OpenAI continua ad ampliare le capacità di ChatGPT e, dopo una fase iniziale di test avviata nei primi mesi dell’anno, annuncia il lancio di ChatGPT Health, una nuova esperienza dedicata alla salute che consente ai chatbot di utilizzare cartelle cliniche, risultati degli esami, dati provenienti da Apple Health e altre informazioni sanitarie personali per fornire risposte più contestualizzate e personalizzate.

La funzionalità è disponibile da oggi per gli utenti statunitensi di almeno 18 anni e rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle tradizionali domande sulla salute già supportate da ChatGPT. L’obbiettivo dichiarato è aiutare gli utenti a comprendere meglio i propri dati clinici, seguire l’evoluzione del proprio stato di salute e prepararsi alle visite mediche; allo stesso tempo però, OpenAI ribadisce che ChatGPT non sostituisce il parere di un medico e che le sue risposte non devono essere considerate una diagnosi o un trattamento.

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ChatGPT può consultare cartelle clinche, Apple Health e risultati degli esami

La principale novità è rappresentata dall’introduzione della nuova sezione Health (Salute) all’interno di ChatGPT, dalla quale gli utenti possono collegare in modo sicuro le proprie informazioni sanitarie.

Attraverso questa sezione è possibile sincronizzare i dati provenienti da Apple Health tramite i framework HealthKit e da alcune strutture sanitarie statunitensi compatibili, come Kaiser Permanente, One Medical e altri fornitori supportati. Durante la configurazione, ChatGPT invita inoltre l’utente a verificare e aggiornare eventuali patologie, farmaci assunti e informazioni sulla storia clinica familiare, così da poter interpretare correttamente i dati disponibili ed evitare che informazioni non più aggiornate possano influenzare le risposte.

Una volta completata la sincronizzazione, il chatbot può utilizzare queste informazioni quando risultano pertinenti alla conversazione; ad esempio può confrontare nuovi risultati di laboratorio con quelli precedenti, riassumere i cambiamenti registrati dall’ultima visita medica oppure mettere in relazione sonno, attività fisica e allenamenti per offrire spiegazioni più complete e personalizzate. OpenAI spiega che questo approccio riduce la necessità di dover caricare continuamente documenti o ripetere ogni volta il proprio quadro clinico, consentendo all’assistente di mantenere il contesto nel tempo.

L’integrazione non riguarda soltanto le domande strettamente mediche, se autorizzato dall’utente ChatGPT potrà infatti tenere conto delle informazioni sanitarie anche durante conversazioni di altro tipo. Ad esempio, potrà suggerire un ristorante compatibile con particolari allergie o restrizioni alimentari, proporre attività fisiche adatte dopo un recente infortunio oppure aiutare nella pianificazione dei pasti considerando eventuali esigenze nutrizionali specifiche.

Secondo OpenAI, oltre 300 milioni di persone utilizzano ogni settimana ChatGPT anche per porre domande relative alla salute, motivo per cui l’azienda ha deciso di integrare questa esperienza direttamente nelle normali conversazioni anziché mantenerla in uno spazio separato, come avveniva durante la fase iniziale di test. I primi riscontri avevano infatti mostrato che oltre il 70% delle conversazioni sanitarie avveniva comunque al di fuori dell’interfaccia dedicata.

GPT-5.6 Sol migliora le risposte, ma OpenAI invita comunque alla prudenza

Alla base della nuova esperienza troviamo anche i più recenti modelli linguistici di OpenAI, l’azienda spiega che GPT-5.5 Instant, disponibile anche per gli utenti del piano gratuito, ha già migliorato sensibilmente la capacità di riconoscere quando è opportuno suggerire un consulto medico, richiedere informazioni mancanti e spiegare concetti complessi in modo più comprensibile; per gli utenti a pagamento arriva invece GPT-5.6 Sol, descritto come il modello più avanzato sviluppato finora per il settore sanitario.

Secondo OpenAI, questo modello è particolarmente efficace nell’interpretare referti medici, analizzare l’evoluzione dei risultati di laboratorio nel tempo, spiegare in linguaggio semplice documenti clinici e aiutare gli utenti a preparare domande da rivolgere ai propri medici durante le visite di controllo. Lo sviluppo è stato accompagnato dalla collaborazione con centinaia di professionisti sanitari, che hanno contribuito sia all’addestramento sia alla valutazione delle prestazioni del sistema attraverso scenari clinici realistici; nei test interni, GPT-5.6 Sol ha ottenuto risultati migliori rispetto alla precedente generazione nei principali parametri utilizzati da OpenAI per valutare accuratezza, completezza delle risorse e capacità di comunicazione in ambito sanitario.

Nonostante questi progressi, OpenAI sottolinea ripetutamente che ChatGPT può ancora commettere errori, le informazioni fornite non sostituiscono il giudizio di medici qualificati e le decisioni sanitarie importanti dovrebbero sempre essere prese insieme a un professionista. L’azienda invita inoltre gli utenti a verificare sempre le informazioni più rilevanti confrontandole con le fonti ufficiali e con il proprio medico curante.

Privacy al centro, ma il debutto arriva in un momento delicato

Considerata la natura estremamente sensibile dei dati coinvolti, OpenAI dedica particolare attenzione agli aspetti legati alla privacy. L’azienda afferma che le cartelle cliniche collegate, i dati provenienti da Apple Health e le conversazioni che utilizzano queste informazioni non vengono impiegati per addestrare i modelli di base né per finalità pubblicitarie, indipendentemente dalle impostazioni di addestramento eventualmente attivate dall’utente. Tutte le conversazioni rimangono inoltre crittografate sia durante la trasmissione sia quando vengono archiviate, mentre le informazioni sanitarie beneficiano di ulteriori livelli di protezione.

Per impostazione predefinita ChatGPT richiede ogni volta l’autorizzazione prima di utilizzare i dati sanitari collegati, anche se l’utente può scegliere di concedere il consenso permanente oppure revocarlo in qualsiasi momento; è inoltre possibile scollegare completamente le proprie fonti sanitarie, con OpenAI che dichiara di eliminare i dati sincronizzati entro 30 giorni, mentre le eventuali conversazioni già salvate continueranno a essere conservate finché non verranno eliminate manualmente. Anche la memoria di ChatGPT rimane separata dai dati sanitari collegati, eventuali ricordi permanenti vengono creati solo se l’utente lo desidera e non direttamente dalle cartelle cliniche sincronizzate.

Il debutto di ChatGPT Health arriva tuttavia in un momento particolarmente delicato per OpenAI, negli Stati Uniti l’azienda è infatti coinvolta in una causa legale intentata da un pastore che sostiene di aver ricevuto da ChatGPT consigli medici errati, che lo avrebbero portato a non curare un’embolia polmonare. Sebbene il caso sia ancora in corso e non riguardi direttamente la nuova piattaforma, evidenzia quanto l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario continui a richiedere particolare cautela, soprattutto quando si parla di decisioni che possono avere conseguenze dirette sulla salute delle persone.

Per il momento, ChatGPT Health è disponibile esclusivamente negli Stati Uniti per gli utenti maggiorenni su web e iOS, con accesso per gli abbonati ai piani Free, Go, Plus e Pro. OpenAI non ha ancora comunicato quando la funzionalità sarà estesa ad altri Paesi, ma il lancio rappresenta un ulteriore tassello nella strategia dell’azienda di trasformare ChatGPT in un assistente sempre più personale e capace di integrare informazioni provenienti da diversi servizi, pur mantenendo (almeno nelle intenzioni dichiarate) il controllo dei dati nelle mani degli utenti.