Google Gemini

Google Gemini è un chatbot basato sull’intelligenza artificiale capace di fare varie cose. Precedentemente noto come Google Bard, si tratta di un’IA conversazionale e sperimentale che, in maniera simile a ChatGPT di OpenAI, può fornire informazioni su argomenti di vario genere, tradurre, scrivere contenuti creativi, ed essere di supporto agli utenti in vario modo. In Italia è disponibile dal 13 luglio 2023, per tutti e in varie lingue, italiano compreso. Nei paragrafi che seguono scopriamo meglio cos’è, come si usa, cosa può fare e altre informazioni utili relative a Google Gemini.

Cos’è Google Gemini

Google Gemini è un chatbot IA basato su PaLM 2, una famiglia di modelli linguistici comprendente anche LaMDA che, alla stregua di GPT di OpenAI, dato un input sono in grado di prevedere una parola dopo l’altra, merito dell’addestramento su ampi set di dati linguistici. PaLM è stato annunciato da Google per la prima volta nell’aprile 2022, reso pubblico poi circa un anno dopo in vista di Bard (ora Gemini) e declinato anche in altre versioni quali Med-PaLM (basata su dati medici), PaLM-E (per il campo della robotica) e AudioPaLM (per la traduzione vocale).

Ne risulta un chatbot di intelligenza artificiale conversazionale che, attraverso il machine learning per l’appunto, può essere utilizzato per una grande varietà di compiti come una sorta di assistente virtuale. Ma rispetto a Google Assistant, Amazon Alexa, Siri e simili è decisamente più smart e versatile, merito soprattutto dell’enorme quantità di dati e della sua capacità di interagire con l’utente con il linguaggio naturale trattando potenzialmente qualsiasi argomento, seppur con differenti livelli di esattezza e veridicità. Il modello attuale su cui è basato si chiama Pro 1.0, disponibile in oltre 40 lingue (italiano incluso) e accessibile in oltre 230 paesi e territori.

Presentato al Google I/O 2023 e annunciato nel seguente mese di dicembre, Google Gemini è possibile usarlo in Italia e in Europa a partire dal 13 luglio 2023, dopo i primi impedimenti causati dalla mancata aderenza del software alle norme relative al GDPR. È articolato in tre livelli, Ultra (quello più potente, destinato ai compiti più complessi), Pro (il più versatile) e Nano (quello più efficiente, pensato per essere utilizzato on-device), e disponibile anche in versione Advanced tramite il piano in abbonamento Premium di Google One che, dopo due mesi di accesso gratuito, costa 21,99 euro al mese, offrendo il sistema di intelligenza artificiale più performante di cui dispone Google.

Cosa può fare Google Gemini

Grazie all’enorme quantità di dati su cui è stato addestrato, Google Gemini sa fare varie cose, alcune bene, altre meno. Ma essendo ad oggi un chatbot sperimentale, è lecito aspettarsi miglioramenti costanti via via che l’azienda di Mountain View continua a lavorarci su, anche con l’aiuto dei feedback di noi utenti.

Queste sono alcune delle cose che può fare Google Gemini ad oggi:

  • fornire informazioni su vari argomenti, compresi attualità, storia e cultura;
  • tradurre tra italiano e altre lingue;
  • scrivere diversi tipi di contenuti creativi, come poesie, codice, script, brani musicali, e-mail, lettere, didascalie, eccetera;
  • rispondere alle domande in modo informativo, anche se aperte, impegnative o strane;
  • aiutare gli utenti con le attività quotidiane, come prenotare appuntamenti, fare acquisti o trovare informazioni;
  • fissare, organizzare e modificare le conversazioni per riprendere al volo un certo argomento;
  • usare immagini nei prompt per trovare ispirazione per delle didascalie appropriate, o per analizzarle ottenendo informazioni utili, comprese provenienza e datazione.

Come usare Google Gemini

È molto semplice usare Google Gemini in Italia: basta un browser Web (Google Chrome, Safari, Firefox, Opera o Edgium) e un account Google per accedere al portale gemini.google.com, da smartphone, tablet o PC. A questo punto all’utente non resta che accettare l’informativa e le norme sulla privacy relative per iniziare direttamente la conversazione, termini che fanno chiarezza su vari aspetti di cui sotto.

Fatto questo l’utente viene accolto da una classica schermata da chatbot (come se fosse un’app di messaggistica), dove Gemini si presenta, indica due possibili spunti di conversazione e propone di riprendere, eventualmente, da una chat avviata in precedenza: tutte le sessioni di chat vengono comunque raccolte all’interno della sezione “Recenti”. L’utente può anche scegliere di ascoltare le risposte di Gemini premendo o cliccando sull’apposito pulsante con l’icona dell’altoparlante. Volendo, è possibile anche scegliere il tema chiaro o quello scuro.

A febbraio 2024, Google ha annunciato anche l‘app di Gemini per dispositivi Android, per i dispositivi iOS c’è invece una scorciatoia dedicata nell’app Google, nonostante siano attualmente riservate agli utenti statunitensi e per questo funzionanti solo in lingua inglese.

Affidabilità, privacy e dati

Come ChatGPT, anche Google Gemini non è perfetto, per nulla. Pur essendo una versione in anteprima, soprattutto gli utenti meno esperti potrebbero essere indotti a pensare che le risposte fornite dal chatbot siano aderenti alla realtà, ma così non è, considerato che si tratta di un “semplice” software basato su una certa mole di dati su cui è stato addestrato da Google. Col tempo, probabilmente, sia Gemini che altre soluzioni simili, saranno via via migliorate e rese più affidabili, ma per il momento è bene prendere con le pinze le risposte che forniscono. Non a caso Google tiene a specificare che “Gemini Gemini potrebbe mostrare informazioni imprecise, anche riguardo a persone, quindi verifica le sue risposte” invitando gli utenti a cliccare su “Segnala un problema” in caso di inesattezze o altri problemi.

Per quanto riguarda invece il trattamento dei dati dell’utente, è necessario sapere che Google Gemini può utilizzare la posizione per fornire risposte più pertinenti ai prompt fornitigli, utilizza le conversazioni degli utenti per migliorarsi e le conserva per un periodo massimo di 72 ore, sia per rispondere alla conversazione data in base al contesto (vengono usati 24 ore di dati), sia per perfezionare il software stesso, in primis. Discorso diverso invece per le immagini caricate nei prompt, che Google non utilizza per migliorare le tecnologie di machine learning, ad esclusione di quelle incluse nei feedback per segnalare direttamente all’azienda problemi o altro.

Comunque, maggiori informazioni sul trattamento dei dati dell’utente e altri aspetti sono reperibili nella pagina web del Centro per la privacy di Gemini.

Google Gemini vs ChatGPT

Tra Google Gemini e ChatGPT, due tra i chatbot più avanzati attualmente disponibili, ci sono varie differenze, fra cui una sostanziale: l’aggiornamento delle informazioni. Mentre ChatGPT si basa su dati e informazioni aggiornati fino al 2021 (nella versione gratuita GPT 3.5), Google Gemini può sfruttare il database di Google aggiornato, pur con qualche eccezione che potrebbe essere causa di errore, soprattutto in questi primi mesi di vita pubblica.

Questo però non vuol dire che Google Gemini sia generalmente più efficace e affidabile di ChatGPT, anzi. Ad oggi il software di Google risulta indietro su vari aspetti rispetto alla soluzione di OpenAI, che in questa prima metà del 2024 con la disponibilità di modelli più avanzati GPT-4 e declinazioni varie e altre funzioni utili.