La gamma TRIBIT si fa sempre più interessante con il passare dei mesi: abbiamo già avuto modo di scoprire insieme il piccolo StormBox Mini+, il portatile PocketGo e il “gigante” StormBox Blast 2. Alla fine di settembre il marchio ha lanciato sul mercato un nuovo speaker Bluetooth portatile che promette di unire potenza, autonomia, semplicità e comodità a 360 gradi: si chiama TRIBIT StormBox Max, e noi lo abbiamo provato per qualche settimana. Ve ne parliamo nella nostra recensione.

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Design e costruzione

TRIBIT StormBox Max è l’ultimo arrivato della gamma e promette di offrire un suono ampio e ricco sia in casa sia in movimento: la sua peculiarità risiede nel design a torre, che risulta comodo da trasportare e che al contempo propone un suono a 360 gradi (che approfondiremo più avanti).

Lo speaker Bluetooth è meno compatto dei modelli Mini+ e PocketGo già citati (anche la nomenclatura lo suggerisce), ma occupa comunque poco spazio (la maggior parte in verticale) e risulta sufficientemente leggero (ma non troppo) da poterlo trasportare senza problemi: per quanto riguarda i numeri, StormBox Max misura 203 x 109 x 109 mm e pesa 1,184 chilogrammi.

Per semplificare il trasporto, nella parte superiore troviamo una pratica e morbida maniglia in silicone della stessa colorazione della cassa (nera, come nel nostro caso, ma c’è anche la variante bianca sul sito ufficiale), che volendo può essere ripiegata in avanti o indietro. Restando nella parte superiore (che offre materiali morbidi circondati da una bordatura lucida grigio scuro), troviamo un totale di sei pulsanti: in alto sono presenti quattro tasti incavati per accensione/spegnimento, Bluetooth, modifica dell’equalizzatore (TRIBIT Signature e non solo) e Auracast (tutti retroilluminati di bianco quando “attivi”), mentre in basso troviamo i tasti per modificare il volume (con grandi simboli “-” e “+” che risultano piuttosto autoesplicativi).

TRIBIT StormBox Max

In mezzo a questi ultimi è presente la manopola in metallo, dedicata dunque non alla regolazione del volume ma a quella rapida dei bassi, con ±5 livelli (per un totale di 11 livelli, considerando lo “0” centrale). Come vedremo più avanti, la cassa supporta infatti XBass 2.0, con bassi ideali per musica dai bassi profondi, ma comunque regolabili per godersi un po’ di tutto. La manopola “nasconde” in realtà un altro pulsante per ulteriori funzioni e scorciatoie: premendola possiamo infatti andare a mettere in pausa (e far riprendere) la musica (1x), passare al brano successivo (2x) oppure a quello precedente (3x); con le chiamate, possiamo utilizzarlo per rispondere o agganciare (1x) o per rifiutare la telefonata (tenendo premuto per due secondi).

La parte centrale presenta una texture in tessuto su quasi tutta la superficie a 360 gradi, con l’eccezione del logo TRIBIT nella parte frontale inferiore. La parte inferiore è invece realizzata in plastica, affiancata nella parte posteriore dall’apertura per AUX e porte USB-C (input e output): la base è realizzata in gomma antiscivolo di ottima qualità, che impedisce allo speaker di scivolare sulla superficie o di muoversi durante la riproduzione.

Non manca la certificazione IP68 contro acqua e polvere, che permette di utilizzare StormBox Max anche nelle feste in piscina (e non solo) senza preoccuparsi che sporco o acqua (pioggia compresa) possano danneggiarlo. Basta sincerarsi di aver richiuso correttamente lo “sportellino” posteriore con le porte USB e l’ingresso AUX, onde evitare guai.

Come anticipato, StormBox Max viene proposto sul mercato in due colorazioni, Nera e Bianca, quest’ultima con dettagli grigi.

TRIBIT StormBox Max

Specifiche tecniche e autonomia

TRIBIT StormBox Max offre una potenza molto interessante se rapportata alle sue dimensioni e alla portabilità. L’altoparlante Bluetooth offre una potenza totale di 60 W: combina un woofer da 30 W con quattro tweeter a cupola in seta da 7,5 W, che promettono un audio potente e avvolgente, che si tratti di fare da colonna sonora a una festa in giardino, a una giornata in spiaggia o anche a un comodo ascolto da divano.

