Dopo mesi complessi sul fronte finanziario e societario, iRobot apre ufficialmente un nuovo capitolo della propria storia; l’azienda statunitense, tra i nomi più noti nel settore della robotica di consumo, ha annunciato il completamento della transazione strategica con Shenzhen PICEA Robotics Co. Ltd. e Santrum Hong Kong Co., Limited, che porta Picea ad acquisire il 100% delle partecipazioni azionarie di iRobot.

La chiusura dell’operazione segna anche l’uscita formale di iRobot dal processo preconfezionato di Chapter 11, consentendo alla società di ripartire con una base più solida e con maggiori margini di manovra per investire nello sviluppo della prossima generazione di dispositivi per la casa intelligente.

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Un passaggio di proprietà che punta alla continuità operativa per iRobot

Come sottolineato nel comunicato ufficiale, Picea non è un soggetto nuovo per iRobot, l’azienda cinese vanta infatti un rapporto di lunga data con il produttore americano, avendo ricoperto in passato il ruolo di principale produttore a contratto e finanziatore garantito.

Durante la fase di ristrutturazione, Picea ha fornito liquidità e supporto operativo essenziali, contribuendo a garantire la continuità delle attività per clienti, dipendenti, fornitori e partner globali. Un elemento tutt’altro che secondario, soprattutto in un momento delicato come quello attraversato da iRobot negli ultimi anni.

Gary Cohen, Amministratore delegato di iRobot, ha parlato apertamente di un periodo cruciale per l’azienda, evidenziando la resilienza del team e ribadendo la volontà di proseguire nel solco storico del brand: prodotti affidabili, attenzione ai clienti e un forte impegno sulla protezione dei dati.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione riguarda proprio la governance dei dati, tema particolarmente sensibile quando si parla di dispositivi connessi per la casa; nell’ambito del piano di ristrutturazione, iRobot ha introdotto una serie di misure strutturali, legali e di sicurezza pensate per proteggere i dati dei consumatori negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Il punto chiave è la creazione di una sussidiaria statunitense separata, denominata iRobot Safe Corporation, che sarà indipendente e focalizzata esclusivamente sulla protezione dei dati dei consumatori statunitensi. Questa entità avrà un consiglio di amministrazione composto da cittadini USA, un Responsabile della Sicurezza dei Dati indipendente con pieni poteri in materia di protezione e un CEO dedicato, tutti soggetti a rigorosi requisiti di idoneità.

L’obbiettivo è mantenere una netta separazione tra la proprietà non statunitense di iRobot e i dati dei consumatori, offrendo garanzie concrete a regolatori, partner e utenti finali sulla trasparenza ed efficacia del framework di protezione adottato.

Nonostante il cambio di proprietà, iRobot continuerà a operare come azienda globale di robotica per i consumatori con sede negli Stati Uniti; la sede centrale resterà a Bedford, Massachusetts, così come le principali funzioni di ingegneria, sviluppo prodotto, marketing e gestione aziendale, che rimarranno ancorate al territorio statunitense.

A seguito dell’operazione, iRobot diventa una società privata interamente controllata da Picea, ma con una strategia che guarda al lungo periodo; l’azienda intende proseguire sul fronte dell’innovazione, puntando su robotica affidabile, dispositivi per la smart home, miglioramento dell’esperienza utente e sviluppo di nuovi prodotti, il tutto accompagnato da misure di protezione dei dati pensate per i mercati statunitensi e internazionali.

Per tutti coloro che hanno seguito con attenzione le difficoltà attraversate da iRobot negli ultimi tempi, questa operazione rappresenta dunque un passaggio cruciale per capire se e come il marchio riuscirà a rilanciarsi in un settore sempre più competitivo; bisognerà attendere per vedere i primi risultati concreti, ma le premesse, almeno sulla carta, indicano una ripartenza strutturata e più consapevole rispetto al passato.