Engwe Zip è una bici elettrica pieghevole che punta tutto sulla praticità. Niente saldature scenografiche o effetti speciali nel design: qui la qualità si misura nell’ingegnerizzazione e nel modo in cui ogni dettaglio è stato pensato per ridurre ingombri, peso e facilitare il trasporto. Il risultato è una bici da poco più di 15 kg, ideale per chi deve caricarla sul treno, ripiegarla in un angolo di casa o infilarla nel bagagliaio dell’auto per coprire l’ultimo miglio. Al prezzo di lancio di 899 euro (1099 euro di listino) si pone come una proposta seria e concreta da parte di un brand affermato, ad un prezzo davvero interessante. L’abbiamo provata e in questa recensione vi raccontiamo come va.

Video recensione Engwe Zip

Design e ingegnerizzazione: tutto pensato per il trasporto

La cifra di Engwe Zip è la compattezza. Pesa 16,9 Kg (batteria compresa), valore davvero contenuto per una bici elettrica, e questo si traduce nella possibilità concreta di portarla su e giù dalle scale mobili della metropolitana, caricarla sul treno o sollevarla in macchina senza fare fatica.

Tutto ruota attorno ad una serie di soluzioni costruttive curate. Lo snodo centrale, prima cosa che salta all’occhio, permette di dividere la bici a metà ed è veramente robusto, con una chiusura solida che non lascia dubbi sulla sua tenuta. C’è poi un secondo snodo alla base del tubo sterzo, anch’esso con tasto di sicurezza, che consente di ripiegare il tubo sterzo e ridurre ulteriormente l’ingombro. La parte finale del tubo sterzo è ulteriormente compattabile con un meccanismo telescopico, con tanto di scala graduata utile per ricordare la propria altezza abituale, dettaglio piccolo ma comodo nell’uso quotidiano.

L’idea più curiosa, e a nostro avviso anche la più riuscita, è il sistema di compattamento del carro posteriore: aprendo una clamp rapida e spingendo verso il basso, il tubo sella si avvicina al terreno e un piccolo carrellino integrato si abbassa per permetterci di trascinare la bici da chiusa, soluzione semplice ma davvero efficace. Quando si rialza il tubo, il carrellino rientra automaticamente e la bici è pronta a partire. È una di quelle ingegnerizzazioni che fanno capire come dietro al progetto ci sia stato del lavoro vero, e non una semplice rietichettatura di un prodotto già esistente.

Anche i pedali si sganciano con un meccanismo a scatto, sicuro e immediato, e si possono riporre su due ancoraggi dedicati vicino alla ruota posteriore. Niente pedali pendenti che si impigliano, niente accessori da portare a parte. Il reggisella è regolabile in altezza con la classica clamp a sgancio rapido, e il manubrio offre una buona escursione regolabile.

Una nota importante: quando la bici è completamente aperta, gli snodi non flettono. È un punto critico in molte pieghevoli economiche, dove il movimento si trasforma in un fastidioso sballonzolio laterale, ma non è il caso di Engwe Zip. Lo snodo centrale, quello del tubo sterzo e quello del tubo sella restituiscono una sensazione di solidità rassicurante. Sull’usura a lungo termine non possiamo ovviamente esprimerci dopo qualche settimana di prova, ma vi diciamo che un’altra pieghevole di Engwe è con noi da circa due anni e, usata regolarmente, mantiene oggi la stessa solidità degli inizi.

Avrete magari notato dalle immagini la forcella anteriore a singolo stelo, è una soluzione tecnica che Engwe ha studiato per ridurre gli ingombri quando la bici è chiusa, non va a limitare la robustezza e la rigidità del telaio e fa parte di quelle “chicche” a cui ormai il produttore asiatico ci ha abituati.

