Dopo giorni di indiscrezioni e ipotesi che sembravano ormai convergere verso una finestra di lancio fissata al 13 maggio, arrivano nuove informazioni che cambiano (ancora una volta) le carte in tavola per il programma Starship. Il dodicesimo volo di prova del gigantesco sistema di lancio sviluppato da SpaceX infatti, sarebbe ora previsto non prima del 16 maggio, secondo quando emerso da aggiornamenti della Guardia Costiera statunitense.

Una tempistica che, come spesso accade quando si parla di sviluppo di tecnologie così complesse, resta comunque indicativa e soggetta a possibili ulteriori variazioni, soprattutto considerando che ci troviamo di fronte a hardware di nuova generazione e a una fase particolarmente delicata del programma.

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Slitta la possibile data del dodicesimo volo di Starship

Questo dodicesimo lancio, noto anche come Flight 12, non è un semplice step incrementale, ma rappresenta a tutti gli effetti l’inizio della cosiddetta terza generazione di Starship, con una serie di cambiamenti che puntano a migliorare prestazioni, affidabilità e, non da ultimo, la semplicità progettuale.

Tra le novità più rilevanti troviamo l’introduzione dei nuovi motori Raptor 3, che verranno utilizzati sia sul primo stadio (Super Heavy) sia sul secondo stadio, segnando un’evoluzione importante rispetto alle versioni precedenti. Cambia anche il design del booster, le alette aerodinamiche passano da quattro a tre, una scelta che consente di ridurre massa e complessità, anche se implica modifiche al sistema di recupero tramite la torre Mechazilla.

Non meno importante è il debutto del Pad 2 di Starbase, in Texas, che verrà utilizzato per questo lancio mentre il Pad 1 è attualmente in fase di aggiornamento; un dettaglio che evidenzia come SpaceX stia parallelamente lavorando anche all’infrastruttura di terra, elemento fondamentale per aumentare la cadenza dei lanci nel prossimo futuro.

Il rinvio al 16 maggio, come spesso accade, non è casuale ma si inserisce in una tabella di marcia che prevede ancora diversi passaggi tecnici prima del via libera definitivo. Negli ultimi giorni, ad esempio, il Super Heavy Booster 19 è stato trasportato verso il pad di lancio per un nuovo static fire, dopo i test già effettuati tra fine marzo e metà aprile.

Parallelamente, continuano le attività sulla Ship 39, che sarà protagonista del volo, mentre si lavora già anche su Ship 40 (destinata al successivo Flight 13) con test criogenici già eseguiti in vista dell’assemblaggio finale.

La sequenza operativa dovrebbe includere, salvo cambiamenti, una nuova accensione statica del booster, seguita da un Wet Dress Rehearsal completo (quindi con rifornimento e simulazione del conto alla rovescia) e infine il lancio vero e proprio. Come già anticipato in precedenza, per questa missione non è previsto il recupero né del primo né del secondo stadio, entrambe le sezioni verranno fatte ammarare in modo controllato, rispettivamente nel Golfo del Messico e nell’Oceano indiano.

Guardando un po’ più avanti, il successo di Flight 12 sarà determinante per definire i prossimi passi del programma. Se tutto dovesse procedere secondo i piani (ipotesi tutt’altro che scontata, vista la natura sperimentale del sistema) il tredicesimo volo potrebbe introdurre il recupero del booster Super Heavy, mentre il secondo stadio continuerebbe a effettuare ammaraggi controllati.

Solo successivamente, come dichiarato da Elon Musk, si potrebbe arrivare a una vera e propria missione orbitale completa, con partenza e ritorno in Texas e cattura al volo tramite la torre Mechazilla, uno degli elementi più iconici e ambiziosi dell’intero progetto.

Il tutto si inserisce, ovviamente, nel contesto più ampio delle missioni lunari del programma Artemis, dove Starship, nella variante HLS, giocherà un ruolo chiave già a partire da Artemis III, con ulteriori sviluppo previsti per Artemis IV.

Come sempre quando si parla di Starship, è bene sottolineare che i piani possono cambiare rapidamente e che molte delle informazioni attuali restano legate a indicazioni preliminari. Le incognite non mancano, sia dal punto di vista tecnico sia operativo, e ulteriori rinvii non possono essere esclusi.

Allo stesso tempo però, è difficile non notare i progressi compiuti da SpaceX negli ultimi mesi: tra nuovi motori, aggiornamenti strutturali e infrastrutture in evoluzione, il programma sta entrando in una fase sempre più matura.

Non ci resta che attendere ancora qualche giorno per vedere se il 16 maggio sarà davvero la data buona, oppure l’ennesimo step di un percorso che, come ormai sappiamo bene, è tutt’altro che lineare.