L’annuncio è arrivato in modo piuttosto improvviso con un apposito comunicato stampa, ma è di quelli destinati a fare discutere a lungo: Blue Origin ha ufficialmente presentato TeraWave, una nuova rete di comunicazioni satellitari progettata per offrire velocità di trasmissione dati fino a 6 Tbps in qualsiasi punto della Terra, puntando in modo deciso sul mercato aziendale, dei data center e delle infrastrutture governative.
Si tratta di un progetto ambizioso, che segna l’ingresso diretto dell’azienda spaziale fondata da Jeff Bezos nel segmento delle megacostellazioni per la connettività globale, ma con un approccio profondamente diverso rispetto a soluzioni più orientate al pubblico consumer, come Starlink.
Indice:
- Una rete pensata per le operazioni critiche
- Architettura multiorbitale
- Integrazione con la fibra e resilienza della rete
- TeraWave non è per i consumatori, ma per il mercato enterprise
- Il confronto con Amazon e Starlink
- Tempistiche e sfide operative
- Una nuova divisione per un progetto ambizioso
- TeraWave è una scommessa con una posta in gioco altissima
Una rete pensata per le operazioni critiche
Secondo quanto comunicato da Blue Origin, TeraWave è stata progettata appositamente per servire decine di migliaia di utenti di livello enterprise, tra cui aziende, data center e organizzazioni governative che necessitano di connessioni estremamente affidabili, simmetriche e scalabili per operazioni considerate critiche.
L’obbiettivo dichiarato è quello di rispondere a esigenze oggi ancora parzialmente insoddisfatte, come throughput molto elevato, velocità di upload e download simmetriche, maggiore ridondanza dei collegamenti e rapida scalabilità su scala globale.
Un insieme di requisiti che si allinea perfettamente con le necessità crescenti legate, tra le altre cose, ai data center per l’intelligenza artificiale e allo spostamento di grandi quantità di dati in tempo reale.
Architettura multiorbitale
Dal punto di vista tecnico, l’architettura di TeraWave è particolarmente articolata, la costellazione sarà composta da 5.408 satelliti interconnessi otticamente, distribuiti tra orbita terrestre bassa (LEO) e orbita terrestre media (MEO); nel dettaglio:
- 5.280 satelliti in orbita LEO forniranno connettività tramite collegamenti radio, reggiungendo velocità fino a 144 Gbps attraverso lo spettro in banda Q/V
- 128 satelliti in orbita MEO saranno invece dedicati ai collegamenti ottici, consentendo di arrivare a velocità complessive fino a 6 Tbps
Questo design multiorbitale permette di creare collegamenti ad altissima velocità tra hub globali, garantendo al tempo stesso connessioni multigigabit distribuite anche in arre remote, rurali e suburbane, dove la posa di nuovi cavi in fibra ottica risulta costosa, lenta o tecnicamente complessa.

Integrazione con la fibra e resilienza della rete
Uno degli aspetti chiave di TeraWave è la sua capacità di integrarsi con le infrastrutture in fibra ad alta capacità già esistenti, fungendo non solo da alternativa, ma anche da ulteriore livello di diversificazione dei percorsi di rete.
I terminali utente e i gateway di livello enterprise potranno essere implementati rapidamente in tutto il mondo, migliorando la resilienza complessiva della rete e offrendo connettività di backup in caso di interruzioni.
A sottolineare questo punto è stato Dave Limp, amministratore delegato di Blue Origin, che ha evidenziato come TeraWave sia pensata per garantire affidabilità e continuità operativa, mantenendo attive le operazioni critiche anche in scenari complessi.
TeraWave non è per i consumatori, ma per il mercato enterprise
A differenza di altre megacostellazioni, TeraWave non sarà rivolta ai consumatori e non cercherà di offrire comunicazioni dirette agli smartphone o ai dispositivi mobili; la strategia è puntare esclusivamente su clienti enterprise, consentendo loro di scegliere la velocità di trasmissione, la presenza fisica, e la tipologia di connessione (punto-punto o accesso internet di livello aziendale) in base alle esigenze operative specifiche.
Una scelta che potrebbe rivelarsi particolarmente oculata, considerando la crescente domanda di connettività ad altissime prestazioni da parte di settori industriali e tecnologici avanzati.
Il confronto con Amazon e Starlink
L’annuncio di TeraWave ha sorpreso anche per un altro motivo, Amazon, altra azienda fondata da Jeff Bezos, sta già lavorando da oltre cinque anni alla propria megacostellazione nota come Amazon Leo, autorizzata a dispiegare 3.236 satelliti in orbita LEO.
Amazon Leo è pensata per competere direttamente con Starlink, anche sul fronte consumer, mentre TeraWave si posiziona su un livello completamente diverso, rivolgendosi a clienti di altissimo valore. Secondo alcune fonti, in futuro non è escluso che alcuni elementi di Amazon Leo, TeraWave e persino dei data center orbitali possano essere combinati, anche se al momento non è chiaro in che modo.
Tempistiche e sfide operative
Secondo il comunicato ufficiale, il dispiegamento della costellazione TeraWave inizierà nel quarto trimestre del 2027, una tempistica che rappresenta una sfida significativa, soprattutto considerando che Blue Origin dovrà completare lo sviluppo dei satelliti, aumentare la cadenza di lancio del razzo New Glenn, e gestire contemporaneamente numerosi altri progetti già in corso.
Il New Glenn ha volato due volte, con un atterraggio riuscito della prima fase a novembre, ma ci sono già numerosi clienti in attesa, inclusi decine di lanci destinati proprio ad Amazon Leo; non a caso, a causa dei ritardi accumulati, Amazon ha già dovuto affidare alcune missioni al Falcon 9 di SpaceX.
Una nuova divisione per un progetto ambizioso
TeraWave rientra tra le prime imprese della nuova divisione di Blue Origin chiamata Emerging Systems, pensata come una nuova iniziativa strategica per guidare l’innovazione nelle tecnologie aerospaziali avanzate.
La divisione è guidata da Lindo St. Angel, ingegnere elettrico entrato in Blue Origin a novembre dopo quindici anni di esperienza in Amazon; un segnale ulteriore di quanto l’azienda stia puntando seriamente su questo progetto, nonostante le preoccupazioni del settore legate alla quantità di iniziative già in corso.
TeraWave è una scommessa con una posta in gioco altissima
In definitiva, TeraWave rappresenta una delle scommesse più ambiziose mai annunciate da Blue Origin, sia per la scala del progetto sia per il segmento di mercato scelto. Con velocità teoriche fino a 6 Tbps la rete potrebbe supportare anche streaming massivo di contenuti ad altissima definizione, oltre a operazioni di trasferimento dati su larga scala.
Resta ora da capire se Blue Origin riuscirà a mantenere le tempistiche annunciate e a gestire un carico progettuale così elevato; tuttavia, il progetto promette di diventare uno degli elementi più interessanti, e strategicamente rilevanti, del panorama della connettività satellitare dei prossimi anni.
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