesse iniziali: a fronte di un prezzo di partenza pari a 39.900 dollari previsto in origine, la versione base è arrivata sul mercato a 59.900 dollari.

Le varie mosse messe in atto da Musk e soci per stimolare la domanda, come l’introduzione di una variante a trazione posteriore (nel 2025 ma ritirata pochi mesi dopo) e l’introduzione della versione dual-motor (quest’estate), non sono bastate a “salvare la patria”.

A questi fattori si sono aggiunti altri problemi come i costi d’assemblaggio elevati per la struttura in acciaio inossidabile, problemi di controllo qualità e diversi richiami tecnici che hanno svelato tutte le criticità del progetto.

Tesla sempre più orientata verso la mobilità autonoma e condivisa

La cancellazione del Cybertruck si inserisce in un generale snellimento del catalogo Tesla, che a inizio 2026 ha salutato due modelli storici come Model S e Model X, e le prossime mosse saranno volte a far sì che l’offerta verta meno sui modelli “a vendita diretta” e più sui servizi di mobilità del futuro.

La priorità di Musk e soci è chiaramente incentrata sulla guida autonoma e sulla creazione di una rete di Cybercab on-demand: nella vision sul lungo periodo dell’azienda, l’uso di veicoli autonomi condivisi è destinato a prevalere sulla vendita di auto a privati.

Mantenere in vita linee produttive complesse e poco redditizie come quella del Cybertruck diventa quindi non sostenibile e quasi in contrasto con l’obiettivo finale dell’azienda: la Gigafactory in Texas sarà quindi la casa del Cybercab dalla seconda metà del 2027.

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