Immuni

Se avete seguito il telegiornale in questi ultimi giorni, avrete sicuramente notato come siano aumentati i casi di persone positive al Coronavirus. Oltre al rispetto del distanziamento sociale e all’utilizzo di una mascherina, l’applicazione IMMUNI offre una importante barriera per scoprire tempestivamente se si è entrati in contatto con una persona risultata positiva al COVID-19.

IMMUNI è stata scaricata 5 milioni di volte

Dopo l’iniziale boom di download a seguito del suo lancio, ad oggi sono solo 5 milioni le persone in Italia che hanno scaricato l’app sul proprio smartphone. Si tratta di un numero troppo basso per essere significativo, nonostante in questi mesi abbia bloccato quattro focolai inviando 809 notifiche di contatto con una persona contagiata.

Stefano Denicolai, professore di ‘Innovation and Management’ nel Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Pavia e membro della task force italiana, dichiara ai colleghi di Adnkronos che “Insieme ai contagi, cresce anche il numero di persone che scarica Immuni. Quest’ultima è tuttavia uno strumento di prevenzione, non di ‘reazione’: quindi è fondamentale che tutti gli italiani la scarichino prima possibile, per salvare vite ed evitare nuovi lockdown. Nel frattempo, la diffusione procede a ‘macchia di leopardo’: se a livello nazionale siamo al 13%, ci sono contesti a percentuale ben più elevata, come nei casi di monitoraggio sperimentale fra gli studenti di Università di Pavia o nell’Isola di Capri“.

Scarica IMMUNI per Android | Scarica IMMUNI per iOS

Un numero maggiore di download permetterebbe di tenere meglio sotto controllo la situazione, ed infatti in queste settimane è partita una campagna pubblicitaria in TV, in radio e sul web, per sensibilizzare l’opinione pubblica ad installare IMMUNI. Nel mentre il ministero della Salute sta lavorando ad una nuova campagna mentre il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha dichiarato che è necessario inserirla fra le misure di prevenzione da utilizzare all’apertura delle scuole, spingendo al suo utilizzo da parte di tutti gli studenti sopra i 14 anni, dei genitori e del personale docente e non docente.