Il settore dei media internazionali entra in una fase sempre più delicata e, come spesso accade quando sul tavolo ci sono colossi dell’intrattenimento globale, ogni rilancio può cambiare radicalmente gli equilibri del settore. Nelle ultime ore infatti, Warner Bros. Discovery ha confermato che la nuova offerta presentata da Paramount Skydance potrebbe risultare superiore rispetto a quella avanzata da Netflix, aprendo così a uno scenario che fino a pochi giorni fa sembrava tutt’altro che definito.

Il consiglio di amministrazione di WBD è ancora al lavoro per valutare nel dettaglio la proposta aggiornata, ma i numeri, come vedremo tra poco, iniziano a delineare un quadro decisamente più competitivo.

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Paramount rilancia: 31 dollari ad azione e nuove garanzie per acquisire Warner Bros. Discovery

Entrando nel merito della questione, Paramount Skydance ha aumentato la propria offerta da 30 dollari a 31 dollari per azione. Un incremento apparentemente contenuto, ma che in operazioni di questa portata può fare la differenza, soprattutto quando di parla di una società che controlla asset strategici nel mondo del cinema, delle serie TV e dello streaming.

Non solo, la nuova proposta prevede che Paramount si faccia carico anche della penale di risoluzione regolamentare da 7 miliardi di dollari qualora l’eventuale fusione con WBD non dovesse andare in porto a causa di problematiche antitrust; un elemento questo, che rafforza la solidità dell’offerta e riduce sensibilmente i rischi per gli azionisti.

Come se non bastasse, la società, controllata da David Ellison, ha modificato anche le tempistiche legate agli eventuali ritardi: verranno riconosciuti 0,25 dollari per azione per ogni giorno di slittamento nella chiusura dell’accordo a partire dal 30 settembre (e non più dal 31 dicembre come previsto inizialmente). Un segnale chiaro della volontà di chiudere l’operazione e, al tempo stesso, di offrire ulteriori garanzie economiche.

Dal canto suo, Netflix ha messo sul piatto 27,75 dollari per azione, ma per una porzione più limitata del business complessivo di WBD; l’idea del colosso dello streaming è quella di acquisire interamente in contanti gli studi cinematografici, la proprietà intellettuale, HBO e i servizi di streaming (incluso HBO Max), lasciando fuori altri canali via cavo del gruppo.

Si tratta dunque di un’operazione più mirata e meno omnicomprensiva rispetto alla proposta di Paramount che invece punta all’intero perimetro societario.

Al momento Netflix non ha commentato ufficialmente il nuovo rilancio, ma nei giorni scorsi il co-CEO Ted Sarandos ha ribadito la filosofia dell’azienda parlando di un approccio estremamente disciplinato alle acquisizioni; in altre parole, Netflix sarebbe pronta a sfilarsi qualora il prezzo dovesse salire oltre determinate soglie considerate sostenibili.

La palla adesso passa al consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery, che dovrà stabilire se la proposta aggiornata di Paramount possa essere formalmente definita una Proposta Aziendale Superiore. In tal caso, Netflix avrebbe quattro giorni di tempo per un eventuale rilancio.

Non è dunque chiaro, e questo è un punto centrale, se assisteremo a un’ulteriore escalation o se uno dei due contendenti deciderà di tirarsi indietro; molto dipenderà dalle valutazioni strategiche interne e dalle prospettive di integrazione industriale.

Al di là della competizione finanziaria, ciò che interessa e spesso preoccupa maggiormente gli utenti riguarda le conseguenze pratiche di un’eventuale fusione.

Qualunque sia l’acquirente finale, un’operazione di questa portata verrebbe inevitabilmente sottoposta a un attento scrutinio normativo, soprattutto sul fronte antitrust. Inoltre, come spesso e volentieri accade in questi casi, è plausibile attendersi riallineamenti dei cataloghi streaming, possibili ristrutturazioni dei brand, aumenti dei prezzi degli abbonamenti, nonché una ridefinizione delle strategie produttive di Hollywood.

Molti di voi ricorderanno come operazioni simili abbiano già in passato portato cambiamenti significativi nell’offerta e nei listini, ed è quindi lecito aspettarsi un impatto duraturo, non solo per il mercato statunitense, ma anche per quello europeo.

In definitiva, siamo di fronte a un passaggio cruciale per l’industria dell’intrattenimento globale. Paramount ha alzato l’asticella, Netflix osserva e potrebbe decidere se rilanciare o meno, mentre Warner Bros. Discovery si trova nella posizione (tutt’altro che semplice) di dover scegliere la proposta più vantaggiosa sotto il profilo economico e strategico.

Non ci resta che attendere per scoprire come evolverà lo scenario e, soprattutto, quale sarà l’impatto concreto su piattaforme, contenuti e prezzi.