Dacia riporta in Europa la produzione della propria elettrica economica, spostandola dalla Cina alla Slovenia con una nuova generazione completamente ridisegnata. Il cambiamento più importante, però, non riguarda solo la geografia della fabbrica: la nuova Spring infatti cresce nelle dimensioni, guadagna autonomia e porta finalmente in gamma un caricatore rapido opzionale, restando fedele allo spirito di partenza del modello, quello di un’elettrica pensata per l’uso quotidiano in città più che per i lunghi viaggi.

Non è la prima volta che accade, visto che la Spring, di cui avevamo già raccontato l’evoluzione nel 2024, ne aveva già ricevuti diversi negli anni, senza però riuscire a nascondere le proprie origini, condivise con la Renault Kwid, un’utilitaria economica a benzina pensata per il mercato indiano.

La nuova Spring condivide invece la piattaforma con la nuova Renault Twingo E-Tech, prodotta anch’essa in Slovenia dal 2026, ma punta a un design più squadrato e serio, ben diverso dal taglio giocoso della cugina francese.

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Le specifiche tecniche, quasi identiche alla Twingo

Le specifiche della Spring assomigliano molto a quelle della Renault: entrambe montano un singolo motore anteriore da circa 80 cavalli e 175 Nm di coppia, e attingono dalla stessa batteria da 27,5 kWh. Dacia conferma la chimica LFP del pacco batteria e precisa che la capacità dichiarata corrisponde a quella effettivamente utilizzabile. La Spring raggiunge fino a 250 km nel ciclo WLTP, leggermente indietro rispetto ai 263 km della Twingo, sempre che si riesca a rispettare il consumo dichiarato di 12,7 kWh ogni 100 km.

L’accelerazione da fermo a 100 km/h richiede 12,1 secondi, con una velocità massima di 130 km/h: numeri tutt’altro che brillanti, ma Dacia fa notare che i proprietari della Spring attuale percorrono in media appena 34 km al giorno, usando l’auto soprattutto in città, con il 75% delle ricariche effettuate direttamente a casa.

Utilizzando una wallbox domestica da 7 kW, il caricatore di bordo standard da 6,6 kW impiega 2 ore e 55 minuti per portare la batteria dal 15 all’80%; il caricatore opzionale da 11 kW riduce questo tempo a 1 ora e 55 minuti, se collegato a una wallbox trifase abbastanza potente. Come già sul modello precedente, il caricatore rapido in corrente continua non è di serie: viene abbinato al caricatore AC più potente, e pur fermandosi a un massimo di 50 kW, tutt’altro che elevato per gli standard attuali, riesce comunque a portare la batteria dal 15 all’80% in 28 minuti.

Due allestimenti, con e senza schermo centrale

L’allestimento base Expression offre climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori, un display digitale da sette pollici per la strumentazione e un sistema multimediale basato sullo smartphone, senza alcuno schermo centrale. L’allestimento Journey aggiunge invece un touchscreen da 10,1 pollici con Apple CarPlay e Android Auto wireless, telecamera per la retromarcia e apertura senza chiavi.

Con una lunghezza di 3,85 metri, la nuova Spring è 15 cm più lunga rispetto al modello uscente, oltre a essere 18 cm più larga, il che la fa apparire molto più solida su strada e decisamente meno simile a una kei car alta e stretta come sembrava in passato.

Dacia dichiara di aver sviluppato la nuova Spring in meno di due anni; condividere la piattaforma con la Twingo aiuta a contenere sia i costi sia i tempi di sviluppo, dando all’azienda una possibilità concreta di competere sul valore percepito contro le rivali cinesi. Anche la produzione europea potrebbe convincere più acquirenti, soprattutto perché scegliere questa vettura non significa dover pagare un sovrapprezzo significativo rispetto alla concorrenza asiatica.

Prezzo e disponibilità

In Italia la nuova Spring parte da 17.900 euro, e anche l’allestimento Journey, meglio equipaggiato, non supera i 20.000 euro; una cifra praticamente identica al modello uscente prodotto in Cina, con la differenza che ora si tratta di un’auto completamente nuova e realizzata in Europa, con specifiche superiori rispetto a prima.