Gli Anker Soundcore AeroClip 2 sono l’evoluzione più netta della serie di auricolari open-ear a clip di Anker: chip AI Thus per la voce, sei sensori tra microfoni e conduzione ossea, ricarica wireless, IP57 e Bluetooth 6.0, a 179,99 euro contro i 129,99 della prima generazione. Però, a leggere la scheda, il driver da 12 mm e l’autonomia di 8 ore sono quelli di prima.
Li abbiamo usati per qualche settimana, tra chiamate in strada, ascolto in casa e lunghe ore di fila sulle orecchie, per capire se i 50 euro in più trovano una giustificazione oltre alla certificazione Guinness per la qualità vocale. Personalmente eravamo un po’ scettici sul fatto che un chip potesse cambiare l’uso quotidiano di un auricolare che non isola da nulla ma non è proprio così.
Indice:
- Confezione e design: comodi, ma senza ricambi in silicone
- Comandi e app: pulsanti fisici e un’app curata
- Audio: corposo, con i medi che restano indietro
- Microfoni e chiamate: il salto vero rispetto alla prima generazione
- Autonomia e resistenza: numeri invariati, protezione migliore
- Prezzo e disponibilità
- Conclusioni
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Confezione e design: comodi, ma senza ricambi in silicone
Partiamo da ciò che manca: nella scatola non ci sono più le due paia di supporti in silicone intercambiabili della prima generazione. Nella pratica il ponte è in silicone ad alta elasticità, dichiarato 35% più morbido e testato per oltre 10.000 piegamenti, con un filo di titanio a memoria di forma all’interno. Chi voleva cambiare gli accessori per trovare la misura giusta non ha più quella via. Sul resto c’è il cavo USB-C, che serve per la ricarica cablata, è un po’ corto ma con questo tipo di cuffie è normale.

Ogni auricolare pesa 6,2 g e misura 26,4 × 21,2 × 24,8 mm, contro i 6,4 g delle Sony LinkBuds Clip. La forma GoldenFit nasce da oltre 2.000 profili di orecchio reali e Anker dichiara che va bene al 99% degli utenti. Nell’uso la clip abbraccia il lobo senza stringere, ci si dimentica di averli addosso anche dopo molte ore e in movimento restano stabili. Sul comfort il giudizio è netto: eccellente.
Un difetto piccolo: gli auricolari hanno un verso preciso, sinistro e destro, a differenza degli Huawei FreeClip 2. Estrarli in fretta e indossarli dal lato giusto richiede un po’ di abitudine, ma dopo i primi giorni diventa un gesto quasi automatico. La custodia misura 51 × 27 × 44 mm e pesa 41,6 g, per 54 g in totale con gli auricolari dentro, e ora si ricarica anche su una base Qi. I colori sono quattro: Midnight Black, Cloud White, Mist Blue e Burgundy Red.

Comandi e app: pulsanti fisici e un’app curata
I controlli touch lasciano il posto a pulsanti fisici, che gestiscono fino a tre pressioni più la pressione lunga: play e pausa, cambio traccia, e con la tripla pressione la Nap Mode. Il volume si regola tenendo premuto per 2 secondi. Nella pratica sono più precisi e non partono per sbaglio quando ci si sistema gli occhiali. Il problema arriva quando si preme: l’auricolare si sposta leggermente nell’orecchio. Personalmente ci abbiamo fatto l’abitudine, ma è questione di gusti.
























L’app Soundcore è gratuita su App Store e Google Play, completamente in italiano, ben fatta e completa. Offre HearID con sei preset, un equalizzatore a 8 bande, la doppia connessione su due dispositivi, la modalità a bassa latenza, il bilanciamento L/R e la Modalità Riposo con rumore bianco. Ci sono anche Trova dispositivo, lo spegnimento automatico regolabile da 30 minuti a 5 ore e l’avviso di batteria scarica.
Audio: corposo, con i medi che restano indietro
Il driver da 12 mm a doppio magnete è lo stesso della prima generazione e supporta LDAC, AAC e SBC. È un vantaggio concreto sui rivali: Sony LinkBuds Clip ha un driver da 5,9 mm e nessun codec Hi-Res, JBL Soundgear Clips ne ha uno da 11 mm e nemmeno lei supporta LDAC. Il suono è corposo, con bassi soddisfacenti per la categoria, un kick preciso e un palcoscenico ampio.
Il difetto sono i medi, che perdono presenza: le voci restano un po’ arretrate, e risulta un po’ fastidioso ascoltando podcast o musica cantata. Gli alti sono ben controllati. Il preset Firma Anker è il più equilibrato, mentre Bassi potenziati funziona con pop, elettronica e rap. L’audio spaziale è piacevole ma non convince sul piano della spazialità reale, e Bose Ultra Open Earbuds, con il suo Immersive Audio, resta più credibile su questo fronte.

