Nintendo continua a fare notizia per le sue rigide politiche e criteri nei confronti della pirateria e dell’emulazione; ne avevamo già parlato nel giugno dello scorso anno, quando l’azienda aveva iniziato a bloccare da remoto le prime Switch 2 utilizzate insieme al dispositivo MIG Switch per la pirateria; questa nuova ondata di ban, però, sta colpendo anche molti utenti che negano categoricamente qualsiasi coinvolgimento con software piratato, sollevando dubbi sui criteri usati da Nintendo per individuare le violazioni. Facciamo chiarezza.

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Una crisi che sembra estendersi a livello globale

A partire dal 5 settembre, i social network hanno registrato un numero crescente di segnalazioni relative a ban delle console Switch 2. Chi si trova davanti al codice errore 2124-4508 non può più accedere ai servizi online Nintendo; anche se questo può accadere dopo aver giocato a titoli piratati, molti utenti sostengono di aver avviato soltanto cartucce legittime.

Il subreddit Switch Help è diventato il punto di riferimento per le segnalazioni con l’Asia che sembra particolarmente colpita, ma il problema riguarda anche acquirenti in Europa e negli Stati Uniti. Una volta bannati, i giocatori non possono più usare Nintendo Switch Online né l’eShop, restando di fatto bloccati anche dai giochi Switch e Switch 2 già acquistati.

L’utente OutlandishnessHour37 documenta l’acquisto di una nuova console Switch 2 dal marketplace indonesiano Tokopedia nel giugno 2026; non ci sono prove che si tratti di un dispositivo ricondizionato, e il numero seriale compare correttamente sia nelle impostazioni sia sulla confezione. Secondo l’utente, anche tutti i giochi fisici utilizzati con il sistema erano nuovi.

Una possibile spiegazione riguarda un codice per il riscatto di un anno di Nintendo Switch Online, fornito dallo stesso rivenditore indonesiano invece che tramite eShop; il negozio potrebbe averlo ottenuto da un venditore terzo fraudolento. Ciononostante, pur non essendo un sostenitore della pirateria, OutlandishnessHour37 resta ancora in attesa di una risposta dal supporto Nintendo.

Alla ricerca di uno schema comune

Ancora più curiosa è la vicenda dell’utente giapponese MathPrestigious, che aveva acquistato una console insieme ad alcuni giochi, tra cui Zelda: Breath of the Wild, presso il rivenditore affidabile Yodobashi Camera. Due giorni dopo, sullo schermo della console è comparso il codice errore 2124-4508; l’utente ha sottolineato di non possedere alcuna cartuccia usata, ma un operatore del supporto ha comunque attribuito il ban a software illegale.

È difficile valutare la reale portata dei ban di Switch 2 basandosi solo sui social; per esempio un giocatore cinese ritiene comunque che il fenomeno sia piuttosto diffuso nel proprio Paese, con almeno 150 utenti su RedNote che segnalano di essere stati esclusi dalle funzioni di rete.

Nel giugno 2025 Nintendo aveva già preso una misura simile, quando i produttori di MIG Flash avevano aggiornato il firmware del dispositivo per renderlo compatibile con la nuova console, rendendo possibile avviare titoli Switch originali piratati sull’hardware; il motivo di questa nuova ondata di ban, però, resta molto meno chiaro.

Senza un dietrofront, i consumatori coinvolti non potranno riscaricare gli acquisti digitali né installare le Game-Key Card; dato che le restrizioni sono legate direttamente all’hardware, cambiare account non rappresenta una soluzione.

Va inoltre ricordato che, come avevamo già raccontato, l’Unione Europea impedisce a Nintendo di bloccare l’intera console, non solo l’account, proprio perché il dispositivo resta di proprietà dell’utente che lo ha acquistato: una tutela che, per ora, sembra applicarsi solo ai clienti europei.

Non è la prima volta che Nintendo ricorre a questo tipo di ban per contrastare comportamenti scorretti sulla propria piattaforma: già nel 2018 l’azienda aveva bloccato gli account di numerosi giocatori accusati di utilizzare hack e trucchi online, escludendoli da multiplayer, negozio digitale e persino dalla chat con gli amici.

La differenza, questa volta, sta proprio nel fatto che a essere colpito non è più il singolo account, ma l’intera console, il che è una misura decisamente più drastica per chi si ritrova bannato senza aver mai toccato un gioco piratato e sta continuando a creare disagi in tutto il mondo sollevando molti dubbi sulle meccaniche utilizzate dal colosso nipponico. Vi terremo aggiornati su questa vicenda in via di sviluppo.