Lo speaker è progettato per offrire bassi profondi, voci nitide e alti dettagliati in un’ampia gamma di generi musicali, con un intervallo di risposta in frequenza di 53 Hz – 20 kHz. Come anticipato, offre la tecnologia XBass 2.0, che utilizza il rilevamento dei bassi in tempo reale per offrire basse frequenze ancora più profonde e potenti a qualsiasi volume. Grazie alla manopola dedicata per il controllo dei bassi, si possono effettuare regolazioni senza andare a modificare l’equalizzatore.

La connettività Bluetooth 6.0 promette un collegamento efficiente e stabile con qualsiasi dispositivo, e non abbiamo riscontrato criticità in tal senso: lo smartphone rimane connesso anche a diversi metri di distanza e con muri di mezzo, senza tentennamenti. Si possono collegare anche più speaker per un’esperienza di ascolto ancora più completa, e con Auracast si possono collegare fino a 100 altoparlanti compatibili. Sono supportati i codec AAC e SBC, andando quindi a soddisfare le necessità del mondo Apple e di quello Android.

La doppia batteria da 5000 mAh fa il suo dovere: la promessa è di arrivare fino a 20 ore di riproduzione (con volume al 50% ed equalizzatore standard). La prova sul campo ha offerto un’autonomia in linea con quanto dichiarato dal produttore, anche considerando tutte le variabili: durante l’uso domestico (con musica di sottofondo, ad esempio) il numero di ore può anche essere superato senza grossi problemi, tenendo conto che il 50% del volume è fin troppo potente per tale utilizzo.

Naturalmente, l’uso all’aperto richiede di spingere un po’ più su il volume, con conseguenze sull’autonomia (soprattutto “giocando” un po’ coi bassi): in ogni caso possiamo dire di essere soddisfatti di quanto offerto dalla batteria dello speaker TRIBIT. La ricarica avviene tramite la porta USB-C (il cavo è incluso in confezione, ma non il caricabatterie, ovviamente) e richiede circa 4 ore (per arrivare dallo 0% al 100%), dipendentemente dal caricabatterie utilizzato.

All’interno dello sportellino posteriore (che protegge da acqua e polvere) troviamo non solo la porta USB-C per la ricarica, ma anche una porta USB-C per ricaricare altri dispositivi (come lo smartphone, in caso di “emergenza”) e un ingresso AUX da 3,5 mm (da non dare affatto per scontato). La ricarica di altri device può avvenire solo con una capacità residua superiore al 20%.

Un po' di numeri:

  • potenza in uscita: 60 W totali (30 W woofer + 7,5 W x 4 tweeter)
  • risposta in frequenza: 53 Hz – 20 kHz
  • connettività Bluetooth 6.0 (fino a 45 m)
  • codec supportati: AAC, SBC
  • protocolli: A2DP, AVRCP, HFP, HSP
  • certificazione IP68
  • doppia batteria da 5000 mAh
  • autonomia dichiarata: fino a 20 ore con volume al 50%
  • ricarica in circa 4 ore (con USB-C 5V/3A)
  • dimensioni e peso: 203 x 109 x 109 mm, 1,184 kg

Qualità audio

Come suona dunque questo TRIBIT StormBox Max? Tenendo conto del target di utilizzo e che non stiamo parlando di un dispositivo per l’ascolto da “orecchio assoluto”, lo speaker se l’è cavata molto bene. Per essere un altoparlante portatile, la qualità audio non è davvero niente male. e il suono a 360 gradi è reale e perfetto per l’utilizzo in compagnia, durante le serate con gli amici o le feste (all’interno e all’esterno): basta mettere l’altoparlante al centro per riprodurre musica in ogni direzione, senza punti morti o cali di intensità.

I bassi sono tra i punti di forza (nonostante le dimensioni contenute dello speaker), e l’impostazione standard mantiene un po’ di enfasi su questi ultimi. TRIBIT ci punta molto con la sua tecnologia XBass 2.0, ma l’equalizzatore (accessibile nel dettaglio tramite l’app ufficiale, che vedremo più giù) e le varie regolazioni consentono di raggiungere prestazioni soddisfacenti per qualsiasi genere musicale e per qualsiasi gusto. Anche coi bassi al “massimo”, non abbiamo notato particolari distorsioni che potessero risultare fastidiose, ma comunque l’enfasi da impostare dipende molto dai gusti personali.

