Il settore dei wearable sportivi è in costante evoluzione e continua a muoversi su più fronti contemporaneamente, e oggi arrivano due indizi concreti da due dei marchi più affermati del settore.

Da un lato, un teardown dell’app Garmin Connect rivela nel dettaglio cosa potrebbe misurare il misterioso sensore muscolare dell’azienda. Dall’altro, la prossima fascia cardio di Suunto ha appena ottenuto l’approvazione della FCC, confermando alcuni dettagli tecnici che finora restavano solo ipotesi.

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Cosa potrebbe misurare il sensore muscolare di Garmin

Garmin ha recentemente depositato un marchio per Muscle Battery, una funzione legata ai dati sull’ossigenazione muscolare, di cui avevamo già parlato lo scorso aprile quando era emersa per la prima volta la registrazione presso l’USPTO.

Un teardown di Garmin Connect ha ora individuato campi dettagliati per la saturazione di ossigeno muscolare e la concentrazione totale di emoglobina, dimostrando che l’app supporta già i tipi di misurazioni su cui la futura metrica potrebbe basarsi.

L’APK include campi per la percentuale media, minima e massima di emoglobina satura, oltre a valori medi, minimi e massimi di concentrazione totale di emoglobina.

L’eventuale dispositivo futuro dovrebbe tracciare entrambi i parametri perché misurano cose diverse visto che l’emoglobina satura misura la quantità di emoglobina che trasporta ossigeno nel muscolo, mentre l’emoglobina totale misura la quantità complessiva di emoglobina presente, che stia trasportando ossigeno oppure no.

Insieme, spiega l’informatore, dovrebbero offrire un quadro più completo di cosa accade all’interno del muscolo durante l’esercizio fisico.

Garmin Connect potrebbe seguire come l’ossigenazione muscolare cambia nel corso di un’intera attività, identificando i livelli tipici, il punto più basso raggiunto e il picco di recupero più alto per distinguere tra un calo della saturazione di ossigeno e un più ampio cambiamento nel flusso sanguigno.

garmin sensore muscolare brevetto

Un sensore dedicato e non un semplice aggiornamento software

Come specificato dalla fonte, gli attuali dispositivi Garmin non sono in grado di produrre questo tipo di letture. Il monitoraggio dell’ossigeno muscolare si basa normalmente sulla spettroscopia nel vicino infrarosso, che utilizza diverse lunghezze d’onda della luce per stimare l’emoglobina ossigenata e deossigenata all’interno di un muscolo specifico.

Questo spiega anche perché il probabile dispositivo dovrebbe essere posizionato direttamente sopra il muscolo da misurare.

In sostanza, il leaker si aspetta un pod ottico dedicato, con gli orologi Garmin che fungerebbero da display e dispositivo di registrazione, mentre il sensore stesso si occuperebbe delle misurazioni specialistiche. I sensori per l’ossigeno muscolare non sono una novità assoluta nel settore, anche se restano tuttora piuttosto rari e non hanno mai davvero sfondato al di fuori degli atleti di resistenza più seri.

La differenza, in questo caso, è che finora si è sempre trattato di prodotti di terze parti ai margini dell’ecosistema Garmin, mentre un sensore proprietario permetterebbe un’integrazione molto più stretta con funzioni molto amate come Body Battery, Training Readiness e il resto dell’ecosistema dell’azienda.

La nuova fascia cardio Suunto passa dalla FCC

Sul fronte Suunto, che appena due giorni fa aveva presentato ufficialmente il nuovo Core 2, la fascia cardio ancora inedita SHRM2 ha ottenuto l’approvazione della FCC, confermando che si tratta di una fascia toracica con Bluetooth Low Energy, batteria CR2032 sostituibile e resistenza all’acqua fino a 30 metri.

A quanto pare è lo stesso dispositivo individuato per la prima volta lo scorso maggio, ma la documentazione più recente aiuta a chiarire alcune lacune importanti.

Stando a quanto affermato dai documenti FCC, questi descrivono SHRM2 come una fascia cardio nel materiale di test, mentre le informazioni normative sono stampate su un coperchio circolare della batteria simile a quello usato dall’attuale sensore toracico Suunto.

L’etichetta conferma una batteria CR2032 sostituibile, più capiente rispetto alla CR2025 montata sull’attuale Smart Heart Rate Belt, che dichiara circa 500 ore di autonomia, il che lascerebbe quindi presagire un’autonomia superiore, anche se il documento non fornisce ancora un dato ufficiale in merito. La resistenza all’acqua è classificata a 30 metri, in linea con l’attuale fascia Suunto, rendendo probabile il supporto al nuoto.

suunto fascia cardio brevetto

Screenshot

SHRM2 utilizza il Bluetooth Low Energy sulla consueta gamma di frequenza tra 2402 e 2480 MHz, con test che coprono sia la modalità a 1 Mbps che quella a 2 Mbps, segno che Suunto sia passata a una piattaforma Bluetooth più recente.

I documenti non menzionano l’ANT+, il che potrebbe significare che la nuova fascia resterà solo Bluetooth, anche se il deposito pubblico non è abbastanza dettagliato da escludere ulteriori modalità wireless prima che emerga il manuale completo.

Un indizio precedente dal forum sviluppatori di Nordic Semiconductor aveva già puntato verso il processore nRF54L15, anche se è bene specificare che il deposito FCC non conferma ancora che sia effettivamente quello montato sul dispositivo.

Foto esterne, foto interne e manuale utente restano confidenziali fino al 19 gennaio 2027, anche se quella data non indica necessariamente il lancio effettivo, dal momento che Suunto può rendere pubblici i documenti prima quando annuncia il prodotto.

Il marchio finlandese ha già dimostrato quanto velocemente una di queste scoperte regolatorie possa trasformarsi in un prodotto finito basti pensare al Suunto Core 2 che era apparso nei documenti FCC prima di essere lanciato ufficialmente questa settimana, quindi anche SHRM2 potrebbe essere più avanti nello sviluppo di quanto suggeriscano le date di confidenzialità del deposito.