La notizia era nell’aria già da tempo e, come vi abbiamo raccontato nelle scorse ore, adesso è ufficiale: Tim Cook lascerà il ruolo di amministratore delegato di Apple a partire da settembre 2026, passando il testimone a John Ternus, attuale vicepresidente senior dell’ingegneria hardware. Una transizione importante, che segna la fine di un’era durata quindici anni e che, come spesso accade in questi casi, si accompagna a riflessioni, ringraziamenti e, inevitabilmente, aspettative per il futuro.
Contestualmente all’annuncio, Cook ha condiviso una lunga lettera aperta alla comunità Apple, un messaggio dal tono personale e piuttosto sentito, nel quale ripercorre il suo percorso alla guida dell’azienda e ringrazia direttamente gli utenti per il supporto ricevuto nel corso degli anni.
Indice:
Una lettera di Tim Cook alla comunità Apple, tra emozione e gratitudine
Come spesso accade nelle comunicazioni di questo tipo, la lettera di Tim Cook non si limita a un semplice annuncio formale, ma prova a raccontare il lato più umano dell’esperienza vissuta alla guida di Apple.
Cook descrive, ad esempio, la sua abitudine quotidiana di leggere le email degli utenti, un rituale che gli ha permesso (almeno nelle sue parole) di restare in contatto con le storie reali delle persone: dai racconti legati ai dispositivi che hanno avuto un impatto concreto nella vita quotidiana (come Apple Watch in ambito salute), fino alle critiche ricevute quando qualcosa non funzionava come previsto.
Il passaggio più significativo però, è probabilmente quello in cui definisce il suo incarico come un onore e un privilegio, sottolineando come guidare Apple sia stato, nel profondo, il lavoro più bello del mondo; e non manca ovviamente un chiarimento importante, questo non è un addio.
A partire da settembre infatti, Cook assumerà il ruolo di presidente esecutivo, rimanendo quindi una figura centrale all’interno dell’azienda, anche se con una visibilità pubblica che resta ancora tutta da definire.
Il successore di Cook, John Ternus, è in Apple da oltre 25 anni e, nel suo ruolo precedente, ha guidato lo sviluppo hardware di alcuni dei prodotti più importanti dell’azienda.
Nella lettera, Cook lo definisce un ingegnere pensatore brillante, ma soprattutto una figura capace di incarnare i valori fondamentali di Apple: attenzione maniacale ai dettagli, ricerca dell’eccellenza e capacità di rendere i prodotti migliori, più autentici, più belli e più significativi.
Non è dunque un cambio di rotta radicale, quanto piuttosto una scelta di continuità interna, che punta a mantenere intatta la visione dell’azienda pur aprendo una nuova fase.
Di seguito, per completezza, riportiamo la lettera di Tim Cook tradotta nella nostra lingua:
Alla comunità Apple:
Negli ultimi 15 anni ho iniziato quasi ogni mattina allo stesso modo. Apro la posta elettronica e leggo i messaggi che ho ricevuto il giorno prima dagli utenti Apple di tutto il mondo.
Condividete con me piccoli frammenti delle vostre vite e mi raccontate cose che volete che io sappia su come Apple vi ha influenzato. Del momento in cui vostra madre è stata salvata dal suo Apple Watch. Del selfie perfetto che avete scattato in cima a una montagna che sembrava impossibile da scalare. Mi ringraziate per come Mac ha cambiato il vostro modo di lavorare e a volte mi date del filo da torcere perché qualcosa a cui tenete non funziona come dovrebbe.
In ognuna di quelle email sento il cuore pulsante della nostra comune umanità. Sento un profondo senso di responsabilità a lavorare di più e a spingermi oltre. Ma soprattutto, provo una gratitudine che non riesco a esprimere a parole, per essere stato, in qualche modo, la persona dall’altra parte di quelle email, il leader di un’azienda che accende l’immaginazione e arricchisce le vite in modi così profondi da sfidare ogni descrizione. Che onore e che privilegio è stato.
Oggi abbiamo annunciato che intraprenderò un nuovo passo nel mio percorso in Apple. Nei prossimi mesi assumerò un nuovo ruolo, lasciando la carica di CEO a settembre per diventare presidente esecutivo di Apple. Una nuova persona prenderà il mio posto in quello che, nel mio cuore, so essere il lavoro più bello del mondo. Questa persona è John Ternus, un ingegnere e pensatore brillante che ha trascorso gli ultimi 25 anni a costruire i prodotti Apple che i nostri utenti amano così tanto, ossessionato da ogni dettaglio, concentrato su ogni possibile modo per rendere qualcosa di migliore, più audace, più bello e più significativo. È la persona perfetta per questo incarico.
