Dreame Technology, azienda cinese nota finora per elettrodomestici smart e robot aspirapolvere, ha deciso di fare il suo ingresso nel settore automotive in modo tutt’altro che convenzionale.
Durante l’evento globale “Dreame Next” in Silicon Valley, la società ha presentato la Nebula Next 01 Jet Edition, un concept elettrico caratterizzato da una soluzione tecnica che definire audace sarebbe riduttivo: booster a razzo per raggiungere i 100 km/h in appena 0,9 secondi.
Al centro del progetto c’è un sistema di propulsione ibrido che affianca al powertrain elettrico un’unità a razzo: due booster a combustibile solido sviluppati internamente, capaci, secondo quanto dichiarato, di erogare fino a 100 kN di spinta con un tempo di risposta di circa 150 millisecondi.
Indice:
La scelta dei razzi e il problema dell’aderenza
I più esperti di voi sapranno già che attualmente le hypercar elettriche più avanzate sono già limitate dall’aderenza delle gomme, rendendo di fatto inefficace un ulteriore incremento di potenza alle basse velocità.
Non importa quanti cavalli si abbiano a disposizione se poi le ruote non riescono a scaricare quella potenza a terra, si rischia di girare semplicemente a vuoto. La scelta di Dreame di introdurre una spinta indipendente dalle ruote rappresenta quindi un tentativo radicale di superare questo vincolo fisico, spostando parte della propulsione dall’asfalto all’aria.
Il sistema a razzo, tuttavia, solleva interrogativi rilevanti sia sul piano pratico sia su quello ambientale. A differenza di soluzioni basate su aria compressa, come il pacchetto “SpaceX” ipotizzato da Tesla per la nuova Roadster, l’impiego di combustibile solido implica logiche di rifornimento e gestione ben più complesse. Per non parlare del fatto che l’utilizzo dei booster mette in discussione il concetto stesso di mobilità a zero emissioni, almeno durante le fasi di accelerazione assistita.


Batterie allo stato solido e guida autonoma avanzata
La Jet Edition deriva dal concept Nebula 1, già presentato come supercar elettrica da 1.876 CV, e si inserisce in una strategia più ampia con cui Dreame punta a realizzare “l’auto più veloce al mondo”. L’azienda ha annunciato un possibile avvio della produzione entro il 2027 e una partnership con BNP Paribas per la costruzione di uno stabilimento nei pressi di Berlino.
Oltre alla componente prestazionale, il veicolo integra tecnologie avanzate in diversi ambiti. La batteria allo stato solido a base solfuro promette una densità energetica superiore a 450 Wh/kg e un’autonomia dichiarata oltre i 550 km secondo il ciclo CLTC, anche se la produzione su larga scala è ancora in fase preparatoria.
Il telaio adotta un’architettura steer-by-wire completa, con 14 gradi di libertà e tempi di risposta nell’ordine del millisecondo, consentendo manovre avanzate come rotazioni sul posto e controllo dinamico in condizioni critiche, inclusi scoppi degli pneumatici.
LiDAR 4K e intelligenza artificiale
Sul fronte della guida autonoma, Dreame punta su un’architettura basata su modelli VLA (Vision-Language-Action), progettata per combinare comprensione dell’ambiente, apprendimento continuo e cooperazione uomo-macchina. Il sistema è stato testato in scenari complessi, tra cui nebbia fitta e strade montane.
A supporto della sensoristica è presente il sistema LiDAR proprietario DHX1, con 4.320 linee e capacità di rilevamento fino a 600 metri, in grado di identificare oggetti a bassa riflettività e piccoli ostacoli a distanze elevate.
L’abitacolo, spiega l’azienda, integra modelli AI eseguiti in locale per servizi proattivi e coordinamento con dispositivi domestici, configurando l’auto come nodo centrale di un ecosistema smart.
Alla presentazione ha partecipato anche Sebastian Thrun, docente a Stanford e figura di riferimento nello sviluppo della guida autonoma, che ha evidenziato il potenziale dell’approccio interdisciplinare adottato da Dreame.
Nonostante le numerose incognite tecniche e operative, il progetto rispecchia il fermento e l’innovazione che i nuovi attori cinesi stanno portando nel settore automotive, da BYD a Dreame stessa. Quest’ultima, pur provenendo da un ambito completamente diverso, potrebbe quindi riuscire a stupire, un po’ come ha fatto Xiaomi negli ultimi anni con il suo ingresso nel mondo delle auto elettriche.
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