SpaceX è pronta a tentare uno dei passaggi più importanti nella storia di Starship, la Federal Aviation Administration (FAA) ha infatti rilasciato la licenza di lancio per il volo 14, eliminando l’ultimo ostacolo normativo che separava il nuovo test dal primo vero tentativo di raggiungere l’orbita terrestre.
Il lancio è previsto per la giornata odierna, dalla piattaforma di lancio numero 2 di Starbase, in Texas, con una finestra di 75 minuti che si aprirà alle 14:15 italiane. Sono previste anche due date di riserva, il 29 e il 30 settembre, mentre, come sempre per i test di sviluppo di SpaceX, il programma rimane soggetto a possibili modifiche.
Il via libera della FAA arriva dopo mesi di preparazione e dopo la prova generale completata il 24 settembre con il Super Heavy Booster 21 e la Ship 41. Rispetto ai precedenti voli, questa missione richiede una licenza modificata proprio perché il profilo previsto è orbitale e coinvolge requisiti specifici relativi alla sicurezza, al carico utile e alla responsabilità finanziaria.
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Starship proverà per la prima volta a entrare in orbita
Finora i test di Starship hanno seguito intenzionalmente traiettorie suborbitali, pensate per mantenere un profilo di volo passivamente sicuro e permettere agli ingegneri di raccogliere quanti più dati possibile. Il volo 14 cambia radicalmente obbiettivo: SpaceX vuole infatti portare la navicella in orbita attorno alla Terra e dimostrare una parte fondamentale dell’architettura destinata, nelle intenzioni dell’azienda, a rendere Starship completamente e rapidamente riutilizzabile.
La missione dovrebbe raggiungere un’altitudine di circa 275 chilometri e completare circa sei orbite nel corso di un volo di quasi 10 ore. La Ship 41 dovrebbe quindi effettuare un rientro controllato e ammarare nell’Oceano Pacifico, a ovest del Cile, mentre Super Heavy tenterà la propria fase di rientro e ammarerà in un punto al largo della costa del Golfo del Messico.
L’ingresso in orbita di Starship non avverrà però automaticamente, il team di controllo dovrà prima verificare che sia rimasta una sufficiente ridondanza dell’hardware critico necessario per la successiva manovra di deorbitazione. Solo in presenza delle condizioni considerate necessarie la navicella procederà con l’inserimento orbitale.
Tra gli obbiettivi dello stadio superiore ci sono infatti anche una manovra di deorbitazione utilizzando un singolo motore Raptor nello spazio, seguita da un rientro controllato, dalla discesa e dall’ammaraggio nell’Oceano Pacifico.
Il volo 14 sarà inoltre la prima missione a pagamento di Starship e porterà con sé un carico particolarmente importante: 26 satelliti Starlink V3, le prime unità di questa nuova generazione a essere portate in orbita da Starship. Secondo SpaceX, ciascun satellite dovrebbe aggiungere 1 Tbps di capacità alla costellazione, per un incremento complessivo di 26 Tbps con una sola missione; la società indica una capacità circa dieci volte superiore a quella ottenibile con un singolo lancio di mini satelliti Starlink V2 tramite Falcon 9.
Una volta rilasciati, i satelliti dovranno dispiegare le antenne, attivare i pannelli solari e stabilire i primi collegamenti con la Terra e con il resto della costellazione attraverso collegamenti radio e laser. Successivamente inizieranno a innalzare la propria orbita grazie ai propulsori di bordo, con l’obbiettivo di entrare in servizio già poche settimane dopo il lancio, dopo i necessari controlli.
Il nuovo test servirà anche a verificare le modifiche a Super Heavy e Starship
Il volo 14 non rappresenta però soltanto il primo tentativo orbitale, SpaceX ha introdotto diverse modifiche hardware e software proprio per affrontare alcuni dei problemi emersi durante il volo 13.
Dopo la separazione degli stadi e il ribaltamento, Super Heavy era riuscito per la prima volta a utilizzare tutti e 33 i motori durante la manovra di rientro. Nella fase terminale, tuttavia, tre motori centrali avevano mostrato segnali di accumulo di ghiaccio, causando l’interruzione anticipata della manovra. Il booster aveva quindi comunque tentato l’atterraggio, riuscendo ad accendere 8 dei 13 motori previsti prima di un ammaraggio brusco nel Golfo del Messico.
Per il nuovo volo sono state introdotte modifiche al sistema di filtraggio dei motori e aggiornamenti software destinati ad aumentare l’affidabilità della riaccensione.
Anche lo scudo termico di Starship sarà sottoposto a una serie di verifiche. Tre dei 26 satelliti Starlink V3 sono stati equipaggiati con telecamere che dovranno osservare lo scudo durante il volo e trasmettere le immagini agli operatori, permettendo a SpaceX di continuare a studiare le condizioni delle piastrelle durante il rientro.
Alcuni degli interventi derivano direttamente dai dati raccolti dalla Ship del volo 13 mentre galleggiava nell’Oceano Indiano, sono stati introdotti (tra le altre cose) nuovi meccanismi di ritenzione nelle aree delle piastrelle considerate più esposte al rischio di distacco durante l’ascesa, oltre a interventi sulle zone che possono creare percorsi per il plasma dietro lo scudo.
Saranno inoltre testate nuove piastrelle curve, progettate per ridurre il riscaldamento negli spazi tra le piastrelle, mentre per la prima volta SpaceX proverà a riutilizzare due piastrelle recuperate dalla Ship 40 sulla Ship 41.
Flight 14 rappresenta quindi un passaggio molto più ampio del semplice tentativo di raggiungere l’orbita, SpaceX dovrà verificare il comportamento del sistema durante il lancio, la separazione, l’inserimento orbitale, il dispiegamento e il rientro. Un singolo volo concentrerà così numerosi obbiettivi che finora erano stati affrontati separatamente.
La diretta di SpaceX inizierà circa 30 minuti prima del decollo e proseguirà fino all’ammaraggio, con la possibilità di seguire anche diverse ore di immagini trasmesse direttamente dalla Starship durante la permanenza in orbita.
Il momento ha anche un valore simbolico, il lancio arriva 10 anni e un giorno dopo la presentazione dell’Interplanetary Transport System da parte di Elon Musk al Congresso Astronautico Internazionale di Guadalajara, il progetto che sarebbe poi evoluto fino a diventare Starship.
L’esito del volo 14 potrebbe inoltre definire i prossimi appuntamenti del programma, le informazioni sulla pianificazione del traffico aereo indicano infatti il volo 15 non prima del 19 ottobre, mentre il primo lancio di Starship dalla piattaforma LC-39A in Florida non è previsto prima del 30 ottobre. Entrambe le date dipenderanno dall’andamento della missione di oggi e dai risultati che SpaceX riuscirà a ottenere con questo primo tentativo orbitale.
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