Dopo oltre un decennio alla guida della società più capitalizzata al mondo, Tim Cook lascia la carica di CEO di Apple. A succedergli sarà John Ternus, attuale Senior Vice President of Hardware Engineering, con effetto dal 1° settembre 2026 (a compimento del suo 15° anno di CEO).

Cook non sparirà dall’azienda: diventerà presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, mantenendo il ruolo di CEO fino all’estate per garantire una transizione ordinata. Nel suo ruolo futuro si occuperà, tra le altre cose, del dialogo con i responsabili politici a livello globale, un fronte su cui ha già dimostrato notevole abilità negli anni passati.

La notizia, approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, ha colto di sorpresa gli investitori: le azioni Apple sono scese di oltre l’1% dopo la chiusura dei mercati lunedì. Contestualmente, Arthur Levinson, presidente non esecutivo da 15 anni, assumerà il ruolo di lead independent director a partire dal 1° settembre 2026, quando Ternus entrerà formalmente nel CdA.

«È stato il privilegio più grande della mia vita essere il CEO di Apple e aver avuto la fiducia di guidare un’azienda così straordinaria», ha dichiarato Cook nel comunicato ufficiale.

Il cambio al vertice arriva in un momento di significativa turbolenza nell’executive team di Apple: nella seconda metà del 2025 l’azienda ha già visto le uscite del responsabile dell’intelligenza artificiale, del capo delle politiche aziendali e di uno dei principali designer. Un contesto che rende il passaggio di consegne ancora più delicato.

Chi è John Ternus, l’erede di Cook

John Ternus è una figura che conosce Apple dall’interno meglio di chiunque altro. Entrato nel team di progettazione prodotti già nel 2001, è diventato Vice President of Hardware Engineering nel 2013 e ha fatto il suo ingresso nel gruppo esecutivo nel 2021, assumendo la supervisione dell’ingegneria hardware di tutta la gamma Apple: iPhone, iPad, Mac, AirPods e Apple Watch.

Laureato in Ingegneria Meccanica all’Università della Pennsylvania, Ternus ha costruito la sua carriera partendo dallo sviluppo di monitor per computer, per poi supervisionare il design del prodotto per il primo iPad originale e prendere successivamente le redini dello sviluppo del Mac. Il suo profilo tecnico è quindi solidissimo, radicato nella storia dei prodotti che hanno reso Apple ciò che è oggi.

Più di recente, ha assunto il controllo di un’unità segreta dedicata alla robotica, che starebbe sviluppando tra gli altri un dispositivo da tavolo con uno schermo rotante pensato per seguire l’interlocutore durante le videochiamate FaceTime, con un lancio atteso già il prossimo anno. Un segnale che la sua visione guarda già oltre l’attuale catalogo.

Chi lo conosce bene non ha dubbi sulla scelta. Tony Blevins, ex responsabile degli acquisti di Apple fino al 2022, lo descrive come «un ingegnere molto meticoloso e un dirigente oculato», definendolo «una scelta eccellente e ovvia» per succedere a Cook.

La sfida che attende Ternus è tutt’altro che semplice. Apple deve ancora trovare la sua strada nell’intelligenza artificiale: il ritardo nell’aggiornamento di Siri, ben distante dalle capacità di ChatGPT e Gemini, è diventato uno dei punti più critici sollevati dagli analisti durante le chiamate sugli utili. Anche il Vision Pro, il visore per la realtà mista lanciato con grandi aspettative, rimane un prodotto di nicchia lontano dal successo di massa che ha contraddistinto altri lanci Apple. Ternus eredita un’azienda da 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, costruita in gran parte dai successi di Cook, ma con alcune partite aperte che richiedono risposte concrete.