Un brevetto appena pubblicato offre un primo sguardo concreto su una delle soluzioni aerodinamiche più interessanti che potrebbero equipaggiare la nuova Tesla Roadster ovvero un’ala posteriore attiva a due elementi, capace di uscire e rientrare nella carrozzeria a seconda di quanto carico aerodinamico serva in un dato momento.

Del rinvio della presentazione, spostata dal 1° al 15 ottobre per le condizioni meteo previste a Waco, avevamo già scritto ieri, ricordando come il progetto abbia ormai superato le otto occasioni mancate dal primo annuncio del 2017 a oggi, tra rinvii produttivi e presentazioni spostate più volte; il brevetto arriva proprio in questa finestra di attesa più lunga del previsto, e per la prima volta permette di ragionare su dati tecnici concreti invece che sulle sole speculazioni legate al leggendario SpaceX Package.

La domanda, intitolata “Deployable and Active Rear Wing Assembly with Safety Features“, è stata pubblicata dall’USPTO il 24 settembre 2026, con David Lemire e James Michael Arthur Crook indicati come progettisti; Tesla l’aveva depositata nell’agosto 2025.

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Il brevetto svela un’ala che si nasconde nella carrozzeria

Il sistema descritto è formato da un elemento principale e da uno slat anteriore più piccolo, separati da uno spazio compreso tra 3 e 15 mm; un meccanismo a quattro barre permette di muovere i due elementi e modificare la configurazione dell’ala in base alle esigenze aerodinamiche del momento.

Tesla indica tempi di attivazione piuttosto rapidi: l’ala può passare dalla posizione completamente retratta a quella completamente estesa in meno di tre secondi, mentre le variazioni di inclinazione richiedono meno di un quarto di secondo.

Stando a quanto svelato, il funzionamento non dipenderebbe necessariamente dal conducente, dato che il sistema si può regolare anche in modalità automatica, utilizzando come parametri velocità, angolo di sterzo, frenata, posizione GPS e dati provenienti dai sistemi di assistenza alla guida per determinare quando intervenire e con quale configurazione.

Il brevetto cita anche una modalità specifica per l’utilizzo in pista che sarebbe attivabile automaticamente in determinate aree. Come sempre accade con i brevetti, però, non c’è alcuna conferma che questa soluzione arriverà davvero sulla Roadster di serie.

Fino a 700 kg di carico aerodinamico

Per quanto concerne i meri numeri, Tesla descrive una configurazione sdoppiabile, dove nella modalità a bassa resistenza l’ala genera 0 kg di carico aerodinamico, con l’obiettivo di ridurre la resistenza nei rettilinei per favorire le alte velocità; all’estremo opposto c’è invece la modalità ad alto carico, capace secondo il documento di arrivare fino a 700 kg di deportanza oltre i 160 km/h, una differenza enorme ottenuta semplicemente cambiando la configurazione dell’ala.

Il sistema prevede inoltre una specifica logica di sicurezza per cui in caso di incidente, l’ala può essere retratta fino a riallineare il bordo posteriore con la carrozzeria, riducendo il rischio che la struttura resti esposta, con un movimento che può essere comandato dai sensori ma anche attivato meccanicamente.

Il brevetto arriva peraltro a poca distanza da un’altra restrizione osservata nei cieli texani con la FAA aveva chiuso fino al 2 ottobre lo spazio aereo sopra il sito di sviluppo e test di SpaceX a McGregor, appena venti minuti da Waco, alimentando ulteriori speculazioni sulla possibilità che Tesla mostri anche una dimostrazione di volo insieme alla nuova auto.

Resta però da capire se quella finestra temporale sia stata spostata insieme alla nuova data dell’evento, oppure se riguardasse un test del tutto scollegato dalla presentazione della Roadster.

Per sapere se questa tecnologia farà davvero parte della nuova Roadster bisognerà attendere la nuova data di presentazione ufficiale prevista a Waco, ormai posticipata al 15 ottobre.