Per alcune ore Telegram è scomparso dall’App Store in diversi Paesi, generando dubbi e numerose speculazioni tra gli utenti. La situazione si è però risolta rapidamente: l’app di messaggistica è stata ripristinata dopo un intervento del team di sviluppo e, nel frattempo, Apple ha chiarito ufficialmente le ragioni che avevano portato alla sua temporanea rimozione.
La vicenda si è conclusa nel giro di poche ore, ma rappresenta un nuovo esempio di come Apple intervenga quando ritiene che un’applicazione distribuita attraverso il proprio store violi le linee guida relative alla sicurezza degli utenti.
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Telegram è stato rimosso dall’App Store per la presenza di materiale pedopornografico
Dopo le prime segnalazioni della scomparsa dell’applicazione dall’App Store, inizialmente non erano disponibili spiegazioni ufficiali né da parte di Apple né da parte di Telegram. Successivamente, Apple ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha confermato di aver temporaneamente rimosso Telegram dall’App Store dopo aver individuato contenuti che violavano le proprie rigide linee guida in materia di materiale pedopornografico.
Secondo quanto spiegato dall’azienda di Cupertino, la rimozione è stata una misura temporanea adottata in seguito a una verifica interna; Apple ha inoltre precisato che l’app è tornata disponibile poco dopo perché lo sviluppatore è intervenuto rapidamente eliminando i contenuti segnalati e bloccando l’account responsabile della loro pubblicazione. La rapidità con cui la situazione è stata risolta ha quindi consentito il ritorno dell’app sullo store senza ulteriori conseguenze per gli utenti.
Pochi minuti prima della dichiarazione ufficiale di Apple, l’account di Telegram aveva pubblicato un breve messaggio su X con un tono ironico, scrivendo “Le notizie sulla mia morte sono molto esagerate“. In quel momento però, non era stato ancora chiarito il motivo della rimozione e la piattaforma non aveva fornito spiegazioni sull’accaduto.
La successiva comunicazione di Apple ha quindi chiarito definitivamente la vicenda, mentre Telegram, almeno per il momento, non ha rilasciato ulteriori commenti ufficiali sulle motivazioni indicate dall’azienda.
Durante il periodo in cui Telegram non compariva più nei risultati di ricerca dell’App Store, gli utenti che avevano già installato l’applicazione hanno continuato a utilizzarla normalmente; la rimozione ha riguardato esclusivamente la possibilità di scaricare nuovamente l’app o installarla per la prima volta sui dispositivi iPhone e iPad.
Nel frattempo, Telegram è rimasta disponibile sul Mac App Store, mentre non risultavano limitazioni per la versione Android distribuita attraverso il Google Play Store.
Quello appena avvenuto non rappresenta un caso isolato nella storia dell’applicazione, già nel 2018 Apple aveva temporaneamente rimosso Telegram dall’App Store dopo aver individuato contenuti ritenuti inappropriati; in quell’occasione il fondatore Pavel Durov spiegò che Apple aveva segnalato la presenza dei contenuti, spingendo Telegram a introdurre ulteriori misure di moderazione prima del ritorno sullo store.
Negli anni successivi la piattaforma è stata inoltre coinvolta in altre vicende legate alla moderazione dei contenuti e alle richieste delle autorità locali, nel 2023 ad esempio, il servizio è stato temporaneamente bloccato in Brasile per non aver fornito informazioni richieste dalle autorità nell’ambito di un’indagine su gruppi accusati di incitare alla violenza nelle scuole.
Nel 2024 invece, Telegram è stata rimossa dall’App Store cinese insieme ad altre applicazioni di messaggistica come WhatsApp, Threads e Signal, in seguito a un ordine dell’autorità di regolamentazione locale, una decisione che risulta tuttora in vigore.
L’episodio delle ultime ore si è comunque concluso rapidamente grazie all’intervento dello sviluppatore, consentendo agli utenti di scaricare nuovamente Telegram dall’App Store senza dover attendere tempi prolungati.
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