Per enfatizzare di più i medi e soprattutto gli alti, è possibile andare a fare qualche modifica all’interno dell’app TRIBIT. L’impostazione standard (TRIBIT Signature) potrebbe risultare ad alcuni un po’ “piatta”, soprattutto sulle frequenze medie e alte, ma nel caso è possibile intervenire con pochi tocchi (come vedremo tra poco).

Il volume generale si è rivelato più elevato di quanto ci aspettassimo e di quanto ci si aspetterebbe dalle dimensioni: per l’uso in ambienti interni non troppo rumorosi, si può tranquillamente rimanere al di sotto del 50%, mentre all’aperto l’impostazione varia a seconda delle necessità.

App e connettività

Come detto più su, per l’esperienza di utilizzo completa è necessario scaricare l’app TRIBIT, disponibile per Android (tramite Google Play Store) e per iOS (tramite App Store). Non richiede necessariamente registrazioni (si può utilizzare anche come “ospite”) e consente di personalizzare alcune funzioni e l’esperienza di ascolto.

Le funzionalità base includono la possibilità di regolare il volume, mettere in pausa e riprendere, saltare al brano successivo o precedente della playlist in ascolto, ma sfruttando la barra di navigazione inferiore è possibile spostarsi nella più interessante sezione “Equalizzatore“: qui possiamo scegliere tra diversi EQ preimpostati (di default TRIBIT Signature) oppure crearne di personalizzati (ordinabili a piacimento nell’apposito menu).

Nelle impostazioni possiamo poi verificare la versione del firmware a bordo dell’altoparlante (ed eventualmente procedere con aggiornamenti), rinominare il dispositivo e accedere a funzioni aggiuntive: possiamo impostare un timer di spegnimento (per far sì che lo speaker si spenga dopo l’intervallo di tempo indicato), scegliere quale azione compiere premendo il pulsante EQ sullo speaker (il terzo partendo da sinistra), scegliere se attivare o meno il feedback sonoro in determinate azioni (accensione e spegnimento, associazione a un dispositivo col Bluetooth e non solo) e persino impostare un intervallo per l’autospegnimento durante lo standby.

L’app fa quello che promette, anche se necessiterebbe di qualche piccolo perfezionamento, sia a livello estetico e di design, sia per quanto riguarda le traduzioni in italiano. Niente di tragico, sia chiaro, ma fa un po’ sorridere trovare tra gli EQ preimpostati “Rock” tradotto in italiano con “Roccia“. La sezione dedicata al conto alla rovescia per lo spegnimento dovrebbe essere un po’ rivista: al di là della questione estetica, ha un bug che consente di impostare timer sotto le 18 ore solo al secondo tentativo.

La connessione Bluetooth avviene in un lampo e non ci ha creato problemi con alcun dispositivo. La prima volta bisogna premere il pulsante Bluetooth sulla cassa per accoppiarla (ad esempio) allo smartphone, ma le successive connessioni richiederanno semplicemente l’accensione della stessa: se il Bluetooth dello smartphone è attivo, il pairing avverrà automaticamente in un attimo. Fate solo attenzione a un dettaglio: se desiderate utilizzare StormBox Max solo per la musica e non per le chiamate, è necessario intervenire all’interno delle impostazioni di sistema (lasciando attivo solo “Audio” e togliendo la spunta da “Chiamate“).

Conclusioni

TRIBIT StormBox Max è dunque un’ottima cassa Bluetooth portatile con audio a 360 gradi: è robusta, costruita bene e suona meglio di come ci si aspetterebbe sia per qualità sia per potenza. Trattandosi di un prodotto portatile non possiamo ovviamente aspettarci qualità audio da primato, ma grazie alle regolazioni offerte dall’app ufficiale è possibile soddisfare praticamente tutti i gusti.

Il prezzo consigliato è di 119,99 euro, ma sia su Amazon sia sul sito ufficiale dovreste riuscire ancora a trovare uno sconto del 15% che consente di arrivare intorno ai 100 euro.

Pro:

    • costruzione solida e buoni materiali
    • audio a 360 gradi
    • autonomia
    • comodo da trasportare e semplice da utilizzare

Contro:

    • qualche miglioramento da fare nell'app
    • prezzo solo ok, ma buono in promo

Voto finale:

8,5