Dopo mesi di indiscrezioni sull’ambiziosa espansione hardware di OpenAI, emergono ora dettagli decisamente più concreti su quello che dovrebbe essere il primo prodotto frutto della collaborazione con Jony Ive. Secondo un nuovo report pubblicato da The Information, il debutto della nuova linea di dispositivi OpenAI potrebbe avvenire con uno smart speaker, un prodotto che, per filosofia e posizionamento, ricorda da vicino una sorta di HomePod 2.0.
Una mossa che, se confermata, segnerebbe un passaggio chiave per l’azienda guidata da Sam Altman, non più soltanto software e modelli di intelligenza artificiale, ma un ecosistema fisico pensato per portare l’IA direttamente negli ambienti domestici degli utenti.
Il primo dispositivo di OpenAI sarebbe uno smart speaker con fotocamera e riconoscimento facciale
Secondo quanto riportato, il primo dispositivo di OpenAI progettato nello studio di Jony Ive dovrebbe essere uno smart speaker con un prezzo compreso tra i 200 dollari e i 300 dollari, dunque in una fascia medio alta del mercato.
Ma non si tratterebbe di un semplice altoparlante intelligente, il dispositivo infatti sarebbe dotato di:
- una fotocamera integrata capace di acquisire informazioni sull’ambiente circostante (oggetti su un tavolo, presenza di persone, contesto dinamico)
- funzionalità avanzate di riconoscimento facciale, simili al Face ID di Apple
- possibilità di effettuare acquisti identificando l’utente tramite il volto
In altre parole, OpenAI sembrerebbe voler superare il concetto tradizionale di smart speaker basato esclusivamente sulla voce, introducendo una componente visiva che permetta al sistema di comprendere meglio il contesto. Un approccio che, se implementato correttamente, potrebbe rendere l’assistente IA molto più proattivo e personalizzato (ma che inevitabilmente solleverà anche interrogativi importanti sul fronte della privacy).
Il report cita anche altri due prodotti attualmente in fase di sviluppo attivo, occhiali intelligenti e una lampada smart.
Non è ancora chiaro quale sarà la tempistica precisa di lancio per questi dispositivi, ma l’idea di fondo appare piuttosto evidente: costruire un ecosistema hardware capace di integrare in modo profondo l’intelligenza artificiale generativa nella quotidianità.
Se lo speaker rappresenterebbe il punto di accesso domestico, gli occhiali potrebbero costituire l’estensione personale e mobile dell’assistente IA, mentre la lampada smart potrebbe fungere da hub ambientale o da elemento ambient computing, concetto sempre più centrale nelle strategie dei grandi player tecnologici.
Il coinvolgimento di Jony Ive è, a quanto pare, più articolato di quanto si potesse immaginare. Il designer continua a guidare il suo studio indipendente, LoveFrom, che si occupa della progettazione dei dispositivi OpenAI.
Parallelamente però, esiste un team interno a OpenAI dedicato all’hardware, responsabile dello sviluppo tecnico, del software e dell’integrazione delle funzionalità IA, oltre che dell’analisi delle modalità d’uso da parte dei consumatori.
Questa divisione delle responsabilità avrebbe generato alcune tensioni, secondo il report parte dello staff di OpenAI avrebbe lamentato una certa lentezza da parte di LoveFrom nel rivedere i progetti, e una condivisione limitata del processo creativo con i team interni. Inoltre, l’integrazione dei membri provenienti da io, realtà acquisita per rafforzare le competenze hardware, non sarebbe stata priva di complicazioni.
Uno scenario che, per certi versi, ricorda le complessità tipiche delle grandi transizioni strategiche: passare da azienda puramente software a player hardware comporta inevitabilmente attriti organizzativi, ridefinizione dei ruoli e nuovi equilibri interni.
Se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, il 2027 potrebbe segnare l’ingresso ufficiale di OpenAI nel mercato dei dispositivi consumer.
La scelta di partire da uno smart speaker non sarebbe casuale, si tratta di un formato già familiare agli utenti, relativamente compatto e perfetto per ospitare un assistente IA conversazionale sempre attivo; allo stesso tempo, l’integrazione di fotocamera e riconoscimento facciale rappresenterebbe un salto evolutivo rispetto agli speaker tradizionali.
Resta da capire quanto questo HomePod 2.0 in salsa OpenAI saprà distinguersi in un mercato affollato e quanto gli utenti saranno disposti ad accettare un dispositivo capace di osservare, oltre che ascoltare, l’ambiente domestico.
- Grazie a un accordo con OpenAI l’Estonia integra ChatGPT Edu nelle scuole superiori
- OpenAI ha ritirato 5 modelli di ChatGPT, incluso uno controverso
- La Ricerca Approfondita di ChatGPT si aggiorna con un visualizzatore documenti integrato
- ChatGPT entra nell’ecosistema militare USA: l’assistente di OpenAI arriva su GenAI.mil
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: AMD Ryzen 7 9850X3D: test DDR5 4800 vs DDR5 6000 in gaming, ecco la verità
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo

