Tesla ha annunciato lunedì di aver preso la “decisione difficile” di spostare la presentazione della Roadster dal 1° al 15 ottobre, citando le condizioni meteo come motivo del rinvio; a un solo giorno dall’evento originariamente previsto, la domanda su come stia andando davvero questo progetto, dopo quasi un decennio di promesse, torna quindi ad allungarsi di altre due settimane.

Della chiusura dello spazio aereo sopra il sito SpaceX di McGregor, in Texas, fino a 10.000 piedi di quota avevamo già parlato la scorsa settimana: quella restrizione, valida fino al 2 ottobre secondo il NOTAM allora consultato con codice FDC 6/3825, aveva alimentato le speculazioni su una possibile dimostrazione di volo della vettura; con il nuovo annuncio, però, resta da capire se anche quella finestra temporale sia stata spostata insieme alla data dell’evento.

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Le domande e i dubbi sul rinvio di Tesla

La collaborazione tra Tesla e SpaceX, del resto, non riguarda solo la Roadster visto che le due aziende hanno confermato negli ultimi mesi anche il sito di Terafab, con uno stanziamento da 16,8 miliardi di dollari per la prima fase del progetto.

“Abbiamo monitorato da vicino le previsioni meteo insieme a meteorologi locali, ma date le condizioni severe previste, e dato che questo evento può svolgersi solo all’aperto, abbiamo preso la decisione difficile di riprogrammarlo“, ha scritto l’azienda in un post su X. Tesla aveva fissato la data della presentazione il mese scorso, dopo anni passati a mostrare in anteprima la propria supercar di nuova generazione.

Le domande che restano senza risposta sono le stesse di sempre ovvero se davvero la Roadster volerà grazie al SpaceX Package, se riuscirà ad arrivare davvero da 0 a 60 miglia orarie in meno di un secondo e, ovviamente, quelle inerenti al prezzo e alla data di lancio.

Tra l’altro la frase sulle “condizioni severe” e sulla necessità di un evento all’aperto lascia pensare che Tesla stia effettivamente pianificando di mostrare una supercar capace di volare, o quantomeno di “librarsi per brevi distanze“, come lo stesso Elon Musk aveva descritto anni fa.

The Information, peraltro, aveva riferito di recente che Tesla stesse preparando una sorta di dimostrazione di volo per mostrare un’edizione speciale della Roadster, oltre a una versione omologata per la strada che l’azienda venderebbe parallelamente.

Tesla rinvia di due settimane la presentazione ufficiale della nuova Roadster 1

Un progetto che di rinvii ne ha collezionati parecchi

Che si tratti davvero di un volo o di qualcos’altro, bisognerà attendere ancora un po’ per avere conferme ufficiali. Va anche detto che ormai sono passati quasi nove anni da quando Tesla mostrò per la prima volta il concept della Roadster, durante l’evento di svelamento del Semi nel novembre 2017, con l’obiettivo all’epoca di avviarne la produzione entro il 2020; quella scadenza è stata rimandata più volte negli anni successivi, fino a un nuovo impegno preso a inizio 2024 per un debutto produttivo entro la fine dello stesso anno, con le prime consegne attese nei primi mesi del 2025.

Anche quella promessa non si è avverata, e già lo scorso agosto il capo del design Tesla si era limitato a ripetere che il lancio sarebbe arrivato “molto presto“, senza però fornire né una data né dettagli tecnici concreti, dopo che un primo prototipo funzionante era stato mostrato a Musk soltanto verso fine aprile.

In questo contesto, un rinvio di due settimane, motivato peraltro da una causa esterna come il meteo, appare come un contrattempo tutto sommato minore rispetto ormai alla lunga serie di ritardi che ha accompagnato il progetto fin dal principio. Staremo a vedere se, trascorse queste due settimane, la Tesla Roadster potrà essere svelata al mondo.