SpaceX ha da poco compiuto un passo importante nell’espansione della costellazione Starlink, mentre Amazon Leo, il principale concorrente di Starlink, continua a fare i conti con una serie di problemi che stanno rallentando il lancio dei suoi satelliti. L’ultimo volo di Starship ha infatti portato in orbita 26 satelliti Starlink V3, segnando l’ingresso della nuova generazione nella costellazione.

I nuovi satelliti permettono miglioramenti significativi rispetto alla generazione attuale e arrivano mentre Starlink continua ad ampliare rapidamente la propria presenza: sono già oltre 11.000 i satelliti operativi, mentre dal 2 luglio a oggi SpaceX ne ha lanciati altri 552.

La situazione è molto diversa per Amazon Leo, l’ultimo lancio riuscito della costellazione risale infatti al 2 luglio, quando un Atlas V di United Launch Alliance (ULA) ha portato in orbita 29 satelliti; da allora non ci sono stati nuovi lanci, lasciando LEO a quota 396 satelliti complessivamente lanciati, una cifra ancora molto lontana da quella raggiunta da Starlink.

Da quel lancio, Melissa Wuerl, direttrice dei sistemi di lancio di Amazon Leo, aveva dichiarato che l’azienda disponeva di un percorso chiaro per aumentare la frequenza dei lanci e delle operazioni di dispiegamento. A quasi tre mesi di distanza, però, la situazione non sembra aver seguito quel percorso.

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I problemi dei lanciatori stanno frenando Amazon Leo

Una parte significativa dei ritardi di Amazon è legata proprio ai vettori scelti per portare in orbita i satelliti, il Vulcan di United Launch Alliance, destinato a sostituire progressivamente l’Atlas V, è fermo da febbraio 2026 dopo che la US Space Force ne ha sospeso i lanci in seguito a un’anomalia del booster, ancora oggetto di indagine.

Anche il New Glenn di Blue Origin, società spaziale fondata da Jeff Bezos, rappresenta al momento un’altra possibilità inutilizzabile per Amazon Leo; il razzo è infatti fermo da maggio, quando l’unica piattaforma di lancio disponibile è stata distrutta durante un incidente.

Amazon ha provato almeno in parte a compensare questi problemi aumentando il ricorso ad altri vettori, all’inizio di settembre l’azienda ha ordinato sei ulteriori lanci con il razzo pesante Ariane 64 di Arianespace, portando da 18 a 24 il numero complessivo di missioni contrattualizzate. Anche questa strada, tuttavia, sta incontrando difficoltà: problemi a un componente non specificato del’Ariane 6 dovrebbero provocare interruzioni dei lanci per il resto del 2026.

In precedenza Amazon prevedeva di lanciare 36 satelliti Leo con un Ariane 64 nel mese di ottobre, ma quelle missioni sono state successivamente rimosse dal calendario del centro spaziale europeo.

Il rallentamento arriva in un momento particolarmente delicato per il progetto, Amazon deve infatti completare il dispiegamento di almeno metà dei 3.232 satelliti previsti dalla costellazione per rispettare gli impegni con la FCC, dopo aver già ottenuto una proroga che le concede più tempo a condizione di procedere rapidamente.

L’azienda aveva inoltre indicato i quasi 400 satelliti già operativi come una base sufficiente per avviare una versione limitata del servizio internet, con una disponibilità commerciale inizialmente prevista entro metà 2026. Quella scadenza è però trascorsa senza nuovi aggiornamenti.

Con la costellazione ancora nelle fasi iniziali e una serie di vettori alle prese con problemi che continuano a rallentare il calendario, Amazon deve quindi affrontare un percorso più lungo di quello inizialmente previsto. A questo ritmo, potrebbero volerci anni prima che Leo riesca a competere seriamente con Starlink a livello globale.