Recensione Engwe Zip: finalmente una bici elettrica pieghevole compattissima 5

Batteria rimovibile e power bank da 240W: due funzioni in una

La batteria da 360 Wh è alloggiata in una borsetta dedicata fissata saldamente davanti al manubrio, soluzione che mantiene il telaio pulito e libera spazio per le altre funzioni. La borsa, oltre a proteggere la batteria, ha un doppio fondo, con uno scomparto utilizzabile per portare con sé altri eventuali oggetti, e include anche una tracolla nel caso vogliate trasportarla separatamente. Per rimuovere la borsetta con batteria basta la chiave dedicata: due giri e si sfila via, lasciando l’attacco elettrico protetto da un gommino. Quella della batteria “in borsetta” è una soluzione pratica e ben pensata per l’utilizzo di ogni giorno, il modulo energetico poi potrà rimanere nella sua custodia o essere sfilato, anche qui infatti Engwe l’ha pensata bene: sul lato della borsa c’è un’apertura che consente di raggiungere le due porte USB C, oppure semplicemente si potrà sganciare la batteria dal suo alloggiamento nella borsa.

La caratteristica più interessante è la doppia porta USB-C, una in ingresso e una in uscita, che trasforma la batteria in un grande power bank. La potenza erogata in uscita arriva fino a 240W, sufficienti ad alimentare un computer portatile, e ovviamente smartphone o tablet. Ed è anche possibile caricare e scaricare contemporaneamente, dettaglio non scontato. Come accessorio incluso nell’acquisto della bici è davvero ben pensato: chi compra una pieghevole spesso è un pendolare, e avere un power bank da quasi 360 Wh sempre dietro è un vantaggio concreto.

L’autonomia dichiarata rispecchia quanto abbiamo riscontrato nei test: una cinquantina di chilometri con un uso medio dell’assistenza, che si possono allungare fino a circa 70 km se si pedala più attivamente e si usano i livelli più bassi. Chiaramente il dato dipende molto dall’altimetria del percorso, dal peso del rider e dalle modalità di guida.

Recensione Engwe Zip: finalmente una bici elettrica pieghevole compattissima 6

Componentistica: Shimano, freni idraulici e motore al mozzo posteriore

Sotto il profilo tecnico Engwe Zip non si fa mancare nulla per una bici di questa fascia. Il motore è al mozzo posteriore, da 250W di potenza nominale continua con coppia di 40 Nm. È il classico setup conforme alle normative europee, con assistenza limitata a 25 km/h. I 40 Nm di coppia possono sembrare pochi sulla carta ma, come vedremo a breve, sono più che adeguati al peso contenuto della bici e alle sue ruote piccole.

La trasmissione è una Shimano Tourney compatta a 7 rapporti, scelta sensata per un mezzo di questo tipo. È la fascia entry level di Shimano ma è sinonimo di affidabilità, e per pedalare in città o coprire qualche chilometro misto non si sente la mancanza di rapporti aggiuntivi. Da segnalare che una Shimano a 7 rapporti, su una pieghevole di queste dimensioni, non è neppure così comune.

I freni a disco idraulici con dischi anteriori e posteriori da 160 mm sono uno dei punti di forza assoluti. Frenano tantissimo, probabilmente anche grazie al peso contenuto del mezzo e alle ruote dal diametro ridotto, e in alcune frenate più decise abbiamo notato che la ruota posteriore tende addirittura ad alzarsi: una potenza di arresto importante, da gestire con un minimo di attenzione.

Tra le dotazioni di serie troviamo poi un portapacchi posteriore con portata di 15 kg, mentre la portata massima complessiva (rider più carico) è di 135 kg. C’è il sensore di coppia, dettaglio importante: la spinta arriva in modo proporzionale alla pressione esercitata sui pedali, dando una pedalata più naturale rispetto ai sensori di cadenza presenti su molte bici di pari fascia.

Il display integrato nel manubrio è ben leggibile anche sotto il sole, mostra velocità, livello di assistenza e le altre informazioni essenziali per la guida. Da qui si gestiscono il faretto anteriore e i tre livelli di assistenza, mentre quello posteriore è autonomo, alimentato da una batteria a bottone separata.

