Le Sony LinkBuds Clip rappresentano l’evoluzione più recente della filosofia open-ear di Sony, un approccio che privilegia il contatto costante con il mondo esterno rispetto all’isolamento totale offerto da molti auricolari moderni, e dopo averle utilizzate per giorni, possiamo confermare che colpiscono nel segno per chi cerca un compromesso intelligente tra qualità audio e consapevolezza ambientale. 

Sono cuffie che non si infilano nell’orecchio ma si agganciano delicatamente al padiglione grazie a una clip elastica in silicone, un design che le rende ideali per lunghe sessioni senza fastidio, anche se non sono invisibili come alcuni concorrenti più minimalisti.

In questa recensione cercheremo di raccontarvi non solo come suonano e come sono fatte, ma soprattutto cosa significa usarle davvero tutti i giorni, tra ufficio, città e momenti di sport, per capire se questo approccio “always on” ha senso anche per voi.

Design e prima impressione

Quando si prendono in mano le LinkBuds Clip per la prima volta, il design a doppio corpo cattura immediatamente l’attenzione: da un lato il trasduttore da 10 mm, dall’altro il modulo con batteria ed elettronica, uniti da quell’archetto flessibile che è il cuore del sistema. Non c’è nulla da inserire nel condotto uditivo, niente gommini da scegliere o adattare, solo un aggancio che si adatta al padiglione auricolare, spostabile verso l’alto o il basso per trovare la posizione perfetta in base alla forma dell’orecchio. Abbiamo apprezzato subito questa semplicità, specialmente dopo anni di lotte con in-ear che scivolano o irritano dopo ore di utilizzo; qui, invece, la calzata è stabile fin dal primo tentativo, e con l’adattatore opzionale per orecchie piccole, un dettaglio che Sony ha curato con intelligenza, la tenuta diventa ferrea anche per chi ha padiglioni più compatti.​

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 Nel quotidiano, è questo un layout che si rivela un’arma a doppio taglio: da un lato, la stabilità è impeccabile, con zero cadute durante camminate veloci, corse leggere o persino headbang improvvisati ascoltando rock; dall’altro, le clip si fanno sentire sulla pelle, non in modo doloroso ma con una pressione costante che richiede un breve periodo di adattamento. Dopo una ventina di minuti, però, le si dimentica completamente, e abbiamo finito per lasciarle addosso anche durante pause senza musica, tra una call e l’altra in ufficio. 

Il look è volutamente visibile, con quattro colorazioni, nero, verde, lavanda e greige, che le rendono un accessorio di stile piuttosto che un gadget da nascondere; noi abbiamo provato la versione greige, che ha un’eleganza sobria perfetta per l’outfit urbano, e le cover opzionali per il case aggiungono un tocco di personalizzazione che ci ha fatto sorridere, pensando a quanto Sony stia spingendo sul versante lifestyle.

La costruzione trasuda qualità premium, con plastiche leggere ma solide, texture satinate che resistono ai graffi e una resistenza IPX4 che le rende adatte a sudore e pioggerella, ideale per le routine magari tra ufficio e palestra. Non sono auricolari da immersione totale, e questo è esattamente il loro punto di forza: tengono presenti al traffico, ai colleghi che chiamano o agli annunci della metro, eliminando quel senso di disconnessione che odio negli in-ear chiusi.​

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Case di ricarica: pratico ma non perfetto

Il case merita un paragrafo a sé: ha un design “a hamburger” piatto e largo, con finiture bicolore che lo rendono gradevole sulla scrivania, e i magneti polarizzati guidano gli auricolari destro e sinistro nei giusti slot, evitando confusione nonostante la forma speculare. 

Entra in tasca ma abbiamo sempre preferito lo zaino, essendo un po’ voluminoso e un magnete per impronte digitali, un dettaglio estetico che infastidisce i maniaci della pulizia. La ricarica rapida è un salvavita: tre minuti per un’ora di ascolto ci hanno tirato fuori dai guai prima di meeting improvvisi, e l‘autonomia complessiva di 37 ore ci ha fatto dimenticare il cavo per giorni interi.

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Il vero peccato mortale, però, è l’assenza di wireless charging: nel 2026, a 200 euro, è un’omissione che brucia, specialmente quando concorrenti da 100 euro ce l’hanno. Abbiamo dovuto collegare il cavo USB-C ogni volta, rompendo la magia di un prodotto altrimenti così fluido; Sony avrebbe dovuto includerlo di serie, o almeno come opzione low-cost, per giustificare il posizionamento premium.

Comfort nel lungo periodo e scenari pratici

Parlando di comfort reale, le LinkBuds Clip eccellono in contesti quotidiani ma mostrano qualche limite in situazioni estreme. Durante una giornata tipo, pendolarismo in metro, ore alla scrivania e passeggiate serali, non abbiamo mai dovuto ritoccarle, e la clip elastica distribuisce il peso in modo equilibrato, evitando punti di pressione fastidiosi. 

