La fine dei Mac con processore Intel si avvicina sempre di più, anche sul fronte delle applicazioni compatibili. Apple ha infatti modificato le regole del Mac App Store, permettendo agli sviluppatori di distribuire app compatibili esclusivamente con i computer dotati di chip Apple Silicon, a patto che richiedano macOS 13 o una versione successiva.

Fino ad oggi, le applicazioni universali destinate al Mac App Store dovevano sottostare ad un obbligo ben preciso, ossia mantenere la compatibilità sia con i processori Intel sia con i chip Apple Silicon. Il nuovo regolamento dell’App Store elimina questo vincolo e lascia agli sviluppatori la scelta di abbandonare l’architettura x86 e concentrarsi esclusivamente su arm64.

In questo modo si avvicina sempre di più la fine del supporto di Apple ai suoi computer e notebook dotati di processore Intel, ma questa modifica potrebbe avere effetti concreti anche per i consumatori. Un’app pensata soltanto per Apple Silicon non deve infatti includere il codice necessario per funzionare sui Mac con Intel, con la conseguenza di poter ridurre sia le dimensioni del download sia lo spazio occupato sul dispositivo.

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Si elimina l’obbligo, ma la scelta resta degli sviluppatori

Apple ha comunicato la novità a tutti gli sviluppatori spiegando che rendere un’applicazione compatibile soltanto con i chip Apple Silicon è un’operazione abbastanza semplice. È sufficiente modificare le impostazioni di compilazione dell’applicazione selezionando arm64 come unica architettura supportata, ricompilare l’applicazione e inviare la nuova versione al Mac App Store.

È bene precisare che, sebbene Apple stia rimuovendo il vincolo che imponeva di mantenere il supporto ai Mac Intel, non si tratta di un obbligo. Chi lo riterrà ancora necessario potrà quindi continuare a distribuire applicazioni universalmente compatibili, mentre gli altri sviluppatori potranno scegliere di puntare esclusivamente sui computer con chip Apple Silicon.

Per i consumatori i cambiamenti non saranno troppo evidenti: le applicazioni già installate continueranno a funzionare correttamente anche sui Mac Intel e sarà possibile continuare a utilizzare l’ultima versione compatibile con il proprio dispositivo. Il problema potrebbe arrivare con i futuri aggiornamenti delle singole applicazioni, nel caso in cui gli sviluppatori decidano di passare definitivamente ad arm64.

La decisione di Apple arriva in un momento tutt’altro che casuale, dato che già con macOS 27 Golden Gate verrà completato il progressivo abbandono dell’architettura Intel, iniziato nel 2020 con il debutto dei primi Mac equipaggiati con Apple Silicon. Negli ultimi anni l’azienda ha ridotto gradualmente il numero di Mac Intel compatibili con le nuove versioni del sistema operativo, fino ad arrivare all’esclusione completa con l’ultimo rilascio, ed ora la stessa transizione inizia a riflettersi anche sul software.

Anche lo sviluppo di Rosetta 2, il sistema che permette ai Mac con chip Apple Silicon di eseguire applicazioni sviluppate per Intel, verrà interrotto dopo macOS 27, mantenendo però alcune eccezioni. Per i possessori di un Mac Intel, quindi, non si tratta di un abbandono immediato e definitivo, ma con il passare del tempo sarà sempre più necessario valutare il passaggio ad un modello più recente.