Recensione Engwe Zip: finalmente una bici elettrica pieghevole compattissima 11

In sella: scattante, divertente, ma da prendere con le pinze

Mettendosi in sella la prima sensazione è quella di un mezzo vivace e divertente. Engwe Zip impenna che è un piacere, in alcune accelerazioni decise il davanti tende ad alzarsi e bisogna fare attenzione: è una conseguenza della geometria tipica delle pieghevoli, dove si è seduti molto sopra la ruota anteriore in posizione verticale, con il baricentro spostato all’indietro. La manovrabilità è ottima, anzi quasi eccessiva: i comandi sono molto reattivi e nei primi metri si rischia di sterzare più del necessario. Nulla di grave, ci si abitua nel giro di qualche minuto.

Detto questo, è una bici sorprendentemente comoda per essere una pieghevole. Il reggisella ammortizzato fa un buon lavoro nell’assorbire le piccole asperità, il manubrio non è troppo stretto e la posizione, per quanto verticale, non risulta scomoda nemmeno dopo qualche chilometro. Va da sé che non è una bici da macinare lunghe distanze, ma per gli ambiti per cui è pensata, ovvero spostamenti urbani brevi e ultimo miglio, va benissimo.

Recensione Engwe Zip: finalmente una bici elettrica pieghevole compattissima 12

Il sensore di coppia eroga la potenza in modo naturale e la potenza è più che sufficiente per non temere salite o cavalcavia, ad aiutare ci sono anche le “ruotine” da 16″, che hanno il grande pregio di avere un momento di inerzia bassissimo. Ci vuole un niente per farla accelerare e per farla rallentare. Ruote che diventano chiaramente un limite se dobbiamo affrontare terreni molto sconnessi, rotaie del tram, porfido ecc… ma fa parte dei compromessi di una bicicletta pieghevole così compatta.

Sulla questione altezza del rider, il nostro tester è alto 1,80 m e ha utilizzato il sellino quasi al massimo della sua escursione. La nostra impressione è che fino a 1,85 m si stia comodi, oltre quella soglia la posizione potrebbe risultare un po’ compressa. Ricordiamoci comunque che parliamo di una pieghevole, non di una bici dove la biomeccanica può essere ottimizzata al millimetro, quindi volendo ci si può adattare.

Da segnalare la facilità di assemblaggio al primo unboxing: bastano davvero pochi minuti, devono essere montati solo il sellino e il manubrio. Per chi non avesse mai avuto a che fare con una bici elettrica acquistata online, abbiamo pubblicato una guida dedicata al montaggio.

Recensione Engwe Zip: finalmente una bici elettrica pieghevole compattissima 13

Considerazioni finali

Siamo alle battute finali della recensione di Engwe Zip, una pieghevole che punta tutto sulla praticità e sulla cura dell’ingegnerizzazione. Il prezzo di lancio è di 899 euro con il codice sconto che troverete qui sotto, mentre il listino post-lancio è di 1099 euro. In aggiunta, per il dodicesimo anniversario di Engwe, è incluso un gift pack con specchietti, un piccolo antifurto e altri accessori di taglio piccolo ma di valore commerciale di circa 150 Euro.

È un mezzo che fa quello per cui è stato pensato, e lo fa bene. Pendolari che caricano la bici sul treno, chi abita in spazi ridotti e deve riporla in un angolo, chi la usa come ultimo miglio dopo l’auto: per tutti questi profili Engwe Zip è una soluzione decisamente più sensata, e a nostro parere anche più sicura, di un monopattino. E in più si pedala, che non guasta mai. Il prezzo poi è decisamente invitante per un oggetto di questo tipo (con la qualità e affidabilità Engwe, non certo l’ultimo brand arrivato), le alternative alla “Brompton” vanno dai 3 mila Euro in su e la sostanza è praticamente la stessa.

Pro:

    • Qualità generale elevata
    • Grande compattezza da chiusa
    • Soluzioni eleganti per ridurre gli ingombri

Contro:

    • Le ruote da 16

Voto finale:

9