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Il nuovo Governo pronto a bloccare il Super Cashback

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classifica Super Cashback

Potrebbe avere le ore contate il Super Cashback, l’iniziativa tanto contestata dagli esercenti, soprattutto dai gestori delle stazioni di servizio, che mira a premiare gli utenti che fanno maggiormente ricorso ai metodi di pagamento elettronici.

Addio al super Cashback?

Il governo Draghi sarebbe infatti pronto a congelare tutto, almeno fino alla fine del 2021, lasciando a bocca asciutta quanti si erano fatti ingolosire dal premio messo in palio. L’iniziativa, volta a stimolare l’abbandono del contante in favore dei metodi elettronici (bancomat e carte di credito su tutti), dovrebbe premiare i primi 100.000 utenti nella speciale classifica che premia chi fa più transazioni, con 1.500 euro a testa.

Peccato che nelle ultime settimane il sistema sia finito più volte sotto accusa, a causa di quelli che abbiamo imparato a conoscere come i “furbetti del cashback” che, sfruttando un regolamento lacunoso da questo punto di vista, effettuano decine di microtransazioni per scalare la classifica, a danno però degli esercizi commerciali che si ritrovano a versare commissioni superiori ai guadagni ottenuti.

Emblematico è il fatto che il primo in questa speciale classifica abbia effettuato, in meno di due mesi, quasi 1.800 transazioni, una cifra che possiamo definire folle, visto che equivale a oltre 30 transazioni al giorno. I tecnici di PagoPa sarebbero al lavoro per mettere una pezza al problema, individuando gli utenti che grazie a decine di piccole transazioni effettuate in un breve lasso di tempo riescono ad accumulare un elevato numero di transazioni, al fine di escluderli dalla classifica.

Il nuovo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sembra però intenzionato a porre fine a quello che può a tutti gli effetti essere considerato come un esperimento mal riuscito. A beneficiarne sarebbero indubbiamente le casse dello Stato, visto che l’abolizione del Super Cashback farebbe risparmiare al Fisco circa 500 milioni di euro. Nessun intervento invece per quanto riguarda il cashback di Stato “tradizionale”, che restituisce il 10% dei propri acquisti con un massimo di 150 euro.

Resta da capire come riuscirà il Governo a cambiare le carte in corsa, chiudendo una iniziativa il cui regolamento non vietava in alcun modo i comportamenti tanto criticati. Una chiusura dell’iniziativa potrebbe scatenare un mare di ricorsi da parte dei partecipanti, sarà interessante capire come si evolverà la situazione. Continuate a seguirci perché non mancheremo di tenervi informati in merito.

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