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L’Unione Europea accusa Amazon di abuso di posizione dominante

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Negli ultimi tempi sono stati diversi i colossi della tecnologia a finire nel mirino dell’antitrust dell’Unione Europea e al club si va ora ad aggiungere anche Amazon: il colosso dell’e-commerce è accusato di abuso della propria posizione dominante in Francia e in Germania.

Stando alle accuse mosse nei confronti di Amazon, il colosso statunitense avrebbe abusato di dati non pubblici delle aziende che si appoggiano alla sua piattaforma per vendere i loro prodotti.

Inoltre la Commissione dell’Unione Europea ha deciso di indagare anche sulle modalità che Amazon usa per incentivare l’utilizzo di servizi come Prime e Buy Box.

Amazon rischia una multa record

E se vi state chiedendo cosa rischi il colosso dell’e-commerce, la risposta è “tantissimo”: nel caso in cui tali accuse dovessero rivelarsi fondate, infatti, Amazon potrebbe essere costretta a pagare una multa che potrebbe arrivare fino al 10% del suo fatturato globale.

Rapida è arrivata anche una dura presa di posizione da parte di Amazon, che ci ha tenuto a precisare di rappresentare “meno dell’1% del mercato al dettaglio globale”, aggiungendo che in ogni mercato in cui opera vi sono dei rivenditori più grandi. In pratica, l’abuso di posizione dominante non sarebbe configurabile.

La tesi di Amazon non convince del tutto Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione dell’Unione Europea, che ha spiegato che il valore del commercio online è raddoppiato nel Vecchio Continente negli ultimi cinque anni (nel 2020 raggiungerà quota 720 miliardi di euro) e l’intensificarsi della pandemia di Coronavirus, con le conseguenti misure restrittive, non farà altro che incentivare gli acquisti sul Web.

A non convincere la Commissione è il doppio ruolo rivestito da Amazon, ossia rivenditore diretto e piattaforma di e-commerce per altri operatori, posizione che le consente di avere accesso a un’enorme quantità di dati non pubblici dei commercianti che si appoggiano alla sua piattaforma.

E, ovviamente, tutti questi dati possono essere usati dal colosso statunitense per le proprie campagne di marketing e le sue accattivanti offerte.