La corsa globale all’intelligenza artificiale continua ad accelerare e, ancora una volta, la sfida più importante sembra essere quella tra Stati Uniti e Cina. Nelle ultime ore è emerso un nuovo botta e risposta che potrebbe offrire un’interessante anticipazione su ciò che ci aspetta nei prossimi mesi: secondo Jie Tang, fondatore della startup cinese Z.ai, il suo Paese sarebbe ormai molto vicino a sviluppare un modello IA in grado di competere direttamente con Fable 5, l’ultima e più avanzata proposta pubblica di Anthropic.
Le dichiarazioni arrivano in risposta a un commento di Elon Musk e contribuiscono ad alimentare ulteriormente il dibattito sul rapido progresso dell’ecosistema cinese dell’intelligenza artificiale.
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L’intelligenza artificiale cinese Z.ai potrebbe diventare un nome sempre più importante
Tutto nasce da una discussione pubblicata su X, il social network di proprietà di Elon Musk. L’imprenditore aveva affermato che un modello cinese capace di rivaleggiare con Fable 5 sarebbe probabilmente arrivato nel primo trimestre del prossimo anno.
Una previsione che non ha convinto Jie Tang, fondatore e CEO di Z.ai, società precedentemente conosciuta come Zhipu AI e considerata una delle realtà più importanti dell’intelligenza artificiale cinese; la sua risposta è stata breve ma estremamente significativa, secondo il manager infatti, non ci vorrà così tanto.
Una dichiarazione che lascia intendere come l’azienda stia lavorando a un modello di frontiera particolarmente avanzato e che il lancio potrebbe avvenire molto prima di quanto ipotizzato da Musk.
Se nel mondo occidentale il nome di Jie Tang non è ancora particolarmente noto, in Cina la sua azienda rappresenta una delle stratup IA più promettenti del settore.
Z.ai ha recentemente presentato GLM-5.2, un nuovo modello rilasciato il 16 giugno 2026 che, secondo i benchmark citati dall’azienda, sarebbe in grado di offrire prestazioni molto vicine a quelle dei modelli Opus 4.7 e Opus 4.8 di Anthropic; non solo, i test interni riportati suggeriscono anche risultati superiori rispetto a GPT-5.5 di OpenAI e Gemini 3.1 Pro di Google in diversi scenari.
Si tratta naturalmente di dati che andrebbero sempre interpretati con cautela, soprattutto quando provengono dai produttori, ma il messaggio è chiaro: la distanza tecnologica tra le principali aziende statunitensi e quelle cinesi continua a ridursi rapidamente.
A rendere ancora più interessante la situazione è il particolare contesto che circonda Fable 5. Anthropic ha presentato il nuovo modello il 10 giugno come la propria proposta pubblica più avanzata, una versione derivata dal più potente Mythos 5, inizialmente disponibile solo per una ristretta cerchia di utenti; tuttavia, appena pochi giorni dopo il debutto, il governo degli Stati Uniti ha introdotto restrizioni all’esportazione che hanno di fatto limitato l’accesso internazionale al modello.
La situazione ha spinto Anthropic a sospendere temporaneamente sia Fable 5 sia Mythos 5 al di fuori degli Stati Uniti, almeno fino alla risoluzione delle problematiche che avrebbero portato all’intervento delle autorità americane.
Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime settimane, al centro della vicenda vi sarebbe una presunta vulnerabilità individuata nei sistemi di sicurezza del modello; Anthropic ha però minimizzato la portata del problema, sostenendo che si tratti di una criticità limitata e non esclusiva delle proprie soluzioni.
Da anni Washington cerca di rallentare lo sviluppo dell’industria tecnologica cinese attraverso una serie di restrizioni che coinvolgono chip IA avanzati, strumenti per la produzione di semiconduttori e software per la progettazione dei processori.
Nonostante questi ostacoli, le aziende cinesi hanno continuato a compiere progressi significativi. L’esempio più noto resta DeepSeek, che tra la fine del 2024 e il 2025 ha attirato l’attenzione globale dimostrando come fosse possibile realizzare modelli estremamente competitivi anche con risorse inferiori rispetto ai colossi statunitensi.
Ora Z.ai sembra intenzionata a raccogliere quell’eredità e a spingersi ancora oltre, se le promesse di Jie Tang dovessero trasformarsi in realtà, nei prossimi mesi potremmo assistere all’arrivo di un nuovo modello IA cinese capace di competere direttamente con le migliori soluzioni sviluppate dagli Stati Uniti.
La sensazione è che la corsa all’intelligenza artificiale stia entrando in una fase sempre più intensa e che il vantaggio accumulato dai principali laboratori americani non possa più essere considerato inattaccabile. Gli utenti, dal canto loro, potrebbero beneficiare di una concorrenza sempre più accesa, con modelli più potenti, funzionalità innovative e una velocità di sviluppo che continua a sorprendere.
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