Tra i dispositivi più curiosi e atipici visti al CES 2026, la food camera Amazfit V1tal di Zepp Health è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo, attirando l’attenzione non tanto per il design o per l’immediatezza del prodotto, quanto per ciò che rappresenta in termini di ambizioni future nel monitoraggio nutrizionale basato sull’intelligenza artificiale.
Dopo una prima apparizione piuttosto fugace all’inizio di gennaio, una demo pratica pubblicata dal canale YouTube Chase The Summit permette ora di capire meglio come funziona questo dispositivo, che è bene chiarirlo subito, rimane a tutti gli effetti un prototipo: non esistono informazioni su una possibile data di lancio, sul prezzo o su un’effettiva personalizzazione.
Amazfit V1tal è un prototipo ancora grezzo, ma già funzionale
Dal punto di vista hardware, la Amazfit V1tal non cerca di nascondere la sua natura sperimentale, le dimensioni ricordano quelle di un vecchio telefono a conchiglia, anche se il corpo è decisamente più spesso e massiccio. Una volta aperta, la cerniera rivela un modulo fotocamera integrato, alcuni LED e un piccolo display che mostra un’anteprima in tempo reale.
Sulla base trovano spazio pulsanti tattili, una porta USB-C per la ricarica e un supporto magnetico piuttosto ingombrante, pensato per mantenere il dispositivo stabile su un tavolo; l’involucro esterno, come facilmente intuibile, sembra più un guscio di test che un prodotto pronto per il mercato.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla demo riguarda il software, l’interfaccia di Alazfit V1tal riprende chiaramente molti elementi del sistema operativo già utilizzato sugli smartwatch Zepp Health, con menù familiari dedicati a Wi-Fi, Bluetooth, display e audio.
La funzione centrale è però la Modalità Ristorazione: una volta attivata, la fotocamera si estende automaticamente ed è pronta a scansionare il cibo; posizionato accanto al piatto, il dispositivo registra sia un’analisi visiva degli alimenti sia un time-lapse dell’intero processo di consumo.
Al termine del pasto, chiudendo la fotocamera viene avviato il caricamento dei dati sull’app Zepp Health, che in pochi istanti restituisce una stima delle calorie, dei macronutrienti e un riepilogo di coaching generato dall’intelligenza artificiale, basato non solo su ciò che è stato mangiato, ma anche sulla velocità di consumo, ignorando il cibo eventualmente rimasto nel piatto.
È proprio sul fronte dell’accuratezza che la demo di Amazfit V1tal ha stupito, nel test effettuato il sistema è riuscito a identificare correttamente tutti gli alimenti presenti nel piatto (pomodorini, avocado, un’arancia e alcuni cracker), fornendo una stima calorica molto vicina ai valori reali.
Il software si spinge persino oltre, suggerendo aggiustamenti per bilanciare i pasti, tenendo conto ad esempio di una possibile carenza di proteine o di un’eccessiva presenza di carboidrati raffinati; un approccio che va ben oltre il semplice conteggio delle calorie.
Come già emerso in precedenza, Amazfit V1tal sembra essere meno un esercizio di stile hardware e più un banco di prova per un nuovo motore di tracciamento alimentare. Zepp Health offre già la registrazione dei pasti nell’app, ma qui entra in gioco una combinazione di riconoscimento visivo automatico, dati temporali e feedback basati sull’IA.
C’è anche una forte componente comportamentale, il sistema non analizza solo il cibo, ma le abitudini alimentari nel loro complesso, collegandosi alla recente enfasi dell’azienda su metriche come la durata della salute e la prontezza fisica già viste sugli smartwatch delle linee Balance e Active.
Durante i briefing al CES, i rappresentanti di Zepp Health hanno lasciato intendere che Amazfit V1tal potrebbe non restare un dispositivo autonomo, una delle ipotesi avanzate è l’integrazione di una tecnologia simile in smart glasses, eliminando così la necessità di un hardware dedicato appoggiato sul tavolo e rendendo il monitoraggio nutrizionale molto più naturale e continuo.
È difficile immaginare che Amazfit V1tal possa arrivare sul mercato nella sua forma attuale, l’hardware è troppo di nicchia per l’uso quotidiano; tuttavia, il software che la anima sembra essere il vero valore aggiunto.
Se Zepp Health riuscirà a portare queste funzionalità su dispositivi già esistenti, come smartphone, smartwatch o occhiali intelligenti, il tracciamento alimentare potrebbe finalmente uscire dal limbo delle scansioni manuali e dei codici a barre, trasformandosi in qualcosa di davvero intelligente.
Per ora, la food camera Amazfit V1tal resta un prototipo curioso e incompleto, ma in futuro il monitoraggio nutrizionale potrebbe diventare più automatico, contestuale e guidato dall’intelligenza artificiale.
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