Abbiamo corso per qualche minuto senza che si spostassero di un millimetro, sentendo chiaramente il respiro affannato, i passi sul selciato e persino un ciclista che ci avvisava da dietro: una sicurezza che nei true wireless tradizionali non abbiamo mai avuto. Tuttavia, con cappuccio o berretto invernale, il protrusion laterale crea attrito, costringendoci a regolare la posizione ogni volta, un fastidio minore ma in inverno magari si fa notare.

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Alla scrivania, sono state una rivelazione: le abbiamo tenute indossate tutto il giorno, passando da playlist di sottofondo a podcast senza mai isolarci dalle persone che ci circondavano, che non devono più urlare per farsi sentire. Questo “always-on” è umano e pratico, ma dopo otto ore continue la clip lascia una leggera impronta sulla pelle, non dolorosa ma percepibile, soprattutto se si hanno orecchie sensibili. Per sport più intensi come palestra con pesi, funzionano bene grazie all’IPX4, ma non le useremmo per nuoto o ciclismo aggressivo, dove un design più aerodinamico avrebbe senso. Rispetto alle Bose Ultra Open o Shokz OpenFit, Sony vince sulla raffinatezza estetica ma perde un filo di discrezione; personalizzato con gli adattatori, però, il fit diventa su misura.

Specifiche tecniche e connettività

Sotto il cofano, le LinkBuds Clip montano un driver da 10 mm che sfrutta il layout a doppio corpo per dimensioni generose, Bluetooth multipoint per passare seamless da smartphone a Mac (o PC Windows), e tecnologie Sony come DSEE per upscale di file compressi e 360 Reality Audio per immersività su contenuti supportati. L’app Sound Connect è completa, con EQ a 10 bande, preset come Heavy o Clear, e gestione firmware. 

Mancano wearing detection (non pausano se le togli) e head tracking, funzioni che su altre Sony sono standard e che qui pesano: immaginate di sfilarle per una chiacchierata e trovare la musica che continua a pompare. Il multipoint è impeccabile, però, collegando telefono e laptop senza intoppi, perfetto per il mio workflow da content creator che salta tra editing video e call Zoom.​

Qualità audio: una sorpresa continua

L’audio è dove le LinkBuds Clip ci hanno stupito di più: per being open-ear, offrono bassi presenti e controllati, non il punch da club ma sufficienti per dare corpo a pop, hip-hop leggero e rock, con medi caldi e voci sempre in primo piano. Ascoltando i brani gli strumenti emergono praticamente sempre nitidi, mentre con synth atmosferici per lavorare il suono si diffonde naturalmente, come musica in stanza. Abbiamo upscalato tracce Spotify con DSEE, notando meno granulosità sugli alti, e l’EQ ha trasformato preset Bass Boost in un groove più corposo senza distorsioni.

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Le modalità elevano l’esperienza: Standard bilancia tutto con naturalezza, Voice Boost rende podcast cristallini anche lavando piatti, e Sound Leakage Reduction minimizza la dispersione in ufficio silenzioso, ideale per non disturbare. Al volume max non coprono rumori intensi come aerei o metro affollata, scelta coerente ma limitante, ma per città e ufficio sono vicinissime a in-ear di qualità, con un soundstage ampio che “respira” grazie al design aperto.​

Critiche? Gli alti mancano di quel filo di brillantezza per generi analitici, e in EDM aggressiva i bassi faticano contro traffico rumoroso; non sono hi-fi puri, ma per il loro ethos superano praticamente ogni tipo di contenuto. 

I controlli si attivano toccando l’archetto, non il driver, evitando rimbombi fastidiosi: doppio tap pausa, triplo skip, quattro per volume, precisi grazie all’accelerometro, ma macchinosi per regolazioni rapide.  

Chiamate: tecnologia avanzata, resa buona ma non perfetta

Con due microfoni per lato, beamforming AI e bone conduction, le chiamate filtrano bene i rumori: in open space, la voce arriva netta, rumori azzerati quando tacciamo. Gli interlocutori hanno lodato l’intelligibilità, ma notano un filo di muffling ossia un suono un pelo ovattatoAbbiamo testato le LinkBuds Clip in scenari reali che simulano la vita di chi lavora tra meeting, telefonate improvvise e chiamate in mobilità. 

In ufficio open space, con il ronzio delle tastiere e i passaggi frequenti dei colleghi, il sistema bone conduction entra in gioco alla perfezione: appena apriamo bocca, i microfoni si concentrano sulla nostra voce e azzerano tutto il resto, dai click del mouse al brusio di fondo. È una tecnologia che dà sicurezza, specialmente per chi come noi passa da una call Zoom all’altra senza pause, sapendo che dall’altra parte arriverà un segnale pulito senza dover alzare la voce o chiedere di chiudere finestre.

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Tuttavia, andando nel dettaglio pratico, emerge qualche limite che non si coglie solo dai numeri sulla scheda tecnica. Durante una telefonata nel traffico di scooter e auto di sottofondo, chi al di là della cornetta ha commentato che la nostra voce suonava “un po’ lontana”, come se parlassimo da dentro una stanza attigua: perfettamente comprensibile, ma priva di quella brillantezza e proiezione che si ottiene con auricolari in-ear. 

Rispetto ai concorrenti open-ear Sony guadagna punti grazie all’AI che gestisce dinamicamente il rumore, rendendole più adatte a contesti urbani rumorosi senza scadere nel caos. Detto questo, le abbiamo usate per una moltitudine di chiamate totali in una settimana mista (ufficio, esterno, auto), e solo in un caso abbiamo dovuto chiedere di ripetere qualcosa; per il resto, la comunicazione è stata fluida e professionale. È un compromesso che riflette la natura del prodotto: non punta a essere il reference assoluto per le chiamate, ma a integrare in un flusso quotidiano “always-on” dove la priorità resta la consapevolezza ambientale, non l’isolamento vocale perfetto. Se fate poche telefonate e molte attività ibride, vi sorprenderanno in positivo; se invece il telefono è il vostro strumento di lavoro principale, potreste voler guardare altrove nella lineup Sony o da competitor più focalizzati.

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Autonomia e resistenza nel reale

Nove ore di ascolto continuo con una singola carica degli auricolari, che diventano 37 ore complessive contando le ricariche offerte dal case: questi numeri, sulla carta già convincenti, nell’uso quotidiano si traducono in una libertà che abbiamo davvero apprezzato durante una settimana di test intensivo. Le abbiamo usate passando da sessioni di editing video al computer, podcast, musica durante allenamenti e chiamate serali, e solo verso la fine del settimo giorno abbiamo dovuto collegare il case al caricatore. con gli auricolari che avevano ancora un 15% residuo. È un’autonomia che ti fa dimenticare del cavo USB-C in tasca, un lusso raro nel mondo true wireless dove spesso si vive con l’ansia della batteria, e la ricarica rapida da tre minuti per un’ora di utilizzo ci ha salvato in più di un’occasione.

La resistenza IPX4 completa il quadro rendendole un compagno affidabile anche quando si suda o piove leggero, e l’abbiamo verificato in prima persona durante gli allenamenti: zero infiltrazioni, zero malfunzionamenti, solo un comportamento impeccabile che ha permesso di concentrarci senza preoccupazioni di danni. 

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Non sono cuffie da nuoto o immersioni, chiaramente, ma per sport indoor, corsa leggera e vita urbana umida rappresentano un’opzione robusta; abbiamo pulito le clip con un panno umido dopo ogni sessione senza problemi, e la tenuta della clip elastica non ha mai ceduto nemmeno con il sudore. Rispetto a concorrenti più professionali e verticali, che spingono su rating più alti, Sony bilancia qui durata e praticità quotidiana senza eccessi, ma con una costanza che nel lungo periodo fa la differenza per chi le usa.

Conclusioni

Le LinkBuds Clip sono un cuffie premium per gli amanti degli auricolari open-ear, con un audio maturo che sorprende per equilibrio e dettaglio, un comfort quotidiano che invita a indossarle per ore senza pensarci e uno stile che le eleva a accessorio fashion più che a semplice gadget tecnologico. A 199 euro si posizionano come scelta di valore per una nicchia precisa, ufficio, vita cittadina e sport leggero, ma le assenze come la ricarica wireless e il rilevamento di indosso le rendono meno universali di quanto il potenziale suggerirebbe. Sono ideali se odiate gli in-ear tradizionali e cercate un compromesso umano tra musica e mondo reale, meno adatte per call professionali intense o contesti che richiedono isolamento acustico.

Sony ha centrato l’obiettivo di rendere l’ascolto open-ear “adulto”: non più un ripiego per runner o un esperimento stilistico, ma un prodotto che dialoga con la musica vera, con voci che respirano e bassi che danno corpo senza forzature. 

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Il prezzo resta il vero nodo gordiano: a listino 199 euro competono con modelli più versatili, ma quando li troverete in promo potrebbero diventare un affare irresistibile per il target giusto, superando molti concorrenti. Non sono per tutti, chi vuole un tuttofare universale guardi altrove, ma per content creator, che vivono tra call, editing e uscite, rappresentano un’aggiunta intelligente all’ecosistema audio, un paio di cuffie che non sostituiscono ma completano le altre. 

Sony ha dimostrato che l’open-ear può essere premium senza tradire la sua essenza, e questo basta per dargli un bel pollice alto con riserva sul rapporto qualità-prezzo. Se dovessimo riassumere in una frase: le LinkBuds Clip non rivoluzionano il mercato, ma lo migliorano per chi crede che ascoltare non debba mai significare spegnersi dal mondo. Aspettatele in sconto se potete, perché lì esprimono al massimo il loro potenziale.

Pro:

    • Audio sorprendente per open-ear
    • Comfort prolungato
    • Autonomia eccellente
    • Design curato e personalizzabile
    • Multipoint fluido

Contro:

    • Prezzo elevato
    • Niente ricarica wireless
    • Controlli macchinosi
    • Chiamate ovattate
    • Nessun wearing detection

Voto finale:

7.5