Apple Watch Series 12 e Ultra 4, svelati nel corso dell’attesissimo evento L’alba di nuove sorprese tenutosi lo scorso 9 settembre, offrono delle migliori davvero significative rispetto alla generazione precedente grazie sensori più potenti e capaci di misurare la frequenza cardiaca ogni 5 secondi tutto il giorno.

Ebbene, proprio grazie a queste novità importanti hardware essi restituiscono ora due letture distinte della variabilità della frequenza cardiaca, l’HRV di Recupero e l’HRV Generale, pensate per raccontare aspetti diversi dello stato di salute di chi lo indossa. Dietro questa distinzione si nasconde un cambiamento tecnico più profondo, che riguarda direttamente il modo in cui Apple calcola e archivia questi dati.

Avevamo già raccontato, al momento del lancio dei due nuovi modelli, di come il nuovo Health Sensing System permetta misurazioni molto più frequenti sia della frequenza cardiaca sia della sua variabilità; oggi emerge però un dettaglio tecnico più fine, relativo a come queste due metriche vengano effettivamente calcolate e che permettono all’azienda di Cupertino di generare e interpretare metriche di salute con maggiore precisione.

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Apple HealthKit punta ora sulla RMSSD

Apple Watch ha sempre archiviato l’HRV in HealthKit come SDNN, che la documentazione per sviluppatori di Apple descrive come la deviazione standard degli intervalli tra battiti cardiaci normali; HealthKit include ora però anche un secondo tipo di metrica, chiamata heartRateVariabilityRMSSD.

L’azienda ha aggiunto il supporto nativo a RMSSD proprio nello stesso momento in cui Series 12 e Ultra 4 introducono l’HRV di Recupero, mentre la misurazione HRV già esistente resta disponibile come HRV Generale.

Apple non ha confermato esplicitamente che l’HRV di Recupero corrisponda a RMSSD e che l’HRV Generale corrisponda a SDNN; quella corrispondenza resta quindi un’interpretazione, per quanto coerente con il modo in cui vengono descritti i due calcoli.

Per spiegarla semplicemente, RMSSD osserva i cambiamenti tra intervalli consecutivi dei battiti cardiaci, risultando particolarmente utile per monitorare variazioni a breve termine dell’attività del sistema nervoso autonomo; una caratteristica che lo rende adatto proprio al monitoraggio del recupero, dove la domanda utile riguarda solitamente se l’HRV di oggi si sia allontanata dal proprio livello normale.

SDNN misura invece la variabilità in modo diverso, osservando la dispersione complessiva degli intervalli tra battiti normali durante un periodo di misurazione; resta una metrica utile, ma il risultato dipende molto da come e per quanto tempo viene misurata l’HRV.

Questa distinzione spiega la nuova terminologia di Apple: l’HRV di Recupero offre una metrica pensata specificamente per il recupero a breve termine, mentre l’HRV Generale conserva la misurazione più ampia già conosciuta dagli utenti Apple Watch.

 

Misurazioni molto più frequenti che in passato

Come accennato, Series 12 e Ultra 4 possono misurare l’HRV anche ogni cinque secondi, una frequenza che secondo Apple arriva fino a 24 volte superiore rispetto a prima; un salto notevole rispetto alle letture relativamente rare degli Apple Watch precedenti.

La frequenza cardiaca vera e propria viene ora misurata ogni cinque secondi durante l’intera giornata, fornendo ad Apple dati molto più densi per la sezione Vitali e per il nuovo punteggio Prontezza, di cui avevamo già parlato quando erano emerse le prime conferme che la funzione resterà limitata proprio a Series 12 e Ultra 4, senza arrivare sui modelli più vecchi tramite watchOS 27.

Questa maggiore frequenza di campionamento conta perché l’HRV può variare considerevolmente in base a sonno, allenamento, stress, malattia e ora del giorno; un flusso più denso di misurazioni fornisce ad Apple molte più informazioni da cui identificare i cambiamenti rispetto all’intervallo considerato normale per ciascuna persona.

Apple Watch distingue ora due tipi diversi di variabilità cardiaca, e la differenza conta 3

L’HRV Generale resta ancora la più difficile da spiegare

L’HRV di Recupero è la più semplice delle due da comprendere visto che Apple la confronta con il proprio HRV di base e la utilizza poi per identificare cambiamenti quotidiani in stress e recupero.

L’HRV Generale risulta invece meno immediata; Apple sostiene che sia più adatta per informazioni più ampie sulla salute e sul sistema cardiovascolare, ma l’HRV resta una misura altamente individuale, e SDNN in particolare dipende fortemente dalla durata della misurazione.

Non è ancora chiaro con esattezza come Apple ricavi il valore dell’HRV Generale dalle misurazioni raccolte nel corso della giornata; l‘azienda non ha spiegato se le letture vengano mediate, se vengano selezionati periodi specifici, oppure se vengano elaborate in qualche altro modo.

Insomma, questi dettagli dovrebbero diventare ancora più chiari quando watchOS 27 arriverà agli utenti. Ciò che si sa già è che Apple Watch sta passando da un’unica misurazione HRV generica a due varianti distinte, mentre HealthKit guadagna RMSSD accanto a SDNN e gli orologi raccolgono dati sull’HRV con una frequenza molto più elevata rispetto al passato; uno scenario generale che pone Apple nuovamente ai vertici della categoria.