La crisi delle memorie continua a mietere vittime e a costringere i produttori di hardware a soluzioni che fino a pochi mesi fa sarebbero sembrate impensabili.

Secondo un report cinese ripreso da ITHome, Intel starebbe riavviando la produzione di processori di vecchia generazione compatibili con le memorie DDR4, dalla 10a generazione fino alla 14a, in risposta al caro-prezzi che ha reso le DDR5 proibitive per chi vuole assemblare un PC da gaming a un costo ragionevole.

La mossa arriva in un contesto che su queste pagine seguiamo e vi raccontiamo da mesi. A maggio avevamo raccontato delle schede madri ibride DDR4/DDR5 di ASRock, che con le H610M Combo puntavano proprio su questa doppia compatibilità per dare una via d’uscita agli utenti bloccati dai prezzi alle stelle delle DDR5. La previsione di SK Hynix è che lo shortage si protrarrà fino al 2028, e Tim Sweeney di Epic Games aveva avvertito a novembre che il gaming di fascia alta sarebbe entrato in una fase particolarmente difficile. Ora Intel risponde con la sua versione della retromarcia.

AMD aveva già aperto la strada qualche mese fa con la reintroduzione del Ryzen 7 5800X3D, CPU compatibile con le DDR4 su socket AM4, accolta positivamente dal mercato proprio per la sua capacità di offrire prestazioni gaming di alto livello senza richiedere l’acquisto di costose memorie DDR5.

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Le generazioni interessate: meglio la 12a, 13a e 14a

Il report indica che Intel aumenterà significativamente la disponibilità di CPU dalla 10a alla 14a generazione. Va detto però che non tutte le generazioni meritano la stessa attenzione. I processori 10a generazione risalgono al 2019 e, nonostante possano tornare in abbondante disponibilità e a prezzi stracciati, oggi un chip di quell’era fatica anche contro budget CPU moderne.

La situazione invece sembra essere diversa per la 12a, 13a e 14a generazione: questi processori, soprattutto i modelli di punta della 13a e 14a, restano competitivi sia nel gaming che nei carichi di lavoro generici, e abbinati a RAM DDR4 veloci possono ancora offrire ottime prestazioni.

Va ricordato che le CPU Intel dalla 12a alla 14a generazione su socket LGA 1700 supportano nativamente sia DDR4 che DDR5, una caratteristica unica nel panorama desktop che ora torna utile in modo inaspettato. Come avevamo analizzato nel nostro confronto DDR5 vs DDR4, la differenza prestazionale nel gaming tra i due standard non è sempre abissale, rendendo le DDR4 una scelta ancora difendibile quando il risparmio è significativo.

intel

Intel non è sola nella spirale dei rincari

La mossa di Intel arriva in un momento in cui l’azienda stessa ha dovuto aumentare i prezzi di alcuni dei suoi migliori processori, tra cui le nuove CPU Arrow Lake Refresh, senza miglioramenti di performance che giustifichino l’incremento. Non si tratta di un caso isolato ovviamente: Microsoft ha aumentato i prezzi delle console Xbox, Valve ha avvertito che i prezzi della Steam Machine non scenderanno a breve causa shortage, e Apple ha già rivisto al rialzo quasi il suo intero listino prezzo, tranne iPhone, dandoci la prova più concreta della crisi ormai denominata RAMAgeddon.

La carenza sta spingendo HP, Dell, Acer e ASUS a valutare memorie prodotte in Cina, in particolare i moduli DDR5 di ChangXin Memory Technologies, nel tentativo di aggirare la stretta sui costi senza trasferirla interamente sul consumatore finale.

In questo scenario, la scelta di Intel di aumentare la disponibilità di CPU DDR4-compatibili rappresenta forse la risposta più pragmatica possibile nell’immediato; anche se è bene specificare che non si tratta di una soluzione definitiva, ma comunque è un modo per dare agli utenti più opzioni in un mercato dove le opzioni accessibili si stanno riducendo sempre di più.