Come in ogni open-ear, a volume alto il suono si disperde e chi è vicino lo sente. Non c’è ANC, e non deve esserci: chi cerca silenzio in treno o in aereo deve scegliere altro, per esempio le cuffie Space 2 Pro da 199,99 euro. Per la musica in mezzo al mondo, buoni ma non al vertice.
Microfoni e chiamate: il salto vero rispetto alla prima generazione
È qui che si vede il cambio più grande. Il chip Thus, 150 volte più potente in calcolo della generazione precedente, lavora con quattro microfoni MEMS e due sensori a conduzione ossea. La prima generazione aveva quattro microfoni e nessun chip dedicato. Anker dichiara che la voce viene estratta anche sopra gli 80 dB, e la Whisper Mode mantiene il parlato intelligibile anche sussurrando. Il Guinness World Record per il G-MOS, certificato il 31 agosto 2026, è un dato del produttore.
Nella pratica, in chiamata la voce è molto comprensibile e i rumori di fondo sono ridotti in modo eccezionale. Sono un gradino sotto i Liberty 5 Pro, ma restano tra i migliori della categoria a clip. Si sente un leggero effetto compresso e qualche sibilante non gestita bene.

Chi vuole anche registrare le conversazioni dovrà guardare l’altra versione: l’AeroClip 2 Pro, prevista per gennaio 2027, porta registrazione con un tap, note vocali on-device e fino a 8 ore di archiviazione locale. Nel modello standard la registrazione passa dall’app. Per chi telefona molto, il miglior motivo per comprarli.
Autonomia e resistenza: numeri invariati, protezione migliore
Le cifre dichiarate sono 8 ore di musica e 5 in chiamata per carica, che salgono a 32 e 20 ore con la custodia. Sono valori pressoché identici alla prima generazione. Le batterie sono da 62 mAh per auricolare e 580 mAh in totale. Le Sony LinkBuds Clip dichiara 9 ore e 37 con custodia, Bose Ultra Open 7,5 ore e 48, JBL Soundgear Clips 8 ore e 32, come queste.
La ricarica rapida è migliorata: 10 minuti danno 4 ore di ascolto, contro le 3 della prima generazione e le 2 dei Bose. Da scarichi servono 1,5 ore per gli auricolari e 2 per la custodia, che si può alimentare anche via USB-C. JBL promette le stesse 4 ore, ma chiede 15 minuti, mentre Sony ne dà 1 in 3 minuti. Sulla ricarica veloce, promossi.

La resistenza passa da IP55 a IP57 e il Bluetooth è il 6.0, contro il 5.4 della prima generazione e il 5.3 di Bose. Sony e Bose si fermano a IPX4, JBL a IP54: per corsa e pioggia gli AeroClip 2 sono i più protetti del gruppo. Il vantaggio pratico dell’orecchio libero è poi la consapevolezza di ciò che succede intorno, in strada come in casa.
Prezzo e disponibilità
In Italia gli AeroClip 2 costano 179,99 euro e sono disponibili su Amazon Italia e negli store Anker, con 24 mesi di garanzia.
Il confronto va fatto con le alternative. La prima generazione aveva un listino di 129,99 euro e oggi si trova da 99,99, ma non è più in produzione. Sony LinkBuds Clip costa 199 euro di listino e circa 149 in offerta. JBL Soundgear Clips parte da 129,99 euro, con prezzi da 99,99, mentre Bose Ultra Open Earbuds ha un listino di 349,95 euro.
Conclusioni
Gli AeroClip 2 costano 179,99 euro nell’unica versione in vendita, senza promozioni al lancio. Per quella cifra si ottengono comfort eccellente, 6,2 g per auricolare, microfoni tra i migliori dei clip con chip Thus e sensori a conduzione ossea, LDAC, ricarica wireless, IP57 e un’app in italiano completa. Sono tra i migliori auricolari a clip del momento, soprattutto per comfort e chiamate.
I compromessi vanno detti senza sconti: il prezzo è salito di 50 euro rispetto alla prima generazione, i medi hanno poca presenza e le voci restano arretrate, il verso L/R è obbligato e nella scatola non ci sono più i supporti in silicone. A volume alto il suono si disperde e alcune funzioni Anka AI richiedono un abbonamento. L’autonomia, poi, non è migliorata: 8 ore e 32 con custodia, come prima.

Sono la scelta giusta per chi telefona molto in giro e vuole restare in contatto con l’ambiente. Chi ha già la prima generazione può anche non aggiornare, perché musica e autonomia non sono cambiate. Chi ascolta soprattutto musica troverà più autonomia nelle Sony LinkBuds Clip, un suono immersivo nei Bose Ultra Open Earbuds da 349,95 euro e un prezzo più basso nei JBL Soundgear Clips.
Pro:
- Comfort eccellente, 6,2 g per auricolare
- Microfoni tra i migliori dei clip
- LDAC con driver da 12 mm
- IP57 e ricarica wireless
- App completa e in italiano
Contro:
- Prezzo salito di 50 euro
- Medi poco presenti
- Verso sinistro e destro obbligato
- Niente supporti in silicone in confezione
- Funzioni Anka AI in parte a pagamento
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