John ha a cuore profondamente chi siamo in Apple, cosa facciamo in Apple, chi raggiungiamo con Apple, e possiede il cuore e il carattere necessari per guidare con straordinaria integrità. Sono estremamente orgoglioso di poterlo nominare il prossimo CEO di Apple. Sotto la sua guida, questa azienda raggiungerà traguardi incredibili e sentirete il suo impatto in ogni singolo aspetto entusiasmante e in ogni scoperta che nascerà dai prodotti e servizi futuri. Non vedo l’ora che possiate conoscerlo come lo conosco io.
Questo non è un addio. Ma in questo momento di transizione, volevo cogliere l’occasione per dirvi grazie. Non a nome dell’azienda, questa volta, anche se trabocca una profonda gratitudine nei vostri confronti. Ma semplicemente a nome mio. Tim. Una persona cresciuta in un luogo rurale in un’epoca diversa e che, per questi momenti magici, ha avuto la fortuna di essere l’amministratore delegato della più grande azienda del mondo. Grazie per la fiducia e la gentilezza che mi avete dimostrato. Grazie per avermi salutato per strada e nei nostri negozi. Grazie per aver esultato insieme a me quando abbiamo presentato un nuovo prodotto o servizio. Grazie, soprattutto, per aver creduto in me e avermi permesso di guidare l’azienda che vi ha sempre messo al centro del suo lavoro. Ogni giorno ci svegliamo e pensiamo a cosa possiamo fare per rendere la vostra vita un po’ migliore. E ogni giorno, voi avete reso la mia la migliore che potessi desiderare.
Grazie.
Il passaggio di consegne e i messaggi interni
Parallelamente alla lettera pubblica, sono emersi anche alcuni promemoria interni scambiati tra Cook e Ternus, che offrono uno sguardo ancora più diretto sulla transizione.
Cook richiama esplicitamente i valori lasciati in eredità da Steve Jobs, ribadendo come Apple debba continuare a puntare su semplicità, innovazione e impatto reale sulla vita delle persone; non manca poi un accenno a una roadmap straordinaria, segno che, almeno secondo l’attuale CEO, il futuro dell’azienda appare più che promettente.
Dall’altra parte, Ternus ha espresso entusiasmo per il nuovo ruolo, sottolineando il privilegio di aver guidato il team hardware e la volontà di continuare a lavorare a stretto contatto con i dipendenti anche nella nuova posizione.
Interessante poi notare come la transizione sarà piuttosto graduale, Cook resterà CEO per tutta l’estate, collaborando direttamente con Ternus per garantire un passaggio di consegne il più possibile fluido.
La fine di un’era e l’inizio di un’altra
Guardando indietro, è difficile sottovalutare l’impatto della gestione Cook. Dal 2011, anno in cui ha raccolto il testimone da Steve Jobs, Apple ha vissuto una crescita impressionante, trainata in larga parte dal successo dell’iPhone, ma anche dall’espansione dei servizi e dall’introduzione di nuove categorie di prodotto come Apple Watch, AirPods e, più recentemente, Vision Pro.
Allo stesso tempo, l’azienda ha affrontato una trasformazione tecnica importante con l’arrivo degli Apple Silicon, segnando una svolta decisiva anche nel mondo dei Mac.
Il passaggio a Ternus arriva dunque in un momento di relativa stabilità, ma anche di grandi opportunità, soprattutto considerando le sfide legate all’intelligenza artificiale, ai servizi e all’evoluzione dell’ecosistema.
Quello annunciato da Apple dunque è un cambio storico, ma non necessariamente rivoluzionario nei suoi effetti immediati. La scelta di un profilo interno come John Ternus suggerisce infatti la volontà di proseguire lungo una linea ben definita, senza strappi evidenti.
Quanto cambierà davvero Apple senza Tim Cook nel ruolo di CEO? Per scoprirlo bisognerà osservare con attenzione le prossime mosse dell’azienda, perché se è vero che la continuità è stata garantita sulla carta, è altrettanto vero che ogni nuova leadership porta con sé una visione destinata a lasciare il segno.
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