Geely Holding ha siglato un accordo strategico che prevede un investimento diretto in NIO Power, la società che gestisce le attività di ricarica e sostituzione rapida delle batterie del gruppo, in quello che sembra essere una delle partnership più importanti in questo ambito.

Del battery swap NIO avevamo già parlato in occasione del lancio di Firefly, il marchio compatto della casa cinese che si affida a stazioni di cambio batteria dedicate, diverse da quelle degli altri modelli per via delle dimensioni più contenute degli accumulatori; l’accordo con Geely va ora in una direzione complementare ovvero quella di rendere l’intera infrastruttura utilizzabile anche da veicoli di un marchio esterno.

L’operazione prevede che Geely conferisca a NIO Power il 100% di Yiyi Power, la propria società specializzata nel battery swap per i veicoli commerciali, oltre a 640 milioni di yuan in contanti, circa 76 milioni di euro.

Al termine dell’operazione Geely deterrà il 30% di NIO Power, mentre NIO manterrà il controllo con il 63,6%; la società viene valutata complessivamente circa 16 miliardi di yuan, 2,1 miliardi di euro. Scopriamo i dettagli di questo accordo.

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Al lavoro verso uno standard comune, non solo un classico investimento

La parte più interessante riguarda però il futuro dell’accordo secondo cui Geely e NIO lavoreranno insieme a standard comuni per la sostituzione delle batterie, e il gruppo di Hangzhou dovrebbe sviluppare nuovi modelli compatibili con la rete NIO.

L’obiettivo delle due aziende è quello di trasformare il battery swap da tecnologia legata quasi esclusivamente a un singolo marchio a infrastruttura utilizzabile da un numero crescente di auto, un percorso che NIO aveva già intrapreso lo scorso anno con un accordo simile firmato insieme a CATL, il colosso mondiale delle batterie, per integrare lo standard Choco-SEB proprio sui modelli Firefly e su altri veicoli futuri.

Per NIO si tratta di un passaggio importante anche dal punto di vista finanziario visto che negli anni l’azienda ha investito enormi risorse nello sviluppo della propria rete, contribuendo a mantenere molto elevati i costi operativi mentre cercava contemporaneamente di aumentare vendite e margini; nel 2025 NIO ha chiuso ancora con una perdita netta di 14,9 miliardi di yuan, quasi 2 miliardi di euro, anche se nel 2026 i conti sono migliorati sensibilmente.

Ad agosto NIO aveva inaugurato la propria stazione di battery swap numero 4.000, il che rappresenta la punta di diamante di un’infrastruttura enorme che deve però essere sfruttata da un numero sufficiente di vetture per diventare economicamente efficiente, al punto che l’azienda aveva chiesto una mano anche alle autorità cinesi per rendere il business più sostenibile.

Geely NIO Power battery swap

Le sfide della ricarica ultrarapida

Il problema di fondo è che, nel frattempo, la ricarica tradizionale sta diventando sempre più veloce. BYD, per esempio, con la seconda generazione della Blade Battery dichiara un passaggio dal 10% al 70% in 5 minuti e dal 10% al 97% in 9 minuti, grazie al proprio sistema Flash Charging da 1.500 kW; a fine agosto l’azienda aveva già raggiunto quota 10.000 stazioni di questo tipo in Cina, con l’obiettivo di arrivarne a 20.000 entro fine anno e di espandersi anche fuori dai confini nazionali, a partire proprio dall’Europa.

Se una sosta alla colonnina si riduce a pochi minuti, il vantaggio del battery swap diventa inevitabilmente meno evidente rispetto a qualche anno fa, quando la differenza di tempo tra le due tecnologie era molto più marcata.

Proprio per questo l’arrivo di Geely può cambiare l’equazione a favore di NIO in quanto più marchi e più auto compatibili significano più utilizzi per ogni stazione, costi di sviluppo e infrastruttura distribuiti su volumi maggiori e, soprattutto, una rete finalmente in grado di competere con l’avanzata della ricarica ultrarapida. Sarà interessante capire come questo business evolverà in virtù di questo nuovo accordo; vi terremo aggiornati.